Tra osterie e vigneti, bontà e bellezze del Ticino si scoprono in bici

Si chiama "La Belvedere": una giornata pedalando tra le colline e le valli del Mendrisiotto, alla scoperta di scorci inediti e sapori locali

Generico 2018

Un circolo in un paese con duemila anni di storia, un’osteria vista lago e persino un’inattesa masseria ritrovata proprio là dove meno te l’aspetti. In bicicletta la scoperta è dietro l’angolo e La Belvedere – manifestazione ciclistica di base a Mendrisio – ne è una buona dimostrazione.

Se per voi la zona di Mendrisio è solo un punto di passaggio in treno o in autostrada o un luogo dove fare shopping in un outlet, dovrete ricredervi. Perché il paesaggio del lembo di Canton Ticino più vicino a Milano è ricco di sorprese e anche di bontà.

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Sul colle degli ulivi

La Belvedere è nata come “ciclostorica”, vale a dire come raduno per pedalatori vintage: bici d’epoca, maglie di lana e una sanissima passione per sapori autentici e angoli di paesaggio d’altri tempi. Negli anni è diventato però un pacchetto completo per scoprire il Mendrisiotto, anche in sella ad una e-bike che permette di affrontare distanze senza faticare troppo (ma comunque godendo il piacere di pedalare).

La Belvedere – che nasce dall’esperienza di lungo corso del Veloclub Mendrisio – ha fatto scoprire inattesi paesaggi e ricchezze: dall’aspro paesaggio della val di Muggio (versante meno noto del Monte Generoso) alle dolcezze “mediterranee” che hanno richiamato qui molti pittori svizzeri, le cui opere sono conservate in pinacoteche e musei da scoprire.

I vigneti che pettinano le colline producono il vino orgoglio del Ticino: non a caso il percorso prevede ad esempio un ristoro alla Tenuta Montalbano o il passaggio tra le vigne del “colle degli ulivi” a Coldrerio.

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Il ristoro alla Tenuta Montalbano

Ma è tutta una scoperta, fin dai primi chilometri: la colazione a Riva San Vitale, sui tavoli in pietra e ombreggiato nel cortile del Ristorante Sociale, paese che custodisce un nascosto e prezioso battistero del V secolo. Gli assaggi di formaggi nella piazzetta di Meride accompagnano verso Serpiano, stupenda balconata affacciata là dove il Ceresio si divide in due rami, meno celebri dei due rami del Lago di Como ma altrettanto spettacolari.

È un paesaggio a volte noto, a volte nascosto e da scoprire. Come nel caso della Masseria di Rancate, un angolo di campagna ben conservato e ben isolato dalle strade circostanti. Buono per scoprire altri sapori, come quello della birra artigianale La Matta di Bisbino, ad accompagnare un piatto di fumanti lasagne alle verdure.

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La Masseria è una vecchia cascina “ritrovata” grazie ai lavori allo svincolo autostradale di Mendrisio: un po’ la sintesi del paesaggio ticinese, dove ad una grande modernità e una forte presenza produttiva si accompagna la passione per i luoghi “d’altri tempi”, grotti e circoli. Compreso il gran finale, all’osteria Vignetta di Mendrisio.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 26 Agosto 2020
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