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L’Organismo paritetico provinciale assiste ottomila lavoratori nel Varesotto

Alessandro Castiglioni, presidente dell’Organismo paritetico: «Tuteliamo allo stesso modo imprese e dipendenti». Il ruolo centrale di OPP nell’applicazione dei protocolli Covid-19 e sugli incidenti in itinere

sicurezza lavoro sindacati

Sono oltre duemila le aziende, per un totale di oltre 8mila lavoratori, assistite dall’Organismo paritetico provinciale, sempre più punto di riferimento nel Varesotto per le imprese nel settore del terziario e del turismo.

Sicurezza, tutela dei lavoratori e delle aziende, protocolli: questo il principale raggio d’azione di OPP, che ha recentemente confermato alla presidenza Alessandro Castiglioni. «Il nostro “credo” e le nostre azioni ad esso collegate», spiega, «è la bilateralità. Noi tuteliamo le due parti e in funzione di ciò creiamo le basi per la corretta applicazione di norme, leggi e misure che disciplinano la sicurezza nei luoghi di lavoro. Una tutela garantita dalla presenza al nostro interno delle organizzazioni sindacali e di quelle imprenditoriali».

Insieme al presidente Castiglioni (Confcommercio Uniascom Varese) e al vicepresidente Livio Muratore (Cgil), compongono infatti il consiglio direttivo Alessandra Campiglio (Confcommercio Uniascom Varese), Daniele Grigioni (Confcommercio Uniascom Varese) Carmen Ventre (Filcams Cgil), Laura Capitale (Fisascat Cisl), Guida Murvana (UiltucsUil). Viene perciò rappresentato tutto il mondo del lavoro, a garanzia di una operatività che metta al centro la sicurezza e, a ricaduta, la tutela di entrambe le categorie.

I protocolli Covid-19 Esattamente ciò che è accaduto nel periodo del lockdown e con il conseguente obbligo di applicare quanto previsto da decreti e ordinanze anti Covid, con l’Organismo paritetico provinciale in prima linea nello svolgimento di un ruolo di primaria importanza. Molte, infatti, le imprese che si sono rivolte ad OPP per la verifica della stesura dei protocolli interni. «Attraverso il comitato scientifico», rimarca Castiglioni, «stiamo ancora valutando e attestando la corretta applicazione di quanto previsto dalle ultime normative entrate in vigore. Serviamo aziende di varie dimensioni, da quelle più grandi e strutturate a quelle micro, anche con un solo dipendente».

Luoghi di lavori ma anche quelli che conducono al posto di lavoro. OPP ha avviato un importante progetto con L’unità di ricerca in psicologia del traffico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sugli infortuni in itinere. Statistiche alla mano, un incidente su quatto dei quasi 175 mila registrati ogni anno in Italia coinvolge un lavoratore che percorre il tragitto di andata e ritorno dall’abitazione al posto di lavoro, o durante il tragitto che collega due luoghi di lavoro, o durante il percorso dal luogo di lavoro a quello di consumazione dei pasti.

«Il progetto, rallentato dall’emergenza sanitaria, proseguirà. Anche e soprattutto perché il maggior numero di infortuni che riguardano le nostre categorie avviene proprio “lungo la strada” e non all’interno delle aziende». Altro impegno preciso e all’insegna della continuità assunto dal consiglio direttivo, riguarda le così dette “malattie professionali”. «In questo caso il nostro compito è quello di indicare alle aziende la corretta applicazione delle normative a tutela della saluta psicofisica del dipendente. E anche in questo caso ogni nostro intervento è calibrato in un’ottica di tutela di entrambe le parti».

Infine, la formazione, proposta gratuitamente alle aziende: OPP si occupa dell’aggiornamento e dell’istruzione in materia di sicurezza tramite l’organizzazione di corsi ad hoc rivolti ai rappresentanti dei lavoratori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 agosto 2020
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