Educazione alla Teatralità, nuove prospettive tra arti espressive, pedagogia e società

In questa società che ruolo possono avere le arti espressive? È convinto della loro necessità Gaetano Oliva, docente di Teatro d’Animazione e Drammaturgia presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Milano e Direttore Artistico del CRT “Teatro-Educazione” di Fagnano Olona

teatro franciscum

In questa società che ruolo possono avere le arti espressive? È convinto della loro necessità Gaetano Oliva, docente di Teatro d’Animazione e Drammaturgia presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Milano e Direttore Artistico del CRT “Teatro-Educazione” di Fagnano Olona.

«In questo periodo in cui i contatti e gli incontri con le altre persone hanno subito una profonda trasformazione ci siamo resi conto che abbiamo bisogno di socialità, di relazioni, siamo noi stessi relazioni, sensazioni. È profondo il legame che ci lega uno all’altro e tutti insieme. Anche al centro delle arti performative vi è una relazione personale tra individui (gli attori e gli spettatori) che porta ad un’apertura all’altro e all’essere con. Non si riduce ad un semplice scambio, ad una trasmissione di contenuti, ma crea un’esperienza di partecipazione affettiva e di reciprocità. L’attività teatrale stimola il bisogno di una conoscenza interpersonale che comporta una relazione in cui l’altro è riconosciuto nella sua dignità e accettato così com’è. Non vi è solo l’aspetto spettacolare, ma il fare teatro, soprattutto nella sua accezione laboratoriale, è un’occasione per crescere, per imparare facendo, con la convinzione che l’aspetto più importante consiste nel processo e non nel prodotto: la performance è solo la conclusione di un percorso formativo.

Un ultimo aspetto, oggi particolarmente urgente, è che il teatro può essere un luogo fisico e mentale in cui capire che è possibile cambiare determinate situazioni nella società in cui viviamo e in noi stessi. Le nuove generazioni ci stanno dimostrando un ritorno d’interesse per la cosa pubblica e che l’ideologia dell’individualismo estremo è fallimentare e non è più sostenibile né
lungimirante».

Il fare teatro, oltre alla sua valenza comunicativa e relazionale, può essere anche uno spazio di educazione e di formazione.

Sulla relazione tra aspetti espressivi e pedagogici si sviluppa da più di vent’anni la ricerca del Centro Ricerche Teatrali, CRT “Teatro-Educazione”, scuola di Teatro, Musica, Arti Visive e Animazione del comune di Fagnano Olona (VA). Una espressione di tale lavoro è il corso di formazione in “Educazione alla Teatralità”, giunto alla sua XXIV edizione, riconosciuto dal MIUR –direttiva 170/2016– come corso qualificato per la formazione per il personale della scuola.

Ce ne parla Marco Miglionico presidente del CRT “Teatro-Educazione” e tutor del Master “Azioni e Interazioni Pedagogiche attraverso la Narrazione e l’Educazione alla Teatralità” dell’Università Cattolica di Milano: «Lo specifico innovativo di questa scuola è l’idea che il “fare teatro” costituisca in sé un’esperienza formativa integrale per e con la persona. La finalità è quella di sviluppare nel teatro una consapevolezza dell’Io Sono che porti il singolo a sviluppare la propria creatività. La scuola si propone di fornire conoscenze teoriche e abilità operative per quanto concerne il teatro in ambito educativo. La spendibilità della figura professionale risulta elevata; infatti si riscontra che essa può operare nelle scuole di ogni ordine e grado, in contesti formativi, culturali, socio-educativi quali comunità, centri con utenza in situazione di disagio ecc., in ambito sia privato sia pubblico. Le attività sono state calibrate e ripensate in funzione della situazione attuale. Anche in questa situazione di distanza fisica – se non ancora di più, in particolare per le nuove generazioni – c’è bisogno di investire sulla propria capacità espressiva, creativa e relazionale. C’è bisogno di una pedagogia che promuova un nuovo umanesimo rimettendo la persona in contatto con il proprio corpo e con le proprie emozioni».

Il taglio didattico utilizzato rende il percorso idoneo a: insegnanti che intendono acquisire uno strumento didattico innovativo, operatori socioculturali, educatori professionali, socio assistenziali, psicologi, assistenti sociali, operatori culturali, artisti, operatori del campo teatrale, di arti espressive e performative; studenti e laureati in Scienze della Formazione, Psicologia, Scienze umane e filosofiche, Discipline Artistico – Umanistiche, Scienze Motorie, Scuole d’Arte drammatica, Conservatorio.

Per le sue peculiarità, per la forte valenza innovativa e immediatamente spendibile a livello professionale il corso ha avuto nelle diverse edizioni studenti provenienti da tutte le regioni del nord Italia. Il percorso formativo ha durata annuale da gennaio 2021 a dicembre 2021 (pausa estiva luglio e agosto) e si svolge tutti i sabati dalle 14:30 alle 18:30 presso la scuola primaria “Salvatore Orrù” in via Pasubio 16 a Fagnano Olona.

Al termine del percorso è prevista l’ideazione e la realizzazione di un Progetto Creativo, performance finale, esito visibile del percorso affrontato da ciascun allievo. Ai partecipanti che avranno superato l’esame finale, sarà rilasciato un Diploma di Scuola Civica in “Esperto in Educazione alla Teatralità”. Maggiori informazioni sul programma del corso sono visibili sul sito www.crteducazione.it . La brochure è scaricabile al seguente indirizzo:
http://www.edartes.it/doc/Volantino_CRT_TE_2020-2021.pdf

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 Ottobre 2020
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