Nella riorganizzazione per l’emergenza coronavirus, l’ospedale di Varese sospende il trauma center

Nell'ultima disposizione regionale che introduce la "fase 3", il centro di alta specializzazione del Circolo, uno dei sei lombardi, viene sospeso e le attività spostate all'istituto ortopedico Galeazzi di Milano. La misura necessaria per aumentare i posti letto Covid

trauma center

L’emergenza Covid riscrive la rete ospedaliera lombarda. Con il livello organizzativo 3 sono stati decisi i presidi maggiormente coinvolti nella cura di patologie e casi “tempo dipendenti”.

Nella riorganizzazione l’asst Sette Laghi perde il CTS “trauma center” (centro traumi di alta specializzazione) l’offerta in urgenza per la traumatologia che offre insieme ad altri 5 presidi lombardi ( Ospedali Civili di Brescia, Ospedali Riuniti di Bergamo, il Policlinico San Matteo di Pavia, Niguarda e ospedale San Gerardo di Monza). Le attività del presidio varesino sono state trasferite al Galeazzi di Milano, istituto prettamente ortopedico.

La scelta lombarda ha colto di sorpresa l’ospedale varesino: all’interno di un trauma center, infatti, collaborano diverse specialità che non sono presenti al momento all’istituto ortopedico milanese. Le componenti fondamentali di un SIAT sono: la Terapia Intensiva Generale e di Neurorianimazione, la Sala Angiografica h24, la Sala di Emodinamica h24, la TC multistrato, il Laboratorio per le urgenze attivo h24, l’elisuperficie utilizzabile anche di notte, le Sale Operatorie dedicate alle urgenze, una Risonanza Magnetica e medici d’urgenza, chirurghi, anestesisti, cardiochirurghi, neurochirurghi, chirurghi della mano, ortopedici, ginecologi, cardiologi, cardiologi interventisti, radiologi, neuroradiologi, chirurghi plastici e chirurghi toracici, urologi, endoscopisti.

La nuova delibera regionale prevede che con l’attivazione del livello 3 delle Reti Tempo Dipendenti e di Alta Specializzazione, per ogni tipologia di rete, le Direzioni aziendali dei Centri che sospendono temporaneamente l’attività devono prendere contatti con le Direzioni dei Centri che restano pienamente operativi, per definire le modalità di gestione delle procedure urgenti e una riorganizzazione in base alle risorse disponibili In questo modo, il trasferimento diretto del paziente ma anche la possibilità per le equipe del Centro che temporaneamente sospende l’attività di effettuare le procedure presso il Centro attivo dove il paziente continuerà poi la degenza intensiva/sub-intensiva.

Varese, quindi, sacrifica il suo trauma center con annessa attività neurochirurgia per “consentire un immediato ampliamento della ricettività intensiva”.

In Regione Lombardia si lavora per ampliare le disponibilità ricettive di pazienti COVID. La crescita della curva dei contagi fa prevedere che si debba predisporre un incremento di circa 200 letti di TI da dedicare a pazienti COVID (prevalentemente all’interno degli 18 HUB COVID) e di circa 2.200 posti letto acuti (tra cui un 10 – 15 % di letti con possibilità di assistenza ventilatoria non invasiva) da distribuire negli Ospedali HUB e non HUB, oltre ad un incremento di ca 1.000 letti sub acuti e di Comunità/Sorveglianza, prevalentemente nelle strutture sanitarie di base. In sintesi, « è prioritario raggiungere il livello atteso di ca 4.000 letti ordinari e ca 450 letti di TI entro mercoledì 28/10/20: dopo questa fase di implementazione sarà possibile valutare eventuali ulteriori indicazioni relative alla attività programmata».

La nuova rete dell’emergenza individua gli ospedali che fanno da punto di riferimento regionale a seconda della patologia:
· per la rete STEMI, l’individuazione del San Paolo in sostituzione del San Carlo, la sospensione dell’attività STEMI nel Presidio S. Fermo di Como, e l’inserimento del Policlinico San Donato,
· per la rete STROKE, l’inserimento del San Carlo, già riferimento CTZ con NCH, e la sospensione dell’attività STROKE nel Presidio Manzoni di Lecco,
· per la rete delle Cardiochirurgie, l’inserimento del Policlinico San Donato,
· per la rete Trauma, l’inserimento dell’Istituto Galeazzi e la disattivazione del CTS con contestuale sospensione temporanea della attività di NCH dell’Ospedale di Circolo di Varese per consentire un immediato ampliamento della ricettività intensiva.

Nella nuova decisione si prende atto che l’emergenza è concentrata soprattutto nel capoluogo lombardo e zone limitrofe. Da qui l’accelerazione per l’apertura dell’ospedale in Fiera a Milano da una parte e di quello in fiera a Bergamo dall’altra.
Tutti gli Ospedali HUB COVID individuati con la DGR 3264 del 16/6/2020 vengono direttamente coinvolti nella gestione dei moduli e tali HUB, dopo aver individuato un proprio Referente medico e uno Referente delle Professioni sanitarie, con responsabilità clinica, assistenziale e di gestione delle risorse umane e strumentali afferenti al Modulo, si faranno carico di organizzare la presenza H24 di un’equipe medica, infermieristica e di supporto per i bisogni assistenziali dei pazienti ricoverati nel “Modulo” di competenza. Anche le aziende ospedaliera varesine, dunque, sono chiamate a fare la propria parte.

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Pubblicato il 27 Ottobre 2020
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  1. Scritto da giuliominoja

    Sono indignato.
    La (temporanea?) perdita del Trauma Center spostato dal nostro Ospedale all’Istituto Galeazzi, Gruppo San Donato, è un ulteriore schiaffo alla nostra Sanità pubblica.
    E’ una riorganizzazione assurda, che non tiene conto di tutta la casistica traumatologica di una vasta area a nord di Milano. Da un Ospedale come quello di Varese, dotato di tutte le superspecialità e di una elisuperficie abilitata anche per il volo notturno, vengono dirottati casi che in emergenza dovranno raggiungere il centro di Milano via terra.
    Sono consapevole della portata dell’emergenza Covid-19, ma credo che le attività più vitali dei grandi Ospedali non possano essere ridotte o sospese, mettendo a rischio la salute dei cittadini.

    Dott. Giulio Minoja
    già Direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione
    della ASST Settelaghi
    Varese
    email: giuliominoja@gmail.com

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