Il parco di Villa Durini come casa, la storia di Massimiliano senza tetto da tre settimane

Senza lavoro e senza un tetto dalla fine del lockdown. Il 44enne di Gorla Minore chiede aiuto al Comune che conosce il suo caso e lo segue da tempo: "Ha problemi personali. Stiamo facendo il possibile"

Chiede un tetto e un lavoro, appare stanco e sfiduciato, la voce è strisciante ma ci assicura che la colpa è degli anti-depressivi che lo accompagnano da quando ha perso il suo ultimo lavoro come giardiniere, in una ditta di Olgiate Olona, dove ha lavorato 10 anni fino alla fine del 2017.

Poi sono iniziati i guai, uno dietro l’altro, alcuni evitabili altri magari no ma la vita è così e Massimiliano Scroppo, 44 anni, un metro e 80, braccia possenti e tatuaggi, lo sa bene: «Ho seguito l’amore in Sardegna e ma il sogno è durato poco, dopo un mese e mezzo la donna con cui stavo mi ha messo alla porta. Ho consegnato volantini per 35 euro al giorno ed ero l’unico italiano – racconta – poi ho trovato il modo di tornare qui a Gorla Minore e le cose non sono andate bene neanche qua tra lavoretti in nero, un tirocinio, assunzioni promesse e mai attuate. Anche mia zia, che mi ha ospitato per tutto il periodo del lockdown, mi ha messo alla porta ed eccomi qui».massimiliano scroppo

Il parco di Villa Durini, sotto gli occhi dell’amministrazione comunale che ha sede proprio in quel palazzo e dei militari della stazione dei Carabinieri, è diventato la sua casa. Il bagno pubblico, che cerca di lasciare pulito come lo ha trovato, è diventato la sua camera da letto con servizi igienici annessi: «Fino a che posso sto qui. Da un paio di giorni non soffro più il freddo grazie ad una persona gentile che mi ha donato un giaccone ma questo non è vivere dignitosamente. Una sera – racconta Massimiliano – un ragazzo è entrato qui che erano le 22,30, mi ha chiesto scusa e se n’è andato coi suoi amici. L’ho sentito ridere con loro di me e questo mi ha fatto molto male».

Massimiliano è molto arrabbiato con le istituzioni anche se in realtà percepisce il Reddito di Cittadinanza: «Sono solo 420 euro che mi bastano a malapena per mangiare» – specifica. Ce l’ha anche con la Polizia Locale che lo ha mandato a chiamare per ammonirlo dopo che nel parco si era verificato qualche danneggiamento «ma io non c’entravo niente e loro non avevano prove per accusarmi di una cosa simile». Si scalda e se la prende col Comune che accusa di essere filo-immigrati ma poi ringrazia il sindaco Landoni che si sta muovendo per trovare una soluzione al suo problema.

Il sindaco conosce il caso di Massimiliano che è seguito dai servizi sociali: «Ci stiamo occupando del caso, si tratta di una persona che conosciamo e che purtroppo ha problemi personali. Da anni l’Amministrazione gorlese sta seguendo la questione, facendo il possibile per lui, ma ci sono state delle difficoltà. Quando perse l’impiego, lo aiutammo con una Borsa Lavoro. Al momento di firmare il contratto, però, lasciò tutto e si trasferì per circa un anno in Sardegna, perdendo quell’occasione. Adesso è tornato e percepisce il Reddito di Cittadinanza. E’ stato a Busto Arsizio, dove sembrava ci fosse la possibilità di ottenere un nuovo impiego, ma anche in questo caso qualcosa è andato storto ed è tornato a Gorla Minore».

Per lui c’è comunque qualche speranza che le cose possano migliorare ma serve la sua ferma volontà: «Adesso lo stiamo seguendo e cerchiamo di trovargli delle possibilità, sperando ci sia dall’altra parte la volontà di essere aiutato e lo sforzo di trovare la soluzione migliore. In questo momento non ha nemmeno la patente e questo complica la gestione del problema, anche
pensando alla ricerca di un impiego. Visto che ha fatto il test sierologico, se è tutto a posto, cercheremo di trovargli un alloggio per dormire e lavarsi.

Landoni cerca di mantenere un rapporto collaborativo e come Comune continuano a seguire la sua situazione: «La libertà è un diritto, ma va usata nel modo migliore, non pensando di fare ciò che si vuole, l’aiuto offerto va colto e speriamo adesso ci dia modo di aiutarlo e ci sia in lui la volontà di farsi aiutare» – conclude il sindaco.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 11 Giugno 2020
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