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Scontrino elettronico: il futuro degli esercenti senza registratore di cassa telematico

Il 2020 ha visto confermarsi due grandi novità in materia di strumenti fiscali: la fattura e lo scontrino elettronico. Innovazioni a livello digitale senza precedenti fortemente volute sia dall’Esecutivo, che da Agenzia delle Entrate

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Il 2020 ha visto confermarsi due grandi novità in materia di strumenti fiscali: la fattura e lo scontrino elettronico. Innovazioni a livello digitale senza precedenti fortemente volute sia dall’Esecutivo, che da Agenzia delle Entrate (AdE). Il motivo principale per cui i corrispettivi telematici e le e-fatture sono entrate a far parte del vissuto quotidiano, è soprattutto la necessità di combattere il fenomeno dell’evasione fiscale.

Fenomeno questo che piaga ormai l’Italia da molto tempo e che, grazie a determinati provvedimenti, il Governo sta cercando di ridurre sempre di più. A causa della pandemia da Covid-19 l’entrata in vigore dello scontrino elettronico è purtroppo slittata di alcuni mesi. La diffusione del virus, il conseguente lockdown e le varie fasi restrittive successive, hanno fatto slittare ad anno nuovo le novità che volevano già essere introdotte e molti degli adempimenti fiscali previsti da calendario standard. Tra le novità ritroviamo per l’appunto l’adeguamento da parte degli esercenti ai registratori di cassa. Fortunatamente esiste oggi un metodo alternativo per i commercianti per inviare i corrispettivi telematici senza registratore di cassa.

Scontrino elettronico: tappe ed evoluzione

Già nel 2019 si era iniziato a parlare di scontrino elettronico. La sua entrata in vigore non è stata immediata, ma piuttosto progressiva. Infatti, all’inizio, è stato adottato solo da parte di quelle aziende che avevano un fatturato superiore ai 400,000 euro/annui. Il primo scaglione di adeguamento è stato datato 31/12/2019.

Per tutti gli esercenti che invece avevano un fatturato inferiore ai numeri precedenti, la prima scadenza era stata fissata al primo luglio 2020. Dato che abbiamo visto essere stata posticipata al primo gennaio 2021 a causa del Covid-19. A cose normale i commercianti avrebbero avuto tempo fino a luglio per mettersi in regola con scontrino elettronico e registratori di cassa telematici. Lo slittamento delle date di riferimento ha permesso comunque di avere ancora un po’ di tempo per mettersi in regola ed evitare sanzioni pecuniarie e richiami fiscali.

Tutti i dati dello scontrino elettronico

Al pari del vecchio scontrino cartaceo, anche quello elettronico deve riportare una serie di dati identificativi obbligatori. Partita iva, totale da corrispondere, data e ora di emissione, numero progressivo, eventuali sconti e dati dell’esercente. Allo stesso modo non hanno subito variazioni le tempistiche per l’emissione dello scontrino. Questo deve essere obbligatoriamente emesso alla fine di ogni prestazione di beni e servizi. In altre parole al momento del pagamento il commerciante deve emettere regolare scontrino.

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Scontrino elettronico senza registratore di cassa

AdE ha previsto due diverse modalità per inviare gli scontrini elettronici. La prima prevede la registrazione e l’invio direttamente sul portale “Fatture e Corrispettivi” gestito da Agenzia. Il secondo invece prevede l’acquisto e la detenzione di un registratore di cassa telematico.

Entrambi i metodi risultano purtroppo complicati (soprattutto a chi non ha dimestichezza con la tecnologia) e dispendiosi (nel secondo caso). Per fortuna esiste una terza possibilità che lascia spazio a tutti, non prevede grandi competenze e, cosa non da poso, fa risparmiare tempo e denaro.

Sono infatti state messe a punto delle piattaforme indipendenti che consentono, previa semplice registrazione, di interfacciarsi direttamente con Agenzia delle Entrate. In buona sostanza una volta compilato lo scontrino elettronico, la richiesta è girata direttamente ad Ade. Non occorre nemmeno aspettare la chiusura della cassa a fine giornata. L’invio è fatto al momento, o posticipato di poco, quando possibile, ma senza comunque dover rimettere mano all’intera procedura.

Quando Agenzia delle Entrate riceve la richiesta risponde all’istante inviano al richiedente il numero progressivo identificativo dell’operazione. Si tratta di un codice univoco, impossibile da sostituire e confondere. Assieme al numero progressivo è inviato anche un documento pdf. Che può essere inviato al cliente per email o chat. Il numero progressivo invece è possibile stamparlo con l’ausilio di una semplice stampante bluetooth.

Questo meccanismo piuttosto semplice e intuitivo permette di assolvere ai propri obblighi fiscali senza grandi macchinosità. Offre inoltre la certezza e la sicurezza di assolvere a pieno a quanto dovuto perché è come se la stessa AdE lo facesse per il commerciante stesso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 agosto 2020
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