Dati coronavirus: come lavoriamo e che senso hanno i numeri del giorno

Varesenews pubblica tutti i giorni i dati sulla diffusione del contagio in Lombardia e nella provincia di Varese. Questo articolo, tra i più letti e commentati della giornata suscita sempre un acceso dibattito

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Varesenews pubblica tutti i giorni i dati sulla diffusione del contagio in Lombardia e nella provincia di Varese. Questo articolo, tra i più letti e commentati della giornata, suscita sempre un acceso dibattito talvolta interessante e talvolta davvero poco costruttivo. Soprattutto sulla nostra pagina Facebook l’articolo riceve una grande quantità di commenti e osservazioni, in molti casi posti con toni eccessivamente coloriti, che sollevano molte domande: dove troviamo i dati di questo bollettino? Come mai non diciamo quanti tamponi fanno a Varese? Perché non comunichiamo quanti sono gli asintomatici? Perchè “facciamo terrorismo”? 

In questo articolo abbiamo raccolto alcune delle domande più ricorrenti alle quali cerchiamo di dare risposta. Lo terremo aggiornato aggiungendo via via le ulteriori osservazioni ricevute.


Da dove arrivano i dati contenuti nell’articolo serale sui contagi?

La quasi totalità dei dati comunicati quotidianamente arriva dal bollettino diffuso da Regione Lombardia che a sua volta rientra nel flusso di dati comunicati ogni giorno dal cruscotto della Protezione civile che li raccoglie e organizza a livello nazionale. Nella comunicazione del bollettino di Regione Lombardia l’unico dei dati diffusi che riguarda la situazione in provincia di Varese è quello sul numero dei nuovi casi positivi emersi dall’elaborazione quotidiana dei tamponi. È un numero che dice poco sul dettaglio della diffusione del contagio in provincia di Varese, lo abbiamo denunciato pubblicamente in numerose occasioni, ma resta comunque un indicatore importante sulla diffusione del virus.
Ai dati comunicati quotidianamente aggiungiamo una serie di elaborazioni grafiche che servono ad illustrare il loro andamento nel tempo.

In provincia di Varese quanti sono gli attualmente positivi? Quanti tamponi vengono fatti? Perchè non lo dite?

Nella trasmissione dei dati sulla diffusione del contagio continuiamo a registrare quella che noi riteniamo essere una grave lacuna per quanto riguarda i dati locali. Lo abbiamo spiegato e denunciato numerose volte, interpellando le autorità sanitarie locali di ATS Insubria e i rappresentanti istituzionali di Regione Lombardia. Purtroppo non abbiamo ottenuto risposte esaustive. Questi dati sarebbero fondamentali per analizzare e capire per tempo i segnali di crescita del contagio e fare proiezioni sul loro andamento futuro. Si tratta di una situazione che si muove molto rapidamente e dunque sarebbe opportuno poter accedere con continuità a questi numeri. Oggi questa cosa non ci è possibile.

Come arrivano i dati sui ricoveri negli ospedali della provincia?

Ad oggi un flusso di dati aggiornato con puntualità sui numeri dei ricoveri ospedalieri in provincia non esiste. Nel bollettino giornaliero di Regione Lombardia vengono aggiornati quotidianamente i numeri che riguardano esclusivamente i ricoveri, gli isolamenti e le terapie intensive a livello regionale. A livello locale, quando riusciamo a dare delle informazioni sui ricoveri nei singoli ospedali, è perché consultiamo direttamente le aziende ospedaliere ma non è facile restituire questo aggiornamento quotidianamente.

Perché non diffondete più i dati sui contagi in tutti i comuni?

Il dato relativo ai contagi nei singoli comuni non è mai stato disponibile a livello provinciale. Per un lungo periodo siamo riusciti ad estrapolare queste informazioni da un report ufficiale disponibile in ambito regionale. Oggi questo report non è più disponibile. Gli unici ad avere i dati locali sono i sindaci, ognuno per il proprio comune. Siccome questo dato cambia costantemente è difficile dunque realizzare una panoramica provinciale aggiornata comune per comune.
Attualmente è possibile reperire il dato dei contagi solo nei dieci comuni più colpiti attraverso un cruscotto informativo di regione Lombardia.

Perché ci sono molti più contagi che a marzo?

Il numero dei contagi è molto più alto rispetto a marzo perché sono cambiate le modalità e la quantità di tamponi che vengono effettuati. A marzo i tamponi venivano eseguiti quasi esclusivamente a persone che avevano già chiari sintomi, anche molto gravi, della malattia. Questo ha impedito di intercettare anche tutti i contagiati dal virus ma asintomatici.
Nella seconda fase della pandemia si è provveduto ad estendere il test del tampone anche a persone asintomatiche: nell’ambito dei test effettuati a chi rientra dall’estero, a chi potrebbe essere entrato in contatto con un positivo o nell’ambito degli screening sierologici. L’effetto è quello che oggi si registrano sempre più persone positive al virus ma asintomatiche. Questo purtroppo non significa che non ci siano persone ammalate. Anzi, questo numero sempre più crescente sta creando una pericolosa pressione sul sistema sanitario.

Positivo non vuol dire malato, perché non lo dite?

Positivo non significa malato, lo abbiamo ripetuto più volte. Positivo è chi risulta tale al test del tampone che rileva la presenza del virus SarsCov2. Chi è positivo può non mostrare alcun sintomo oppure può sviluppare gli effetti della malattia che si chiama Covid19. Tra chi sviluppa la malattia inoltre, c’è chi la sviluppa in una forma che consente di curarsi a casa e chi invece mostra delle complicanze che necessitano un ricovero ospedaliero. Questo numero sempre più alto sta creando una pericolosa pressione sul sistema sanitario. Inoltre, positivo non vuol dire malato ma si è comunque contagiosi.

