Mozione contro tutte le discriminazioni, l’increscioso “no” della maggioranza a Fagnano Olona

Nell'ultimo consiglio comunale la maggioranza di centrodestra ha votato contro un ordine del giorno contro tutti tipi di discriminazione presentato da SiAmo Fagnano. Il commento del segretario del Pd Canavesi

Consiglio comunale Fagnano Olona 2020

Settimana scorsa si è svolto il Consiglio comunale di Fagnano Olona nel quale il gruppo SiAmo Fagnano ha presentato un ordine del giorno in cui chiedeva ai consiglieri di prendere posizione contro ogni tipo di discriminazione. Della maggioranza solo un consigliere ha votato a favore mentre tutti gli altri si espressi in maniera negativa. La vicenda, passata un po’ in sordina in un consiglio comunale in cui c’erano molti punti all’ordine del giorno, è stata ripresa da Massimo Canavesi, segretario cittadino del Pd, che ha voluto esprimere il suo rammarico per questa ennesima dimostrazione di “avversione” del centrodestra nei confronti di gesti simbolici ma anche importanti per dare un segnale.

 

Il momento storico che stiamo vivendo si sta caratterizzando sempre più da movimenti di pensiero che partono da eventi e persone, anche comuni, che assumono valore simbolico e diventano oggetto di infinite discussioni sui media. Col rischio, però, che si banalizzi molto spesso il loro fondamento e si usino frasi più o meno retoriche, soprattutto per fini politici.

Il “bombardamento” mediatico e la manipolazione delle informazioni rischia così di diventare un tornado che poi, al suo compimento, lascia solo un ricordo. Dove sono finite, infatti, sulle pagine dei giornali e nei social media, le battaglie per la difesa dell’ambiente partite dai discorsi di Greta Thunberg? Eppure abbiamo tutti la consapevolezza che la nostra terra ci sta mandando segnali inequivocabili sull’assoluta necessità di un’economia sostenibile. Piogge torrenziali che mettono in ginocchio interi quartieri e vie di comunicazione, stagioni ormai indefinite. Con il recente lockdown abbiamo visto che, senza l’azione dell’uomo, acqua e aria sono ritornate pure come mai era successo.

Nelle ultime settimane, invece, dopo la triste vicenda di George Floyd, ha preso forma una battaglia per la difesa dei diritti delle comunità afroamericane e, a livello internazionale, contro ogni forma di razzismo. Non è certamente una novità, perché il Black lives matter nasce nel 2013 in seguito ad altri omicidi di afroamericani. Eppure, sotto l’amministrazione Trump, che evidentemente non brilla agli occhi di molti americani come baluardo a difesa dei diritti civili, siamo di nuovo chiamati a parlare di razzismo. Come se alcune conquiste del secolo scorso fossero di nuovo in discussione e si dovesse ribadire, ancora una volta, che non esiste che una e una sola razza, quella umana. Dovremmo essere tutti d’accordo su questo principio, che ha derivazioni antiche ed è anche all’origine del messaggio cristiano. Come ogni principio, va tradotto poi in norme e deliberazioni a tutela di chi è ancora oggi vittima di razzismo.

Sembra ovvio, ma non è così. Oggi è quasi più faticoso dirlo, prendere una posizione netta. Lo abbiamo visto alla fine dello scorso anno all’indomani del sì del Parlamento alla commissione su razzismo e antisemitismo a firma di Liliana Segre e che ha visto l’astensione di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, lo abbiamo visto anche qualche giorno fa nella nostra Fagnano, quando la maggioranza del Consiglio comunale, ad eccezione di un consigliere, ha respinto l’ordine del giorno contro qualsiasi tipo di discriminazione presentata da Siamo Fagnano. Quale pericoloso sovvertimento della democrazia avrebbe rappresentato tale mozione? Perché poi il fatto è passato in sordina? Perché si tratta di un fatto di poco conto? Il Partito Democratico fagnanese ha deciso di prendere una posizione netta.

Non possiamo voltarci dall’altra parte, né parlare di “mode del momento” perché non è affatto così. I fenomeni di discriminazione ci sono e sono ben diffusi in molti contesti della nostra società. E lo dimostra il fatto che la nostra Costituzione, la “più bella”, appare agli occhi dei più giovani e delle menti più illuminate come una costituzione “tradita”. Siamo consapevoli dell’importanza di un diritto, ma evidentemente facciamo molta fatica a pensare che i “nostri” diritti siano anche quelli degli altri. Possibile che sia richiesto il continuo ricorso al legislatore affinchè siano garantiti i diritti basilari espressi dai padri costituenti?

La discriminazione è forse il male che nuoce di più ed erode quelli che riteniamo i nostri diritti fondamentali: il lavoro, l’uguaglianza tra uomini e donne, il diritto di parola, la libertà sessuale e personale. Quante parole di odio si sprecano oggi? A quante forme di sfruttamento siamo sottoposti? Riteniamo questa banalizzazione della difesa dei diritti fondamentali dell’uomo molto pericolosa in quanto amplifica la notevole distanza con le istituzioni, indebolendo ulteriormente il senso dello Stato e dell’appartenenza ad un’unica collettività.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 luglio 2020
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