Marco Maccarini, dalla tv al trekking: “I miei 12 giorni sui monti del Lago Maggiore”

Il presentatore tv e radiofonico racconta il suo ultimo cammino a piedi. Partito da Caldè è arrivato in Canton Ticino e Piemonte

Il suo terzo cammino in solitaria è stato sui monti del Lago Maggiore. Zaino in spalla, bastone tra le mani e cappellino calcato in testa per affrontare il sole di luglio. Marco Maccarini, presentatore televisivo e radiofonico che in molti ricorderanno anche per la sua partecipazione a Mtv, ha indossato nuovamente i panni di pellegrino affrontando le cime del Verbano.

I monti del Luinese, poi il Lema, il Tamaro, la Val D’Ossola, con Connobbio e Intra, la Valgrande, il Lago D’Orta fino a tornare a Caldè per un percorso di dodici giorni intorno al lago. Tanti chilometri, «mai contati», racconta Maccarini, che l’hanno visto affrontare sentieri di montagna, strade e paesi, passando da Lombardia, Canton Ticino e Piemonte.

«Il cammino ti permette di ritrovare un tuo equilibrio. Alla fine del lockdown la mia testa continuava a dirmi, “vai”. Ero pronto a camminare anche intorno a casa mia». La fine delle restrizioni gli hanno invece permesso di lasciare Milano e di spostarsi nel Varesotto: «Siamo arrivati qui per una serie di coincidenze. La pandemia ha reso tutti i piani che avevamo instabili e quando degli amici ci hanno invitato abbiamo accettato con piacere». Con la compagna e i figli ha quindi trovato casa a Caldè e da lì, Maccarini ha pianificato il suo cammino.

Marco Maccarini

Il 22 giugno dal Rifugio Predacolo di Dumenza ha così iniziato la sua avventura, inoltrandosi fino alla Svizzera e poi più in là. «Ho scoperto posti bellissimi, penso alla Val Grande ad esempio ma anche girare qui intorno ha le sue sorprese. Vedere il lago mentre cammini poi, ti permette di sentirti sicuro e di godere ancora di più del viaggio».

Il presentatore -pellegrino ha raccontato tutta la sua avventura sui social, prevalentemente su Instagram: «Il primo racconto condiviso risale al 2016, quando ho attraversato i mondi della Liguria per arrivare a Mentone. Lì ho scoperto che c’era una grande curiosità per il cammino, in molti mi scrivevano per darmi consigli, altri per chiedermi se ero impazzito».

Affrontare un viaggio in solitaria non è da tutti, è un percorso che richiede sforzo fisico e tenacia ma regala grandi soddisfazioni: «Cammini sei, otto ore al giorno, ascoltando le tue gambe. Io vado piano e mi fermo a guardare il panorama, a riposare, a scattare una foto. La cosa bella è che quando sei lì non c’è nessuno che ti aspetta, non hai orari. Sei tu, i tuoi passi e il suono del bastone che appoggia per terra mentre cammini». L’importante poi è non cedere alla paura: «Ci sono momenti in cui la tua testa crea dei mostricciattoli, “e se mi faccio male?”, “e se cado?”Quello è il momento di concentrarsi sui tuoi piedi e andare avanti».

Gli appassionati di montagna probabilmente non gli perdoneranno l’imprecisione nel contare i chilometri o le pendenze, in compenso coloro che seguono l’#quasiquasifaccioungioro tornano a scoprire la voglia di natura, sorridendo agli ironici racconti del pellegrino. «Mi piace camminare in Italia, abbiamo percorsi da scoprire ovunque». Prima del Verbano, Maccarini ha percorso un tratto della Via Francigena di cui è anche testimonial, ma il primo viaggio è stato quindici anni fa: «Avevo appena conosciuto la mia attuale compagna e dopo una settimana siamo partiti per il Cammino di Santiago».

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 11 luglio 2020
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