Perché non dite che la maggior parte sono asintomatici?

Per quanto riguarda la provincia di Varese non vengono diffuse informazioni sulle condizioni di chi risulta positivo al test del tampone. Questo dato, tuttavia, per essere veritiero andrebbe monitorato nel tempo poiché si può risultare positivi al virus e sviluppare dei sintomi in un secondo momento. A livello nazionale questa contabilità viene tenuta dall’Istituto Superiore di Sanità. In un report aggiornato costantemente si spiega come gli asintomatici siano in realtà tra il 55% e il 60% e che dipende molto dalle fasce d’età.
Il punto debole di una lettura che guarda troppo al dato degli asintomatici è che non si tiene conto che a prescindere da quanti siano coloro che non sviluppano sintomi il numero di quelli che invece li ha e di chi ha bisogno di un ricovero ospedaliero cresce in modo preoccupante di giorno in giorno con il rischio di arrivare ad una pressione insostenibile per le strutture ospedaliere del sistema sanitario nazionale.

Nei positivi sono conteggiati anche i nuovi tamponi di chi era già positivo?

No il numero quotidiano dei nuovi casi è costituito unicamente dalle persone che risultano positive per la prima volta

Dove avvengono questi contagi? Scuole, rsa, locali pubblici?

A livello locale non vengono diffuse informazioni che permettono di capirlo, quando però il numero di contagi diventa troppo alto gli stessi incaricati di fare la ricostruzione dei contatti non riescono più a ricostruire con precisione la catena e i luoghi dei contagi.

Quando sono stati fatti i tamponi dei nuovi positivi comunicati quotidianamente?

La comunicazione dei tamponi avviene quando è stato elaborato il risultato del test. Siccome vengono effettuati una grande quantità di tamponi non tutti riescono ad essere processati e comunicati in giornata. Per questo il numero di tamponi comunicato giornalmente non si riferisce solo ai tamponi effettuati nelle 24 ore precedenti ma contiene tamponi che possono essere stati effettuati anche la settimana precedente.

Perché i numeri dei positivi crescono in modo diverso giorno per giorno?

Viste le difficoltà nell’elaborazione dei tanti tamponi e nel numero di tamponi eseguiti, che non sono ogni giorno gli stessi e che nel fine settimana sono storicamente di meno, la distribuzione del numero di positivi comunicati nei giorni della settimana non è sempre uguale. Ricostruendo la stagionalità di queste comunicazioni sappiamo che nella prima parte della settimana i numeri giornalieri restano più bassi e diventano più alti sul finire della settimana e nel weekend.

Perché fate solo terrorismo?

Non facciamo terrorismo. L’evoluzione della diffusione dei contagi è molto veloce e va seguita costantemente per capire e anticipare fenomeni di sofferenza. Capire come va il contagio serve anche a valutare l’efficacia o meno delle misure restrittive che vengono emanate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 Ottobre 2020
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Commenti

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  1. Michele Milani
    Scritto da Michele Milani

    Complimenti per gli aggiornamenti sulla situazione della nostra provincia e queste FAQ!

    Riguardo al fatto che positivo non vuol dire malato ma si è comunque contagiosi, in realtà non sembrano esserci ancora studi che possano confermare ciò: ” la letteratura propende per una minore contagiosità dei soggetti asintomatici” (https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/159407482466398/).

    Correttamente il numero quotidiano dei nuovi casi è costituito unicamente dalle persone che risultano positive per la prima volta. Tale valore va però raffrontato al numero di tamponi eseguiti per la prima volta, non al totale dei tamponi giornalieri (che includono quelli di controllo per fine quarantena, screening, …). Ad esempio, domenica 25 (https://public.flourish.studio/story/435616/?fbclid=IwAR38dR5lPPoEaMf5r1PNyE8dPHluhxkvhraZtt3fxu58cT73X3bTrG8bE48) i positivi sui tamponi eseguiti erano il 16,3%, ma i positivi sulle persone testate per la prima volta erano il 25%! È questo secondo dato quello interessante da riportare e monitorare.

    Infine, viste le oscillazioni giornaliere, per non creare vani entusiasmi il lunedì e gettare nello sconforto a metà settimana, conviene evidenziare la media mobile su 7 giorni e confrontarla col valore risalente ai 7 giorni precedenti (https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/192718035802009).

    Spero sia utile a tutti per farsi un’idea quanto più possibile trasparente dei dati.

  2. Scritto da Lucia67

    Va bene i tamponi, va bene i presidi per i tamponi, ma si ha bisogno di risposte immediate!!! Non si può fare un tampone e avere la risposta 8 GIORNI dopo… e per giunta positiva!! Nessuna chiamata da ATS INSUBRIA, NESSUNA MAIL, FASCICOLO SANITARIO di
    Regione Lombardia ad oggi mi dice che non è caricato nessun esito. NON SI PUÒ!! E non ci lamentiamo che ci sono in giro un un numero sconsiderato di contagiati.

    1. Scritto da Sissi2020

      Pensi che io sono 4 giorni che sto aspettando di essere chiamata per il tampone… Marito e amici positivi, io con sintomi… E nessuno si è neanche sognato né di fare una mappatura né di dirmi di stare in isolamento

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