I locali di fronte alla sfida del coprifuoco: “Apriamo prima, ma resta l’incertezza del futuro”

La nuova ordinanza di Regione Lombardia, in vigore da giovedì, è stata emanata per limitare assembramenti e frenare i contagi, ma richiede ancora uno sforzo a chi gestisce circoli culturali e locali

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Il Coronavirus cancella anche il sabato sera: niente concerti fino a tardi, niente birre al banco o chiacchiere senza distanziamento. Niente drink bevuti sui gradini o spettacoli dopo una certa ora. Il coprifuoco scatta alle 23 e a quell’ora bisogna essere tutti a casa, ancora prima di Cenerentola. A pagarla è certamente la voglia di divertimento, ma ancora di più le casse dei locali e le attività culturali.

La nuova ordinanza di Regione Lombardia, in vigore da giovedì, è stata emanata per limitare assembramenti e frenare i contagi, ma richiede ancora uno sforzo a chi gestisce circoli culturali e locali.

«Economicamente è una mazzata», chiarisce senza mezzi termini Francesco Tosi del Circolo Gagarin di Busto Arsizio. «In questi mesi ci siamo adeguati a tutte le normative. All’interno del locale vengono rispettate le disposizioni anti contagio, la chiusura anticipata significa perdere soltanto in termini di ricavi». Nonostante la fatica si cerca di adattarsi, un’altra volta: «Non sappiamo come andranno le prossime settimane e se ci saranno altri cambiamenti. Al momento stiamo cercando di riprogrammare tutte le nostre rassegne in orari praticabili. Stiamo pensando di aprire intorno alle 16, almeno nel fine settimana, anticipare i concerti e quindi l’aperitivo. Questo cercando di distribuire i diversi flussi all’interno del locale». Un lavoro non scontato, anche considerando che a fronte di tanto impegno il pubblico potrebbe non rispondere come sperato.

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«Abbiamo già notato un sensibile calo di presenze. Siamo coscienti della situazioni e dei motivi che hanno portato la Regione a questa decisione, ma è ovvio che mette i locali in difficoltà», spiega, ad esempio, Andrea Franzioni del Circolo Quarto Stato di Cardano al Campo. «La chiusura anticipata è certamente un problema. Avevano intenzione di assumere altro personale e invece ci troviamo a ridurre gli orari dei dipendenti. Intanto apriremo prima».

Una formula che potrebbe funzionare, se non fosse che molte volte le idee si scontrano con la realtà: «Non abbiamo prospettive, non sappiamo come andrà, il mondo della cultura è sostanzialmente fermo e poco considerato. Siamo nuovamente in un limbo», conferma Stefano Morandini di MadBoys Eventi e Cantine Coopuf di Varese. «Nonostante la situazione abbiamo deciso di riaprire lo spazio di Via De Cristoforis con un una rassegna di piccoli eventi, a partire da fine novembre e con appuntamenti più grossi al Cinema Nuovo di Viale dei Mille (il 4 dicembre c’è il concerto di Marianne Mirage). Ovviamente sempre che le cose restino come ora».

Il Circolo The Family di Albizzate invece, ha annullato la programmazione di musica dal vivo e la tradizionale festa delle cantine. «La situazione è cambiata molto velocemente, riteniamo che al momento vada evitata ogni occasione di rischio. Ci sarà tempo per tornare ad essere quel luogo di aggregazione che siamo sempre stati e che vogliamo continuare ad essere», spiega il direttivo. Resta quindi aperta la ristorazione. Il locale iComHub a Turate invece, non rinuncia alla musica di David Bowie e questo fine settimana propone un tributo del grande artista e altri eventi. Il tutto anticipato alle 20 e nel rispetto delle norme anti contagio. Insomma, ci si prova un’altra volta. Sperando che non si dimentichino le difficoltà di un settore che non è solo divertimento.

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 24 Ottobre 2020
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