Anche per i gestori del ristorante lo Sfizio di Albizzate una notte al lavoro tra le macerie

Il ristorante lo Sfizio è un'attività molto nota nella zona. Un conduzione famigliare, una decina di persone che ci lavorano. Ora tutto è bloccato dopo il crollo e il sequestro dell'area

Albizzate crollo

Passata da poco la mezzanotte, e sette ore dal crollo che ha provocato la morte di una mamma e dei suoi bambini, i titolari e il personale del ristorante pizzeria lo Sfizio lavorano al fianco dei vigili del fuoco per sgomberare dal locale tutta la merce con la quale si apprestavano ad affrontare il weekend di lavoro.

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Ciro Marino, che conduce l’attività con tutta la famiglia, siede ancora incredulo sul marciapiede fuori dal locale come tutti i suoi colleghi. «Credo di non aver ancora realizzato quello che è successo oggi – racconta -. È avvenuto tutto davanti a me mentre stavo arrivando al ristorante in macchina. Un istante e ho visto crollare tutto quel che avevamo ma soprattutto non riesco a non pensare a quella mamma e ai suoi bambini. È avvenuta una cosa della quale non riesco ancora a capacitarmi».

Il ristorante lo Sfizio è un’attività molto nota nella zona. Un conduzione famigliare, una decina di persone che ci lavorano e quasi un centinaio di posti a sedere negli eventi più importanti. Come tutte le attività della ristorazione era già stata piegata dalle norme anti-Covid. Come tutti aveva ripreso da poco a lavorare, sfruttando gli spazi esterni resi straordinariamente disponibili dal Comune per far fronte alle nuove norme della fase 2 dell’emergenza sanitaria.

«Quando è avvenuto il crollo si è alzato un gran polverone – racconta Marino -. Mia moglie e il personale si trovavano all’interno. Abbiamo cercato di fare qualcosa sgomberando l’area dai tavoli e assistere ai soccorsi è stato straziante».

Lo Sfizio si trova in affitto all’interno dell’immobile che ha subito il crollo dal 1995, ora tutto si trova sotto sequestro e comunque il danneggiamento della struttura non ne permetterebbe comunque l’utilizzo.

«Abbiamo cercato di salvare la merce anche grazie ad amici e fornitori che ci stanno dando una mano. Col nuovo giorno cominceremo a pensare a cosa sarà del nostro lavoro».

Tomaso Bassani
tomaso.bassani@varesenews.it

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Pubblicato il 25 Giugno 2020
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