Campionissimi a Ville Ponti, una giornata speciale firmata da Alfredo Ambrosetti

Tanti campioni dello sport sul palco per raccontare la propria carriera. Da Tortu a Berruti, da Saronni a Paternoster fino al derby storico di basket tra la Grande Ignis e Cantù

“Campionissimi 2020” - L’evento di Alfredo Ambrosetti

È difficile contare le medaglie mondiali, olimpiche, europee, gli scudetti, i trionfi e le coppe varie “portate in dote” quest’oggi a Varese dagli atleti di ieri e di oggi ospiti di Alfredo Ambrosetti che ogni anno – questo è il terzo – propone un evento dal nome cucito su misura, “Campionissimi”.

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La giornata a inviti – organizzata pur tra mille difficoltà per garantire la massima sicurezza in piena pandemia – ha portato alle Ville Ponti alcuni grandissimi dello sport italiano, anche di oggi o del recente passato: sul palco sono infatti salite le due olimpioniche “invernali” lombarde, Arianna Fontana (short track) e Michela Moioli, che si sono spese in prima persona anche per spingere la candidatura di Milano-Cortina 2026.

Con loro anche giovane – e già vincente – ciclista Letizia Paternoster (accompagnata sul palco da Beppe Saronni e Giuseppe Fezzardi a rappresentare il pedale di una volta) e il ragazzo più veloce d’Italia, Filippo Tortu, primatista nazionale dei 100 metri che ha portato a braccetto il suo “avo”, l’oro di Roma Livio Berruti in una ideale staffetta di sprinter azzurri. E poi il nostro grande canottaggio con Sara Bertolasi ed Elia Luini e ancora Igor Cassina – altro fenomeno a Cinque Cerchi nella ginnastica – che ha commentato la sua esibizione ad Atene quando centrò la medaglia d’oro.

Il pomeriggio è stato aperto da uno dei massimi dirigenti sportivi italiani, il varesino Beppe Marotta, impegnato qui in un inusuale apparizione a precedere il derby tra la “Inter” e il Milan in programma a San Siro.
A proposito di derby, nel consueto omaggio al basket, quest’anno è andato in scena l’incontro tra i rappresentanti della Grande Ignis (Dodo Rusconi e Toto Bulgheroni in sala, Dino Meneghin in collegamento diretto, Manuel Raga e Bob Morse in video) e gli eterni rivali di Cantù quali Charlie Recalcati, Antonello Riva e Pierluigi Marzorati. Recalcati, che poi trasportò Varese sino allo scudetto della Stella, ha ricordato come la presentatrice della giornata – la splendida Martina Colombari (con lei Pier Bergonzi) – fu la madrina di quegli straordinari Roosters del ’99.

Tanti anche i momenti inattesi anche per la presenza di Noa, cantante israeliana accompagnata dal chitarrista Gil Dor; oltre a esibirsi sul palco, Noa ha rivelato la passione per il basket e per Dino Meneghin, avversario tanti anni fa del “suo” Maccabi e ha incontrato Gioia Bartali, nipote del grandissimo Gino che accanto agli allori in bicicletta contribuì a salvare centinaia di ebrei nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Una storia venuta a galla dopo la morte di Bartali, poi nominato “Giusto tra le Nazioni”.

Nel corso della giornata, Alfredo Ambrosetti è stato insignito del ruolo di “ambasciatore della Grande Milano” dall’ex sindaco Gabriele Albertini e da Daniela Mainini del Centro Studi Grande Milano. Spazio anche ai ragazzi degli Special Olympics grazie all’attenzione della signora Lella Ambrosetti che ha presentato alla platea alcuni medagliati della categoria, come il podista Stefano Bodega e i cestisti Marco Lozza e Michele Cappiello.

A completare l’evento anche una notevole presenza a livello scientifico, con il confronto tra Maria Rita Gismondo (in sala) e Ilaria Capua (in collegamento dagli USA) e con l’intervento finale di Piero Angela che ha parlato del tema della “curiosità”. Un elemento che è stato alla base di una carriera straordinaria come quella di Ambrosetti il quale, a 89 anni prosegue nella sua attività professionale e a coltivare ai massimi livelli le sue passioni, con lo sport sempre in primo piano.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 17 Ottobre 2020
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