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Valganna: Legambiente dice no al campo di calcio in riva al lago di Ghirla

Legambiente Valceresio scrive una lettera aperta al sindaco, chiedendo d rivedere la collocazione del campo da calcio a 7 per tutelare un'area fra le più caratteristiche  e pregiate della provincia di Varese

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(foto di Luca Leone) – Il circolo Legambiente Valceresio si oppone al progetto dell’Amministrazione comunale di Valganna per la realizzazione di un campo di calcio a 7 con erba sintetica in riva al lago di Ghirla.

Nei giorni scorsi il presidente dell’associazione Sergio Franzosi ha scritto una lettera aperta al sindaco Bruna Jardini, chiedendo di ripensare il progetto.

«Lo scrivente Circolo Legambiente si trova nella condizione di esporre pubblicamente le ragioni della propria contrarietà alla realizzazione del campo di calcio a 7 di cui si discute, in seno all’Amministrazione comunale di Valganna, almeno da tre anni a questa parte – si legge nella lettera, inviata per conoscenza anche alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Lombardia, all’assessore all’Ambiente della Regione e al presidente della Comunità montana del Piambello – La contestazione opposta alla decisione di installare un manufatto in erba sintetica sulla riva del lago di Ghirla, in zona protetta e vincolata dalle norme vigenti, si basa su una non giustificata scelta dell’Amministrazione, pur formalmente legittimata dai pareri escussi della Commissione del paesaggio. Quest’ultima si è limitata a vidimare una decisione meramente politica, senza altre pezze d’appoggio se non la volontà di realizzare questa infrastruttura di ipotetica utilità».

Legambiente Valceresio, infatti, non impugna la validità formale di questa decisione «ma – prosegue la lettera – ne contesta fortemente la ratio: si subordina ad una ipotetica fruizione di svago, la preservazione e la valorizzazione di un sito di assoluto valore paesaggistico e di delicato equilibrio ambientale. Le perplessità a suo tempo espresse contro questo progetto non hanno trovato ricusazione soddisfacente nella documentazione a suo tempo richiesta, né nel carteggio che ne è conseguito».

«La necessità di svincolare dalle restrizioni di legge questa zona non è stata suffragata da espresse motivazioni di utilità pubblica e dispiace constatare che, come sempre avviene, gli organi sovraordinati alla tutela dell’ambiente, si siano limitati ad un silenzio assenso, sì che questa vitale funzione di protezione viene delegata in toto alle amministrazioni comunali, le quali ne fanno spesso materia di consenso elettorale più che di salvaguardia del territorio».

L’area dove si vuole intervenire, scrive Legambiente, è troppo preziosa: «La zona prescelta per questa installazione, sicuramente meno impattante  se collocata in altro luogo, è fra le più caratteristiche  e pregiate della provincia di Varese, nelle strette vicinanze del Parco di Campo dei Fiori, sulla sponda di un lago, quello di Ghirla, di origine glaciale e uno fra i 7  di cui la provincia si fregia come patrimonio naturale insostituibile, parte centrale di una zona umida di stagni e torbiere che offre un essenziale corridoio ecologico alle specie migranti e stanziali. La scelta di un substrato sintetico, la necessità di adeguate aree di sosta e parcheggio, oltre che di servizi igienici indispensabili alla corretta fruizione dell’impianto, rendono questo progetto assolutamente incompatibile con il luogo per il quale è stato progettato. Stupisce che i funzionari della Commissione del paesaggio e quelli della Soprintendenza regionale non se ne siano resi conto, onorando quel ruolo di accorta tutela ambientale che il Circolo Legambiente Valceresio si trova così costretto a vicariare per ostacolarne la realizzazione».

L’associazione respinge poi le accuse di strumentalizzazione politica espresse dal sindaco in risposta alle osservazioni esposte dal Circolo Legambiente Valceresio, «che rivendica la sua totale estraneità a manovre politiche di qualsiasi livello, affermando che le sue azioni si dispiegano nel più trasparente e legittimo interesse della salvaguardia del bene pubblico più prezioso: l’integrità e la salubrità del territorio che abitiamo. Nessuno, nemmeno l’amministrazione legittimamente eletta dai cittadini, è proprietario di questo bene: non è un’eredità ricevuta dai nostri padri, ma un prestito che abbiamo da restituire ai figli e ai figli dei nostri figli. L’indifferenza verso questi principi basilari ci ha condotto a quei disastri climatici, idrogeologici e sanitari che constatiamo quotidianamente: questo è il messaggio che l’ambiente ci manda, siamo ancora in tempo ad invertire la tendenza con umiltà e senso di responsabilità. Ci auguriamo che questo sia anche l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale di Valganna».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 luglio 2020
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