Luino, il ponte sul Tresa preoccupa residenti e amministratori

Due chiusure al traffico nel giro di pochi mesi per i livelli del fiume aumentati pericolosamente in maniera repentina. Il sindaco Fazio: “Anas non ci ha mai risposto”

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Doveva riaprire al traffico già lunedì, poi Anas ha deciso di lasciarlo chiuso per precauzione.

E le transenne anche questa mattina sono rimaste a bloccare il traffico lungo quel pezzo di statale, la 394, che porta dalla Valcuvia a Luino e che passa per alcuni metri alla confluenza fra Tresa e Margorabbia.

Ed è stato proprio quest’ultimo corso d’acqua ad avere causato domenica la chiamata dei tecnici del Comune di Luino ad Anas per avvisare che la portata del corso d’acqua era ingigantita dalle piogge cadute soprattutto sulla Valganna, da dove il nasce questo fiume.

E ad oggi la polizia locale di Luino sta documentando la situazione per capire proprio da Anas quando il punto potrà riaprire al traffico: forse nelle prossime ore, forse no. Un copione che si è ripetuto nel giro di poco tempo.

L’ultima chiusura risale infatti ad appena novembre 2019 quando vennero evacuati anche i vigili del fuoco nella caserma che sta proprio a pochi metri dall’argine.

Intorno si trova un centro diurno per disabili e oltrepassata la strada condomini e le prime attività commerciali di Luino: i residenti della zona sono preoccupati per la situazione.

Questo snodo cittadino è in un punto delicato: porta sì verso il centro della città, e il lungolago ma soprattutto è uno dei tracciati d’accesso all’ospedale, che domenica era raggiungibile solo percorrendo il centro di Luino, in quando anche la strada del Cucco – quasi parallela alla statale – era rimasta sott’acqua (e stamani tornata pulita e percorribile). Uno stato d’animo rappresentato da una foto scattata dalla consigliera comunale Laura Frulli già intervenuta in precedenza sul tema postata su Facebook che ritrae il ponte chiuso: «Grosso problema di sicurezza, fonte di preoccupazione e danno economico certo», ha scritto (nella foto).

Il punto sta nella portata dei due fiumi che negli ultimi mesi ha visto in momenti di forti piogge rapidi incrementi in termini di volumi e metri cubi d’acqua al secondo, ma non solo.

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«Oltre alla questione delle sezioni idriche mutate negli ultimi anni esiste anche quello delle manutenzioni degli alvei. Nel caso del Margorabbia (nella foto qui sopra)  la pulitura delle rive spetta alla Regione: non chiediamo una manutenzione straordinaria, al contrario confidiamo in una pulizia costante», spiega Marco Fazio, sindaco di Grmignaga dove sono state evacuate dai vigili del fuoco a bordo di un gommone diverse persone rimaste bloccate in casa proprio dall’esondazione del Margorabbia di domenica. Marco Fazio, assieme al sindaco di Luino Andrea Pellicini aveva scritto una lettera ad Anas nel novembre scorso a seguito dell’ultima alluvione per sottolineare lo stato di ammaliamento della copertura stradale del ponte sui due fiumi.

«Lettera alla quale non abbiamo mai avuto risposta», afferma il sindaco Fazio, che ha fatto presente il problema all’assessore al territorio e alla Protezione civile Pietro Foroni di Regione Lombardia presente ieri sul territorio per una ricognizione dei danni.

Gli amministratori insomma chiedono maggiore attenzione ad Anas dopo l’ultima chiusura del ponte, con l’acqua che ha rapidamente limitato lo spazio fra il livello del fiume e le campate del manufatto, col rischio che alberi o altri detriti potessero fare da “effetto diga“ e tracimare soprattutto nella parte luinese della riva.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Giugno 2020
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