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Fallisce la trattativa per il rinnovo del contratto della sanità privata

I sindacati confederali hanno abbandonato il tavolo al Ministero del Lavoro e accusano le sigle datoriale di essersi tirate indietro da un contratto già concordato

coronavirus

Fallisce la trattativa per il rinnovo del Contratto della sanità privata. Fp Cgil, Cisl dei Laghi Fp, Uil Fpl hanno abbandonato il tavolo parlando di «attacco ai diritti e alla dignità di lavoratrici e lavoratori».

Il negoziato era in corso al Ministero del Lavoro, avviato seguito dello stato di agitazione proclamato dalle parti sociali, causato a sua volta dal mancato rinnovo del Contratto di Sanità Privata

«Una vergogna inaudita, un attacco ai diritti ed alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori –  hanno commentato i segretari generali Moretto, Praticò e Raia – 14 anni di mancato rinnovo, anni di trattative persi nell’assecondare le giravolte di quelli che oramai a livello nazionale sono chiamati padroni predoni, l’impegno del Ministro Speranza e del Presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini a coprire – coi soldi pubblici – il 50% del costo di questo rinnovo. Tutto buttato al vento. Mai era successo che le parti datoriali, impegnatesi nella firma di una preintesa, si tirassero indietro di fronte alla ratifica definitiva di un Contratto».

I tre segretari proseguono: «una vergogna. Il tempo degli eroi è già passato. E’ tornato il tempo del profitto. Stiamo parlando di lavoratori irreprensibili, usciti distrutti dalla maledetta lotta contro il COVID. La loro rabbia è più che comprensibile e deve diventare la rabbia di tutti i cittadini e deve diventare la battaglia di tutti. Perchè è in gioco il Diritto alla Salute, fatto con profitti milionari. Ma ARIS e AIOP, le associazioni datoriali, sembrano volere sempre più».

«Un gioco al rialzo sulla pelle dei lavoratori e dei contribuenti degno del peggior teleimbonitore. Queste persone non hanno cuore e vanno perciò colpiti nel loro unico organo sensibile: il portafoglio!!! Pertanto – continuano Moretto, Praticò e Raia, oltre a tutte le iniziative di mobilitazione nazionali e territoriali dei lavoratori, oltre ad un imminente e sempre più probabile proclamazione dello sciopero per i dipendenti del comparto, ci mobiliteremo in ogni sede istituzionale opportuna affinché vengano revisionati completamente i sistemi di accreditamento (cioè i soldi che i cittadini versano per essere curati)».
Concludono i segretari Generali: «questa infame storia, in Lombardia assume i contorni della farsa grottesca. Dopo il COVID, dopo i morti, dopo i turni di 12 ore al limite dell’insostenibilità, adesso questo!!! Chiediamo a Regione Lombardia, quella stessa Regione Lombardia che durante la pandemia ha comprato pagine di quotidiano per ringraziare le associazioni datoriali della Sanità Privata, quella stessa Regione Lombardia che per bocca dell’assessore Gallera ha parlato di stanze lussuose aperte ai pazienti ordinari , di intervenire tempestivamente e con fermezza nei confronti di ARIS e AIOP»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 agosto 2020
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