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Luino, sei litri al secondo di fogna nel lago, i pescatori del Verbano dicono no

ASD Pescatori Alto Verbano ipotizza le soluzioni per evitare il rilascio dei liquami nel Lago Maggiore

Sera sul Lago Maggiore

Riceviamo e pubblichiamo la nota di l’ASD Pescatori Alto Verbano in merito al problema degli sversamenti di liquami fognari nel lago a fronte di lavori sulla statale 394 a Colmegna

Nel sito del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca leggiamo con preoccupazione e rammarico l’insensato allarmismo nei confronti dei lavori in corso sulla S.S. 394, lavori che ANAS sospenderà a decorrere dal 28 settembre.
La notizia è stata ripresa da alcune edizioni locali di giornali on-line con toni inquietanti, non
soffermandosi sulle motivazioni, ma esclusivamente instaurando di fatto uno status di
colpevolizzazione di chi come l’ASD Pescatori Alto Verbano, La Federazione dei Verdi, la
Commissione Italo Elvetica sulla pesca (che comunque non hanno diritto di voto) e i 5Stelle luinesi, si oppongono all’obbrobrioso sversamento diretto di liquami fognari all’altezza della frazione di Colmegna, che è nel Comune di Luino e non di Maccagno come riportato da una testata.
Restando ai fatti segnaliamo che non è assolutamente nostra intenzione cedere alla posizione
ricattatoria di ANAS proposto nella Conferenza dei Servizi del 9 settembre: “o trovate la soluzione o blocchiamo i lavori”. Questo viene affermato a quasi un anno di distanza da quando i tecnici di ANAS hanno visionato la struttura ed iniziato i lavori, possibile che non abbiano visto un tubo di 35cm di diametro? Allora ci chiediamo perché solo ad agosto di quest’anno e per caso si è venuti a conoscenza che sarebbe necessario ed urgente scaricare liquami fecali nel lago? Porre subito il problema e studiare alternative adeguate per tempo sarebbe stato così difficile o invece è più facile mettere la popolazione e gli utilizzatori del lago di fronte al fatto compiuto? Ci sarebbero state proteste? Certo, ma ormai il danno sarebbe fatto e chi prevarica con arroganza il buon senso l’avrebbe avuta vinta.
Restando ai fatti riconosciamo che il Comune di Luino nella riunione del 9 settembre ha segnalato la propria contrarietà proponendo la soluzione di utilizzare mezzi per gli spurghi che dovrebbero fare la spola (che evidenziamo più avanti) fino a Gavirate e ci auguriamo che la nuova Amministrazione luinese faccia altrettanto.

I fatti mostrano anche l’assenza, alla conferenza del 9 settembre, di Enti come ATS Insubria, ARPA Lombardia ed Autorità di bacino del Lago Maggiore, secondo noi di primaria importanza per le decisioni da assumere e, pur non conoscendo le loro intenzioni, sarebbero comunque state le parti tra le più titolate a difendere la biodiversità e la salubrità locale.
Sempre il 9 settembre è emerso che le alternative allo sversamento esistono (e forse ce ne sono
ancora), allora ci chiediamo del perché da ottobre 2019 si è aspettato settembre 2020 per
valutarle?

L’altra evidenza, pure collegata alla riunione, che abbiamo notato riguarda le analisi degli scarichi che dalla condotta di Colmegna giungono a Luino. Pur non contestando la test ci chiediamo come sia possibile che chi ha fatto le analisi (recentemente rese pubbliche) sia la stessa azienda che attualmente è titolare dei lavori? Perché dette analisi sono fatte su campioni diluiti e non sui reflui reali?

Al momento le soluzioni prospettate sono:
1) SCARICO DIRETTO NEL LAGO MAGGIORE con tubazione subacquea di reflui per 6 litri al secondo, giorno e notte per tutto il periodo necessario stimato in 3 settimane, e quindi in totale circa 10.886.400 litri di escrementi!!
Come controindicazione ha ovviamente l’inquinamento ambientale e mentre le parti
galleggianti possono essere trasportate dalle correnti (non si sa dove), non si è ancora in grado di valutare il periodo di posa per quelle che resteranno sul fondale e si è parlato di un periodo
fino a 4 anni (durante il quale non si potrà godere di quel tratto di lago).
Ci sarebbe anche il problema delle piogge che, se importanti nel periodo dello sversamento,
potrebbero fare travasare i reflui nel torrente Colmegnino che già da solo presenta gravi
anomalie fognarie.
Nel caso di sversamento diretto chiederemo il rispetto dell’obbligo ittiogenico che comporterà
ulteriore ritardo ed un indennizzo per le specie ittiche immesse nel corso degli anni che
quantificheremo.
Il costo dello sversamento diretto è stato valutato in € 158.480,25 oltre ad IVA.

2) INTERVENTI DI INTERCETTAZIONE DELLA CONDOTTA CON METODO “STOP SISTEM”.
Si tratta dell’intervento di una ditta specializzata che consiste nell’intercettazione delle
tubazioni esistenti mediante l’utilizzo di una particolare tecnica di chiusura meccanica delle
condotte. Questo metodo ha sia la controindicazione della non garanzia del buon esito finale a
causa della vetustà delle vecchie condotte, sia sui tempi di svolgimento in quanto l’azienda
specializzata non è al momento disponibile.
Il costo del metodo “Stop System” è quantificato in € 113.630,06 oltre ad IVA.

3) ASPIRAZIONE REFLUI IN ARRIVO E CONFERIMENTO A GAVIRATE, IN IMPIANTO DI TRATTAMENTO, MEDIANTE AUTOCARRI CON BOTTINI.
Questo metodo comporta il trasferimento dei reflui dalla stazione di Colmegna sul bottino per
essere portato a Gavirate in quanto la stazione di Luino non è abilitata a questo genere di
trattamenti.
Le controindicazioni potrebbero essere rappresentate sia da ritardi nel ciclo continuo di
raccolta e deposito dei reflui da parte dei bottini a causa di casualità come incidenti stradali
durante il tragitto, sia da eventi atmosferici che alterano le portate dei condotti e
conseguentemente del torrente Colmegnino.
Il costo dell’utilizzo degli autocarri con bottini è quantificato in € 180.477,85 oltre ad IVA.

Tra le tre ipotesi noi vorremmo che gli Enti votanti optino per la terza soluzione in quanto, e
lasciamo all’intelligenza di chi legge la valutazione, la differenza di € 21.997,60 tra il costo dei bottini e lo sversamento diretto è irrisoria e non tiene per nulla conto dei ulteriori costi ambientali, ecologici, di immagine e di salubrità ad esso connessi.
In tuti e tre i casi stiamo valutando la richiesta di rispetto dell’obbligo ittiogenico che comporterà un ulteriore ritardo di qualche giorni ed un indennizzo per le specie ittiche immesse nel corso degli anni che quantificheremo.

Noi ci scusiamo con gli utenti della S.S. 394, tra cui ci sono anche molti di noi, ma crediamo
fortemente che se gli automobilisti si sono adattati alle code nel periodo estivo, sapranno
ulteriormente sopportare ulteriori disagi ancora per qualche settimana se ciò contribuirà a
rendere ancora bello, salubre e vivibile il nostro lago e l’ansa di Colmegna in particolare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 Settembre 2020
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