Alitalia cancella voli, ma il cambio prenotazioni è una chimera. “Ci provo da cinque giorni”

La ripartenza di Alitalia ha generato moltissime proteste in tutta Italia per le frequenti cancellazioni, per la difficoltà nell'ottener rimborsi o gestire le prenotazioni

Alitalia foto Alessandro Macchi

Fabrizio è un agente di commercio, fa un lavoro che richiede spesso di cambiare destinazioni e tempi di viaggio. «Devo cambiare le date di un volo, bene sono cinque giorni che chiamo i vari call center Alitalia e non ottengo risposta. Dal sito web non è possibile effettuare il cambio ( unica compagnia al mondo). Nel frattempo, e arrivata la data della partenza, ed io non riesco a cambiare: il biglietto morale? Perderò 350 euro, perché nessuno di Alitalia mi ha risposta, e perché il cambio biglietto non sarà ammesso dopo la partenza».

Il caso di Fabrizio D’Amico, nostro lettore, non è certo l’unico in Italia, anzi. La ripartenza di Alitalia ha generato moltissime proteste per le frequenti cancellazioni, per la difficoltà nell’ottener rimborsi o gestire le prenotazioni.

Le lamentele riguardano soprattutto la cancellazione di voli a pochi giorni dalla partenza, lunghe ore di attesa per parlare con il call center dell’assistenza clienti, e le modalità di compensazione per il volo cancellato che prevedono un voucher al posto di un rimborso (le norme europee prevedono che al cliente sia offerta una scelta fra i due). A tutto questo si aggiunge il fatto che Alitalia sta continuando a pubblicizzare voli scontati per moltissime destinazioni sui suoi canali social, e alcuni utenti accusano la compagnia di promuovere e vendere i voli a prezzi favorevoli pur sapendo che una buona parte di questi sarà cancellata (dall’articolo del Post del 24 giugno).

«Non è bastato, per noi professionisti, il lock down, con mesi di arresto forzato dell’attività, e adesso ci si mette anche Alitalia, che nonostante riceva puntualmente gli aiuti statali, non permette a noi piccoli imprenditori di viaggiare per lavoro» continua Fabrizio, che vede nell’incapacità di gestire la riprogrammazione un comportamento «al limite della truffa». «Un paese che si rispetti, che è che professa che vuole ripartire, non può permettere tutto ciò».

Alitalia è stata anche molto criticata perché, pur operando oggi da Malpensa, vendeva biglietti con partenza da Milano Linate, dopo il 15 luglio, nonostante sia già emerso il forte rischio che Sea (il gestore) ed Enac (l’autorità nazionale dell’aviazione civile) non riaprano lo scalo neanche dopo metà luglio.

Va segnalato comunque che i disagi toccano molte altre compagnie, in particolare le low cost, che hanno cancellato alcuni voli se non si era in grado di garantire una sufficiente occupazione dei posti: il settore non è abituato a operare voli in perdita e il Covid ha messo sempre più a rischio finanziario diverse compagnie (molte hanno ottenuto sostegno dagli Stati o hanno varato piani di riduzione dei costi, compresi i licenziamenti). In questo contesto far volare un aereo con poche decine di persone a bordo non è sostenibile. Certo: le compagnie consentono di riprogrammare il viaggio usando un voucher, ma per molti viaggiatori significa disagi e danno anche economico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 giugno 2020
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