Baffi, carnagione scura, un metro e 85: ecco l’identikit del siluro pescato nel lago Maggiore

Grandi catture che si ripetono negli specchi d'acqua nostrani. Ma un lettore si fa una domanda: che fare di queste specie così invasive?

pesca siluro

La canna appoggiata sull’arenile è una due pezzi col manico di sughero rigida al punto giusto per lanciare esche voluminose e potente abbastanza per tirare a riva dopo una lotta estenuante uno dei predatori più voraci dei nostri laghi e fiumi, il siluro. Una cattura che fa il paio con quella di qualche giorno fa sul lago di Varese, a Gavirate dove l’autore ha impiegato quasi tre ore per aver ela meglio sul “signore degli abissi“.
Il giovane pescatore della “bassa“, invece, non si limita a documentare la preda, ma propone anche una digressione che come un fenomeno illusionistico compare e scompare a seconda dei ritmi delle catture introducendo un tema di fondo riassumibile in una domanda; che si deve fare con le specie – non solo ittiche – invasive e pericolose per la nostra fauna locale?

Buongiorno,
sono un giovane pescatore di Castano Primo, in provincia di Milano.
Vorrei segnalarvi la cattura di questo enorme esemplare (1,85mt x 30/40kg) di siluro (Silurus glanis) nel Lago Maggiore in provincia di Varese, specie oggetto di parecchie discussioni.
Mi piacerebbe esporre la mia idea sul mondo delle nostre acque interne:
innanzitutto, penso che serva uno studio approfondito di esperti sui danni e sull’eventuale contenimento delle due specie più accusate che sono siluro e cormorano.
Poi vorrei spostare l’attenzione sulla gestione dei nostri numerosi e stupendi fiumi e laghi. Abbiamo un tesoro tra le mani che dovrebbe essere difeso e rispettato, questo tesoro oggi è oggetto di inquinamento, scarichi abusivi e pesca sconsiderata portata avanti da pescatori di frodo e pescatori con reti senza licenze o che non seguono le regole calando reti davanti a porti etc.

Pescato il \"mostro\" del lago Maggiore

Mi piacerebbe che il lago di Varese tornasse a risplendere come un tempo, penso sia necessaria una bonifica per rimuovere lo strato di melma adagiata sul fondale.
Spero che con questo articolo si riesca anche un minimo a sensibilizzare i cittadini e le aziende e a far in modo che avvengano più controlli prima di arrivare al punto di non ritorno.
Vi ringrazio per l’attenzione e via auguro una buona giornata.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 giugno 2020
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