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Treni e primo giorno di scuola, “confusione e impreparazione, nel silenzio della Regione”

Una ventina di Comitati di tutta la Lombardia critici dopo la ripresa "in grande" dei movimenti pendolari. "Regione verifichi e monitori davvero il Contratto di Servizio con Trenord"

trenord stazione inizio scuola tradate

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei Comitati dei pendolari di Lombardia (in calce la lista completa) sulla qualità del servizio nei primi giorni di scuola

Finalmente, dopo sei mesi di sospensioni e tagli indiscriminati ai servizi, attuati con continue modifiche, in contrasto con le buone regole sanitarie e le norme del Contratto di Servizio, è arrivato il primo giorno di scuola. Lunedì si sarebbe quindi dovuto vedere il ripristino completo dei servizi ferroviari, ed anzi un effettivo e concreto incremento delle corse, sia in ora di punta che di morbida, per favorire il distanziamento. Non solo, in quanto dopo ben sei mesi di servizio gravemente mutilato, ci saremmo anche aspettati di vedere treni e stazioni puliti ed in perfetta efficienza.

Al contrario, al di là di qualche potenziamento di facciata, abbiamo assistito al solito gioco della coperta corta con limitazioni, soppressioni, disservizi (o meglio malservizi) informatici e cattiva informazione. Lo testimoniano i treni ripristinati e mai annunciati, come quelli annunciati e mai effettuati. Ad esempio, lo stesso orario on-line, unica fonte informativa per i clienti-utenti, consigliata dallo stesso Gestore, ancora in questi giorni non è aggiornato, cosa che, abbiamo saputo, mette in crisi lo stesso personale.

La situazione della riduzione reale dei servizi è tale che non è possibile valutare nemmeno l’entità della mutilazione del servizio (che stimiamo nell’ordine del 15%-20% almeno, con punte di oltre il 50% nel fine settimana), poiché non esiste alcuna forma di pubblicazione completa degli orari, in quanto vengono modificati in continuazione a seconda delle opportunità aziendali.

Tra le vittime favorite vi sono le corse serali utilizzate dai lavoratori con turni sfalsati, al contrario di quanto suggerito dagli esperti sanitari che consigliano di distribuire i flussi nel corso della giornata. In sintesi, la ripartenza ha trovato del tutto impreparato il sistema ferroviario lombardo. Non si può più ignorare che la Pandemia ha acuito lo stato di crisi operativa e funzionale che il servizio ferroviario della Regione Lombardia subisce da almeno otto anni senza soluzione di continuità, nell’indifferenza della Giunta regionale che ha completamente delegato ogni scelta operativa alla propria società partecipata.

Se è giusto indignarsi per un emendamento che vuole assegnare la competenza sull’infrastruttura ferroviaria locale ad RFI, che ha una parte non indifferente nel disastroso quadro dei disservizi in Lombardia, ancora una volta siamo costretti a sollecitare i vertici regionali, invece di azzuffarsi politicamente su temi che non c’entrano nulla con il nostro territorio, di tornare ad occuparsi seriamente del trasporto pubblico, a cominciare dai seguenti temi:
• riprendere il monitoraggio ed il controllo dell’attuazione del Contratto di Servizio, anziché lasciare al Gestore completa discrezionalità nella programmazione dei servizi;
• avviare un serio confronto e trasparente per la definizione del nuovo Contratto di Servizio, in modo da evitare che sia redatto dal Gestore assegnato a suo uso e consumo;
• riprendere la convocazione dei tavoli territoriali di quadrante inspiegabilmente
soppressi, ripristinandone la funzione di verifica dell’andamento del servizio, di confronto sullo sviluppo dei servizi e di informazione agli utenti;
• definire un programma emergenziale condiviso con scadenze precise, di ripristino di tutti i servizi e la ripresa dello sviluppo degli stessi.

Noi che lavoriamo e studiamo in Lombardia siamo gente concreta e costruttiva e saremo sempre presenti per dare ogni riscontro che possa essere utile per dare ai cittadini lombardi dei servizi ferroviari di eccellenza e non da terzo mondo. Se però siamo aggirati e raggirati, inevitabilmente non abbiamo altra scelta che ricorrere a tutti i mezzi di protesta possibili.

Milano, 16 settembre 2020

Firme:
Associazione MI.MO.AL.
Associazione Pendolari Novesi (APN)
Comitato Mobilità Ecosostenibile del Vimercatese
Comitato Pendolari Bergamaschi
Comitato Pendolari Como – Lecco
Comitato Pendolari Cremaschi
Comitato Pendolari della Bassa Bergamasca
Comitato Pendolari del Meratese
Comitato Pendolari di San Zenone al Lambro e comuni limitrofi
Comitato Pendolari Gallarate – Milano
Comitato Pendolari Lecco-Milano
Comitato Pendolari linea S6 Milano – Novara
Comitato Pendolari Romano
Comitato Trasporti Lecchese
Comitato Viaggiatori e Pendolari della Milano – Asso
Comitato Viaggiatori S9/S11
Comitato Viaggiatori Trenord Nodo di Saronno
Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi
InOrario: Comitato Pendolari linea Mantova Cremona Milano
PendolariComo
Pendolino della Brianza – S7 Besanino
Rappresentanti della linea Domodossola – Arona – Milano
#sbiancalafreccia
UTP – Utenti del Trasporto Pubblico Regione Lombardia
Rappresentanti Regionali dei Viaggiatori:
Franco Aggio
Giorgio Dahò
Stefano Lorenzi
Francesco Ninno

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 settembre 2020
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