Sina, annegato nel lago Maggiore: una raccolta fondi per farlo tornare a casa

Il 27enne annegato a Ispra era afghano e aveva una moglie che attendeva il ricongiungimento famigliare. Per riportarlo a Kabul servono 5/6 mila euro e l'associazione culturale afgana lancia un appello a chi può dare un aiuto concreto

Generico 2018

Ogni tragedia nasconde dentro di sè una storia. È così anche per quella di Ispra dello scorso martedì 30 giugno quando un 27enne è annegato nel lago Maggiore, davanti agli occhi dei colleghi di lavoro e delle persone che in questa calda estate popolavano la spiaggia.

La vittima si chiamava Sina Aziz aveva 27 anni e abitava a Castelveccana. Era afghano ed era in Italia da una decina di anni e da otto faceva il giardiniere, sempre con la stessa ditta, la Azienda Agricola Luigi Galbiati di Castelveccana, per la quale aveva appena finito di lavorare anche il pomeriggio del 30 giugno scorso.

Una volta staccato dal lavoro, in un giardino di una villa facciata proprio sulle sponde del lago, ha deciso di andare a fare un bagno senza aspettare i colleghi. Purtroppo però dopo pochi minuti ci sono state le prime urla, le richieste di aiuto e i tentativi, vani, di salvarlo. Sina è annegato sotto gli occhi di suo cugino e di chi fino a pochi istanti prima stava lavorando fianco a fianco con lui.

Per la comunità afghana della provincia di Varese, che conta 25 persone iscritte all’associazione culturale di cui Sina faceva parte ed era membro attivo, si apre il difficile momento dell’ultimo saluto. I famigliari dell’uomo abitano tra l’Afghanistan terra natale del 27enne, e l’Iran, dove c’è la giovane moglie sposata un anno fa e che stava aspettando con ansia il momento riabbracciare il marito al termine dell’iter di ricongiungimento famigliare avviato da mesi.

La decisione della famiglia è quella di riportare il corpo (Sina era musulmano e la sua religione impedisce la cremazione) da Luino a Kabul, in Aghanistan, ma per farlo sono necessarie parecchie migliaia di euro, 5/6 mila almeno, con l’incognita del trasporto aereo in un momento non semplice a causa dell’emergenza Covid che sta bussando alle porte del paese asiatico.

L’Associazione Culturale Afghana presieduta da Mostafa Mezaary ha dato vita ad una raccolta fondi interna, ma non è sufficiente per arrivare a coprire il totale necessario per riportare Sina al suo paese: «Ci siamo ritrovati e ognuno ha messo quello che poteva, ma non basta – spiega -. Chiediamo a chi può donare di farlo, per aiutare un fratello che non è morto in una circostanza tragica, un uomo serio e pacifico, che ha sempre lavorato e si è sempre dato da fare per gli altri, nel donare tempo e aiuti alle famiglie che arrivavano in provincia alla ricerca di un lavoro e di una casa. Abbiamo un Iban al quale si può donare (IT 90 F033 5901 6001 0000 0141 787) con causale “Aiuto per AZIZI SINA”. Facciamo affidamento sul buon cuore delle persone».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 Luglio 2020
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