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L’allattamento scelta green e di salute, anche al tempo del Covid19

La settimana mondiale per l'allattamento si celebra dal 1 al 7 ottobre. Gli ospedali varesini partecipano a uno studio. Latte materno sicuro anche in pandemia

allattamento

L’allattamento si prende cura del Pianeta” è il motto della Settimana mondiale per l’allattamento (Sam) 2020 che si celebra dal 1 al 7 ottobre. “Il latte materno è naturale, rinnovabile ed ecocompatibile; proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento crea le condizioni per uno sviluppo sostenibile”, spiegano i promotori lanciando #SAM2020 (cui sono legati quest’anno alcuni specifici eventi in provincia), sostenuto anche dalla Commissione allattamento della Sin (Società italiana di neonatologia) presieduta da Massimo Agosti, direttore del Dipartimento materno-infantile dell’Asst Sette Laghi.

Generico 2018

“Dal punto di vista ambientale allattare al seno permette di risparmiare in biberon e piccole attrezzature connesse al suo utilizzo, risparmiare in confezioni, emissioni per la produzione, carburante per il trasporto – spiega Agosti – Ma soprattutto allattare è sempre un investimento sia per la salute del neonato e dell’adulto che sarà, sia per la salute della mamma. E volendo anche questo ha il suo risparmio sul consumo – e quindi produzione – di medicine”. Un investimento di salute anche durante questa pandemia da Covid19. Diversi studi (da cui da ultimo quello italiano pubblicato dalla rivista Frontiers in Pediatrics) dimostrano che il latte materno è sicuro, anche in caso di positività della mamma. Purché si adottino tutte le precauzioni del caso (mascherina, lavaggio mani, pulizia e disinfezione di oggetti e superfici).

Nonostante medici, ostetriche ed esperti abbiano sempre incentivato l’allattamento al seno, anche a marzo, nel pieno del lockdown, di fatto il sostegno all’allattamento al seno ha subito una battuta d’arresto negli ultimi mesi, come evidenziato dai risultati di una survey della Commissione Allattamento della Sin su una selezione di 10 ospedali italiani tra cui Varese, Cittiglio e Tradate (oltre a Milano-Mangiagalli, Trieste, Torino-Regina Margherita, Firenze-Careggi, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Palermo-Ospedali Riuniti, Reggio Calabria): “Pur rimanendo forte e quasi unanime l’incoraggiamento ad allattare al seno, le scelte pratiche di isolare la donna durante il travaglio, il parto e il puerperio e la riduzione del “pelle a pelle” (la prassi di lasciare il neonato a contatto diretto con la pelle della madre appena venuto al mondo, ndr), possono costituire degli importanti impedimenti ad un corretto e fisiologico avvio della lattazione”, spiega Agosti.

Altro dato meritevole di riflessione è quanto emerso dalla narrazione delle puerpere sull’esperienza in ospedale: grandi disagi, solitudine e stress della donna conseguente alla limitazione sino al divieto ai familiari anche stretti di poterle stare accanto. “L’insieme di questi dati suggerisce la necessità di monitorare l’andamento dell’allattamento e più in generale delle pratiche ospedaliere, anche per renderle meglio tollerabili dalle famiglie”, conclude Agosti sottolineando che la pandemia “non deve far perdere di vista – né tantomeno ostacolare – il ruolo fondamentale di prevenzione psicofisica da parte del latte materno”.

In quest’ottica il Dipartimento materno infantile di Varese sta lavorando ad esempio per attivare il “Virtual breastfeeding support”, ovvero il sostegno via web alla mamma che allatta attraverso delle videochiamate da parte delle ostetriche che possono valutare, anche a distanza posizione, attacco e ritmo della poppata, suggerendo eventualmente diverse posizioni o strategie per facilitare la naturale suzione da parte del bambino.

 

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Pubblicato il 01 Ottobre 2020
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