“Lonate sia presidio di legalità, dobbiamo tenere sempre alta la guardia”

Le riflessioni della Consulta per la legalità di Lonate Pozzolo riguardo alla puntata di Report sulla 'Ndrangheta nel Varesotto: "Dobbiamo rendere la legalità un tema continuativo"

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Le recenti puntate di Report andate in onda su Rai 3 e le dichiarazioni dell’ex sindaco Danilo Rivolta sono per la Consulta per la legalità di Lonate Pozzolo motivo di riflessione profonda in merito all’operato di sensibilizzazione al tema ‘Ndrangheta da portare avanti.

I membri della consulta si sono riuniti per via telematica mercoledì 27 ottobre e di certo non sono mancati commenti e confronti su quanto trasmesso dai Rai 3.

«Alla luce di quanto trasmesso da Report è necessario che la Consulta informi su quanto c’è ora di buono, su quanto le cose sono cambiate e di quanto l’amministrazione attuale stia lavorando in questo senso. Bisogna poi valorizzare il desiderio della maggioranza dei lonatesi onesti che l’anno scorso sono scesi in piazza a manifestare per la legalità (la foto in copertina, infatti, risale proprio a quella marcia cittadina)», hanno affermato, «in quanto l’immagine del territorio ora è percepita come estremamente negativa; bisogna ben comunicare le distanze prese dalla nostra attuale amministrazione rispetto a quello che traspare dall’inchiesta televisiva, altrimenti vincono sempre i soliti».

Report e ‘ndrangheta, Rosa: “Lonate non è più così”

Anche la sindaca, Nadia Rosa, ha espresso questo proposito e ha aggiunto un “rammarico” riguardo a quanto trasmesso da Report: «Sono state tralasciate delle cose che in realtà interessano solo a chi vive Lonate e non a Rai 3. Secondo me comunque il giornalista, a fine trasmissione, avrebbe dovuto sottolineare il fatto che il “cavallo” di Caianiello nel 2018 non ha vinto».

Secondo i membri della consulta Lonate meriterebbe un’attenzione continuativa al tema della legalità, «in modo da sensibilizzare tutta la cittadinanza tramite dei piccoli gesti di legalità che non faccia sentire soli i locatesi onesti: stare vicini è il primo passo». «Nel nostro comune ultimamente abbiamo avuto ulteriore prova dell’illegalità – ha continuato Rosa – credo sia sempre importante tenere alta la guardia: io vedo che ci sono alcuni segnali di tentativi di visibilità che ritengo poco opportuna. Tutti noi dobbiamo tenere alta la guardia e opporci a certi modi di fare e comportamenti».

IL CICLO DI INCONTRI “LA ‘NDRANGHETA FRA NOI”

I membri hanno poi discusso riguardo la possibilità di rimandare l’incontro con la dottoressa Alessandra Dolci, la coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano – promosso dal ciclo “La ‘Ndrangheta fra noi”, che da un anno a questa parte ha costituito diversi momenti di riflessione per la cittadinanza sul radicamento della mafia calabrese nelle zone di Malpensa – fissato per il 19 novembre.

«Il ciclo mirava a fornire una “conoscenza culturale” sul tema ‘Ndrangheta – ha spiegato Rosa – la serata probabilmente sarà spostata, avevamo avuto l’opportunità di organizzare un incontro a Lonate con la dottoressa Dolci per la serata del 19 novembre, spostando nel nostro comune gli eventi da Ferno». «Era un incontro pensato come uno sviluppo ulteriore del ciclo di incontri realizzati a Ferno», ha esordito il giornalista Paolo Rossetti, «ci è sembrato logico – dato che volevamo prendere l’indirizzo della cronaca – andare a chiedere chi si occupa delle indagini. Potrebbe darci una spiegazione ulteriore dei fatti di cronaca già usciti sugli articoli di giornali e sulle indagini di Report, facendo capire qual è la presenza della ‘Ndrangheta sul nostro territorio».

«Per attualizzare la cronaca può essere utile avere un quadro più aggiornato della situazione, oltre che i consigli su come comportarci verso questi fenomeni: ci sono episodi abbastanza gravi», ha concluso Rosa.

La serata probabilmente verrà rinviata a causa delle nuove norme del Dpcm del 26 ottobre, senza che venga “sostituita” dalla modalità online.

 

La ndrangheta tra noi

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 28 Ottobre 2020
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