Un libro racconterà Gornate Olona al tempo del Covid-19

La Pro loco ha lanciato un'iniziativa per coinvolgere grandi e piccoli gornatesi, chiedendo loro di raccontare la quarantena e come immaginano il futuro

Generico 2018

«Non si va in strada perché c’è la malattia e se vai ti sgridano. Bisogna andare dal dottore, pulire le mani col sapone e contare. La scuola è chiusa perché c’è la malattia»: questo il racconto dell’allarme Coronavirus e della quarantena, visti con gli occhi di una piccola gornatese, Giulietta, di 4 anni.

Emma, di 5 anni, lo descrive invece così: «Questa malattia c’è perché c’è un animaletto che entra nel nostro corpo e dobbiamo stare a casa per non prenderlo e lavarci le manine con il sapone e contare fino a 20 o 30. È da tanto che non vado all’asilo e voglio andarci perché mi mancano la mia amica e le maestre che mi fanno fare dei lavoretti bellissimi».

Come Emma e Giulietta, tante persone hanno lasciato una testimonianza di quanto successo in questo periodo difficile: a organizzare il tutto, la Pro loco cittadina, che ha chiesto di inviare scritti, foto e altri materiali a piacere da inizio aprile a fine maggio. Alla chiamata dell’associazione hanno risposto in parecchi, bambini, ma anche adulti, decisi a non dimenticare i momenti duri vissuti, ma esprimendo anche la speranza che presto il pericolo del contagio sia superato.

La Pro loco di Gornate Olona non ha fatto solo da collettore del materiale inviato: l’intenzione è quella di organizzare pensieri, disegni, racconti e immagini in un libro, che resterà come testimonianza della “storia” del paese. Il libro sarà poi venduto e il ricavato andrà in beneficenza: un’iniziativa che continuerà dunque ad aiutare la comunità anche quando il Covid-19 sarà solo un ricordo.

Tanta la soddisfazione per l’interesse suscitato dal progetto, da parte della presidente della Pro loco, Laura Cazzani: «Che dire? Siamo contenti: abbiamo ricevuto diverse testimonianze, non solo dai gornatesi, ma anche da persone fuori paese. Anche i bambini hanno aderito con i loro disegni. Ringrazio tutti per la partecipazione: purtroppo, in questo periodo di fermo, il libro è una delle poche cose, se non l’unica, che abbiamo potuto fare, con la speranze che rimanga come documento storico del periodo vissuto tutto insieme».

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Pubblicato il 27 maggio 2020
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