Il centro estivo nel bosco non è compatibile con l’obbligo di mascherine

Vincitore del premio "Bambini e natura 2019", il "Bosco dei curiosi" è pronto anche per l'estate 2020. Ma partirà solo se cade l'obbligo di mascherine all'aperto

Il bosco dei curiosi

Il centro estivo del Bosco dei curiosi è pronto ma “nel caso in cui non sarà revocato l’obbligo regionale di mascherine all’aperto non partirà”. Nessuna polemica, semplicemente un’affermazione di coerenza rispetto al progetto premiato lo scorso anno da Bambini e natura: “Un campo estivo in natura non è  compatibile con l’uso delle mascherine da parte dei bambini, per ragioni pratiche, di temperatura, di pericolosità e di relazione”.

Lo dichiarano apertamente Luisa Fumagalli e Claudia Rabolli, promotrici dell’iniziativa e fondatrici dell’associazione “Tana dei curiosi” nel presentare il loro progetto al Comune di Cassano Magnago. Nella loro scelta la volontà di essere presenti, sopratutto in momento di estrema necessità per bambini e famiglie, di rispettare le linee guida dettate da necessità di salute pubblica per contenere i contagi da Covid19, ma anche la necessità di mantenere fede a principi educativi fondamentali della loro proposta.

“La realizzazione di attività all’aperto rappresenta un elemento di garanzia del fatto che l’esperienza dei bambini si realizzi in un ambiente naturalmente aerato e con le condizioni favorevoli al richiesto distanziamento fisico e che, come indicato dalle Linee guida, rappresenta un’opportunità fondamentale nel quadro dello sviluppo armonico dei bambini e degli adolescenti”, aggiungono.

Outdoor education non significa solo fare attività all’aperto, ma è mettere in relazione esperienze in natura e sviluppo di competenze individuali stimolate dall’ambiente, a partire dalla necessità di collaborazione tra bambini: “Stare in natura per i bambini è fonte di stupore e meraviglia, occasione per gestire in modo autonomo il proprio tempo e le proprie attività, occasione per acquisire consapevolezza di sé, delle proprie
capacità e dei propri limiti, di allenamento della sensorialità grazie al contatto con materiali diversi e
naturali, di immersione nelle sensazioni corporee date dal contatto con gli elementi naturali – scrivono – Stare in
natura rappresenta un momento pieno di emotività, perché nell’ambiente naturale escono forti tutte
le emozioni che i bambini sono portati a condividere, in un ambiente che per le sue caratteristiche
impone spesso la necessità di collaborazione”.

“Siamo ovviamente consapevoli che questo è un anno particolare e che è necessaria attenzione massima per garantire la salute della comunità, siamo al contempo confortate dalla diffusione di diversi studi scientifici che mostrano sia la diminuzione delle virulenza del virus che il suo basso impatto in età pediatrica, oltre che il dubbio ruolo dei bambini nella sua diffusione”.

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Pubblicato il 12 Giugno 2020
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