Dalla Commissione del Piambello un appello ad Asst e Regione: “Si riporti la sanità sul territorio”

La Commissione socio-sanitaria che rappresenta i sindaci di venti Comuni chiede chiarimenti sul futuro dell'Ospedale di Cuasso e attenzione per i servizi territoriali

Cuasso al Monte - ospedale

La Commissione socio-sanitaria che rappresenta i sindaci della Comunità montana del Piambello lancia l’ennesimo appello a Regione Lombardia e Asst 7 Laghi per l’Ospedale di Cuasso al Monte e per i servizi sanitari sul territorio delle tre valli, Valceresio, Valganna e Valmarchirolo.

Il documento è stato inviato alla dirigenza dell’Asst 7 Laghi e di Ats Insubria, al presidente della Regione Attilio Fontana e all’assessore Giulio Gallera, e al presidente della Commissione regionale sanità, il varesino Emanuele Monti.

«La nostra Commissione socio-sanitaria ha continuato, come in questi lunghi anni, a monitorare la stato dei servizi sul territorio della Comunità montana del Piambello e a tenere viva l’attenzione sul progetto che tutti ormai conoscono, progetto relativo all’eventuale rilancio del Presidio ospedaliero di Cuasso al Monte in un’ottica di collaborazione tra pubblico e privato – si legge nella lettera inviata dal presidente della Commissione e sindaco di Bisuschio Giovanni Resteghini –  Convinti come siamo che l’Ospedale costituisca una risorsa importante del territorio, abbiamo assistito ad un suo progressivo depauperamento che, secondo noi, si pone in netta contraddizione anche con le più recenti scelte di rinnovamento del Sistema Sanitario. La vicenda del Covid-19 ci ha resi ancora più convinti delle nostre indicazioni e delle nostre proposte inserite nel progetto».

L’Ospedale di Cuasso

La lettera parte proprio dall’ospedale di Cuasso, “rinato” in questi mesi come centro di cura per malati di Covid.

«Grazie a Covid-19 – prosegue Resteghini – oppure a causa di Covid-19 questo luogo, come abbiamo imparato a chiamarlo studiandolo, indagandolo, conoscendolo, si è rivelato non solo utile ma provvidenziale proprio grazie alle sue peculiari caratteristiche. Con interventi mirati ed anche grazie alla generosità di molti l’Ospedale si è rivelato un luogo adatto agli interventi sanitari. Nello stesso tempo a causa di Covid-19 oppure “grazie” a Covid-19 l’Ospedale di Cuasso al Monte si è svuotato di ogni servizio, di ogni utilità, di ogni prestazione sanitaria superstite dell’annoso esercizio di svuotamento. Scenario ideale nel caso in cui la manifestazione di interesse da parte di soggetti privati, sino ad oggi rimasta avvolta dal mistero, si andasse a concretizzare».

«La nostra Commissione rimasta in paziente attesa perché cosciente della particolare situazione sanitaria di questi ultimi mesi, si chiede ora se sarà dato seguito agli incontri di studio e di lavoro proposti da ATS Insubria e ASST Sette Laghi nel recente mese di novembre 2019 intorno al progetto presentato e accolto quale proposta sulla base della quale si sarebbero prospettate future evoluzioni del destino dell’Ospedale di Cuasso al Monte quale struttura a guida pubblica con plurime possibilità di collaborazioni private nel campo socio-sanitario. Il progetto della nostra Commissione era stato considerato e apprezzato dalle Autorità regionali e sanitarie come una valida proposta di lavoro per il rilancio di una azione migliorativa non soltanto per il Presidio ospedaliero stesso ma per tutta la struttura sanitaria presente nel territorio della Comunità montana del Piambello. Soprattutto tenendo conto del fatto che questo progetto aveva riscosso l’approvazione entusiastica di tutti i Sindaci dei venti Comuni aderenti alla Comunità montana».

«Passi falsi sono sicuramente stati commessi negli anni soprattutto a causa del fatto che non sono mai stati chiari gli obiettivi a lungo termine inerenti le scelte sulle prospettive programmatiche. A sorpresa, almeno dal nostro punto di vista, nel mese di gennaio 2020 fu pubblicato un “Avviso per la raccolta di manifestazione d’interesse in vista della successiva eventuale concessione del Presidio Ospedaliero di Cuasso al Monte per usi socio-sanitari”. In parole povere si chiedeva a soggetti privati di farsi avanti per concedere loro il complesso sanitario con tutto il suo bagaglio naturalistico, architettonico, storico e scientifico appartenente al nostro territorio. La nostra espressione di sconcerto non ha raccolto nessuna reazione ma, nel frattempo è intervenuta la tragica pandemia dalla quale speriamo di uscire al più presto».

I servizi sul territorio

Ma il problema è più ampio e riguarda la politica dei servizi territoriali: «In questo momento però la Commissione socio-sanitaria della Comunità montana del Piambello chiede che siano ripresi al più presto i contatti per portare avanti una valutazione complessiva dei servizi socio-sanitari del territorio e all’interno di questa prospettiva quale sia il ruolo che deve giocare l’Ospedale di Cuasso al Monte. Ricordiamolo ancora una volta: si tratta di riportare sul territorio tutti quei servizi che negli anni sono stati spostati a Varese (la stessa situazione che si sta verificando ad Arcisate e che ci preoccupa grandemente) e rilanciare il ruolo che l’Ospedale di Cuasso al Monte ha dimostrato di poter svolgere al servizio della Sanità pubblica. Questa può essere un’occasione per operare scelte intelligenti dopo anni di forti e continue delusioni. La vicenda del COVID-19 ci insegna che quanto è stato fatto negli anni non si poneva nella giusta prospettiva, non diffondeva i servizi sul territorio laddove ve ne era la necessità, piuttosto accentrava e riduceva i servizi in un’ottica di economia finanziaria dimenticando i veri bisogni delle popolazioni in campo sanitario e sociale. Ora chiediamo che sia fatta definitivamente chiarezza sulle vere intenzioni relative all’Ospedale e ai servizi territoriali, restando in trepidante attesa».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 giugno 2020
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