Da Caianiello a Mascetti. Report torna nel Varesotto per raccontare il potere leghista

Dopo aver raccontato il sistema di incarichi, consulenze e connivenze con la 'ndrangheta di una parte di Forza Italia nel Varesotto questa volta si è concentrata sulla Lega

sede lega varese

Report affronta il sistema di potere della Lega da ogni punto di vista e lo sfida a viso aperto. La puntata andata in onda questa sera (lunedì) su Rai Tre non ha mancato di creare scompiglio sin dall’anticipazione con la richiesta preventiva dell’avvocato Andrea Mascetti di pubblicare l’annuncio di una serie di azioni legali in difesa del buon nome suo e dello studio che dirige.

Proprio la figura dell’avvocato varesino è stata al centro dell’inchiesta, in collegamento con quella di settimana scorsa e le dichiarazioni di Nino Caianiello e Danilo Rivolta al giornalista Giorgio Mottola. Se lunedì scorso al centro c’erano le consulenze e gli incarichi spartiti da Forza Italia, questa volta sono quelli della Lega in provincia di Varese e nel resto della Lombardia a finire sotto la lente d’ingrandimento della trasmissione.

L’ascesa di Mascetti e dell’associazione culturale Terra Insubre, considerata da Bossi un covo di neofascisti ma molto quotata negli ambienti della sanità, viene dipinta da ex-leghisti (già deputati e assessori) come una sorta di lobby attraverso la quale venivano gestite nomine nelle asl e negli ospedali della provincia di Varese e di mezza Lombardia. Per lo studio Mascetti, da tutti riconosciuto come uno dei migliori in Lombardia, non mancano incarichi per centinaia di migliaia di euro per consulenze e nei collegi sindacali e consigli di amministrazione di tutta Italia. Da Banca Intesa a Italgas, fino alla ricchissima Fondazione del Varesotto.

Report racconta cose notissime negli ambienti politici del Varesotto ma che in molti hanno paura di raccontare (curioso vedere così tanti politici nascondere la faccia quando parlano di Mascetti) e inquadra tutto nel contesto ambientale in cui questo avviene tra le influenze culturali dell’ultra-destra e amicizie giovanili, tra le quali quelle con Giorgetti e Fontana.

Per il partito del governatore Attilio Fontana non c’è pace e Mottola introduce anche il tema dei test sierologici Diasorin, vicenda al centro di un’indagine della magistratura, che vede coinvolta la società che doveva mettere a punto i test, il policlinico San Matteo, la Regione Lombardia e i vertici varesini del partito di Salvini. Secondo i magistrati ci sarebbe stato un accordo ad aprile (in piena pandemia) tra questi soggetti per affidare la fornitura a livello regionale di questo tipo di test alla Diasorin nonostante ci fossero altre società sul mercato che li producevano già. Report ha intervistato alcuni sindaci lombardi che si erano organizzati per eseguire test a tappeto nei loro comuni in maniera autonoma e che hanno subito pressioni dalla Regione e dalle sue articolazioni territoriali per non farli, nonostante fosse una vera e propria urgenza.

Infine c’è il “come è andata a finire” della vicenda del capannone di Cormano acquistato per mille euro da una vedova e rivenduto a 800 mila euro alla Lombardia Film Commission da parte di un commercialista vicino alla Lega. L’inchiesta giornalistica, partita un anno fa, è oggi al centro di una complessa indagine della magistratura riconducibile ai fondi della Lega spariti (i famosi 49 milioni spariti). Mottola ha seguito i soldi, come diceva Falcone, e ha ricostruito la destinazione dei soldi ricavati dall’operazione sulle spalle della Regione. Un prestanome avrebbe realizzato un memoriale nel quale conferma che erano serviti a pagare la campagna elettorale del 2018 della Lega Salvini Premier.

Qui la puntata integrale

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 Ottobre 2020
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