Luino, l’11 luglio riapre Palazzo Verbania

Le sculture di Angelo Bozzola nel giardino del Palazzo. Da sabato 11 luglio al 15 settembre

Le sculture di Angelo Bozzola nel giardino di Palazzo Verbania

Palazzo Verbania riapre, dopo la chiusura forzata dovuta al Covid 19, con una mostra di Angelo Bozzola (1921-2010) artista legato al Mac, il Movimento Arte Concreta, fondato nel 1948 a Milano da Dorfles, Soldati, Munari, Monnet.

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Nel parco a lago del Palazzo sono state installate oggi due sculture monumentali degli anni Cinquanta e primi anni Sessanta, Funzione-Sviluppo di Forma Concreta (1958) e Iterazione (1962), sei quintali di ferro e acciaio corten affacciati sul lago e in dialogo col paesaggio. Anche sul balcone al primo piano, spicca, con lo sfondo delle montagne, la grande Funzione-Sviluppo di Forma Concreta (1955) in acciaio inox con finitura lucida a specchio. Il percorso in esterno, pensato nella logica del distanziamento, ma anche per valorizzare lo splendido progetto dei giardini, mette in luce la ricerca dell’artista concentra sulla costruzione di forme plastiche astratte, create dal concatenarsi di un modulo elementare. Una “mono-forma” che si moltiplica e crea sequenze infiniti di soluzioni possibili. Ispirato dalle ricerche spaziali del secondo dopoguerra, Bozzola immagina superfici mobili, varchi nella materia, tagli prospettici per spingere lo sguardo verso l’orizzonte.

Nella sala mostre, il percorso prosegue con una selezione di dipinti abitati dalla medesima forma modulare orchestrata con giochi di colori e incastri geometrici. Tutto nato tuttavia da una originaria riflessione sulle forme essenziali della natura, delle foglie e dei frutti spinti in una visione sublimata dalla sintesi assoluta. Completa la mostra una vetrina con i bozzetti e i modelli studiati dal grande scultore prima di trasferire le sue forme plastiche e dinamiche nella dimensione monumentale dei suoi colossi di ferro.

Nota biografica
Nato a Galliate nel 1921 da una famiglia di origini contadine, Angelo Bozzola crebbe a contatto la natura. Questo spiega l’amore per le forme pure di un mondo vegetale che nutrirono il suo
immaginario. Allievo dello scultore Angelo Cattaneo, frequentò la Milano del dopoguerra e i suoi artisti. Nel 1954 aderì al MAC, condividendo l’interesse per un’arte fatta di ritmi e colori “concreti”.
Per lungo tempo lavorò all’invenzione di una monoforma, sviluppata aggregando moduli secondo meccanismi ispirarti alla riproduzione cellulare. Questo processo creativo fu approfondito col rigore che distingueva la sua indole di sperimentatore, pronto a misurarsi con linguaggi diversi, dalla pittura alla scultura, dal metallo al plexiglas alle superfici polimateriche. Negli anni Sessanta, conclusa l’avventura del MAC, le sue ricerche sul modulo raggiunsero esiti importanti, confermati da varie mostre personali. Ritornato a Galliate, ritrovò l’antico rapporto con la terra e con la materia, abile nel plasmarla grazie a una sapienza tecnica impeccabile. Bozzola scomparve nel 2010, a pochi mesi dall’inaugurazione di un’antologica al Broletto di Novara e negli spazi della Barriera Albertina.

Angelo Bozzola SPAZIO E FERRO
Le sculture di Angelo Bozzola nel giardino di Palazzo Verbania Viale Dante Alighieri, Luino, Lago Maggiore
Da sabato 11 luglio al 15 settembre in collaborazione con Fondazione Angelo Bozzola

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 giugno 2020
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