Tre esposti alla magistratura contro Ats Insubria: la Cgil chiede chiarezza

"Nonostante siano passati tre mesi, reputiamo sia giusto andare fino in fondo" spiega il segretario provinciale Filetti. Esposti sui silenzi durante i mesi difficili dell'emergenza Covid19

tamponi drive in foto lariana

Nei momenti più critici hanno chiesto. Le risposte non sono arrivate o sono giunte parziali e incomplete.

A distanza di quattro mesi, la Cgil  ha deciso di rivolgersi alla magistratura per chiedere di fare piena luce sulla gestione dell’emergenza da parte di Ats Insubria: « Due sono le questioni aperte – spiega Stefania Filetti segretario provinciale – la sicurezza dei lavoratori del comparto sanitario e socio sanitario e la gestione nelle strutture residenziali Rsa e Rsd. Vogliamo avere risposte certe e chiare, capire esattamente com’è stata gestita la situazione anche per capire come verrà affrontato il futuro nel caso dovesse ripresentarsi l’epidemia».

Il mese più difficile è stato quello di marzo, dalle strutture per anziani e disabili giungevano ripetute richieste di aiuto per il personale e per i pazienti: « Da Ats Insubria, però, sono arrivate comunicazioni scarse, incomplete. Vogliamo ricostruire esattamente cos’è accaduto in quel drammatico mese, in cui c’è stato troppo silenzio».

Il sindacato, sia di Varese sia di Como, ha presentato tre esposti ai tribunali di Varese, Busto Arsizio e Como: « Abbiamo depositato tutta la documentazione prodotta a livello unitario con Cisl e Uil, richieste che volevano risposte su dispositivi di sicurezza che mancavano soprattutto nel comparto socio residenziale. In particolare avevamo chiesto risposte urgenti ad Ats Insubria il 28 marzo, senza ottenere risposte».

Le risposte sono arrivate solo recentemente: Ats aveva materiale risicato perché l’andamento pandemico era inferiore rispetto ad altre aree lombarde. La mancanza di tamponi, però, viene indicata come causa della drammaticità di alcune strutture residenziali dove il virus si è diffuso rapidamente con conseguenze gravi.

I dati di Ats Insubria, pubblicati la scorsa settimana, raccontano una situazione difficile da descrivere nella sua realtà proprio per la mancanza di tamponi nei mesi di febbraio e marzo.
Dai dati forniti da Ats Insubria risultano
Al 31 marzo i non covid deceduti sono stati 218 contro i 15 covid accertati
Al 14 aprile erano 300 non covid contro 43 covid
al 28 aprile sono stati 409 non covid contro 116 covid
al 12 maggio sono stati 481 non covid contro 172 covid
al 16 giugno 637 non covid contro 206 covid

Il grafico complessivo dei decessi degli ulti anni mostra però un’impennata proprio dalla fine di marzo:

« Avere risposte certe è fondamentale per affrontare il futuro – chiarisce sul segretario Filetti – Nonostante siano passati tre mesi, reputavamo fosse giusto andare fino in fondo. Ci sono altre posizioni e azioni che rispettiamo perchè tutto potrà contribuire a fare chiarezza sulla gestione di questa emergenza».

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Pubblicato il 29 giugno 2020
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