Whirlpool comunica la chiusura della fabbrica di Napoli. Continuano presidi e scioperi a Cassinetta

Le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il presidente del consiglio, mentre la direzione di Whirlpool Emea comunicava la cessazione definitiva della produzione del sito di Napoli. La rsu di Fim, Fiom e Uilm dello stabilimento di Cassinetta ha annunciato nuove mobilitazioni

È decisamente un autunno caldo quello che sta attraversando Whirlpool. Stamani, venerdì 30 ottobre, ci sono stati due presìdi, uno della Fiom allo stabilimento di Cassinetta di Biandronno, con il blocco della portineria centrale, l’altro di Fim e Uilm davanti alla prefettura di Varese, per protestare contro una vertenza che da quasi due anni agita le acque in casa della multinazionale americana.
Al centro della contestazione c’è il mancato rispetto del piano industriale sottoscritto dalle parti sociali nel 2018, che prevedeva una serie di investimenti in Italia e soprattutto non prevedeva la chiusura dello stabilimento di Napoli dove Whirlpool produceva lavatrici di alta gamma. Una storia complicata, che affonda le sue radici nel Piano per l’Italia, arrivata alla resa dei conti.

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Il 30 ottobre non è stato solo il penultimo giorno di vita dello stabilimento campano, ma anche il giorno in cui il governo ha incontrato in videocollegamento le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil per confrontarsi sulla vertenza. Il presidente del consiglio ha garantito la massima disponibilità nonostante il caso Whirlpool «appaia tutto in salita». Secondo quanto riferito da alcune agenzie di stampa, Giuseppe Conte si sarebbe confrontato telefonicamente anche con i vertici della corporation, ma alla fine è arrivata inesorabile alle parti sociali la comunicazione aziendale della cessazione di tutte le attività del sito di Napoli.

“La direzione di Whirlpool Emea spa comunica la cessazione di tutte le attività produttive presso lo stabilimento di Napoli, con effetto alle ore 00:01 del 1° novembre 2020. Da tale momento i Dipendenti saranno esentati dal rendere la propria prestazione lavorativa presso il sito, fermo restando il mantenimento del rapporto di lavoro in essere. Con effetto dal 1° novembre, l’azienda pagherà la piena retribuzione ai Dipendenti fino al 31 dicembre 2020 con riserva di ulteriori valutazioni successive a tale data. L’accesso ai locali aziendali sarà consentito soltanto previa richiesta scritta autorizzata dalla direzione, per i soli fini del legittimo esercizio dei diritti sindacali derivanti dal CCNL o altre comprovate esigenze personali, e nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza vigenti. Qualsiasi accesso non autorizzato sarà perseguito a termini di legge”.

CONTINUA LO STATO DI AGITAZIONE
In mattinata il blocco della portineria centrale da parte della Fiom ha impedito ai camion in entrata di approvvigionare le linee di produzione, mentre i delegati Fim e Uilm si sono radunati davanti alla prefettura, luogo di rappresentanza del governo sul territorio. Due iniziative in difesa dei colleghi di Napoli e di quelli di tutti gli stabilimenti italiani, con un’attenzione particolare agli impiegati «incentivati all’esodo», cioè all’uscita con un incentivo in denaro, per usare una definizione tipicamente sindacale.
Lo stato di agitazione nei siti produttivi di Whirlpool continuerà anche nei prossimi giorni con presìdi, blocco degli straordinari, flessibilità e scioperi. La rsu di Fim, Fiom e Uilm di Cassinetta di Biandronno ha già deciso un altro presidio a tutti gli ingressi della fabbrica per sabato 31 ottobre  e per giovedì 5 novembre uno sciopero di 8 ore.

Vertenza Whirlpool, due presìdi: in fabbrica e in prefettura

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 30 Ottobre 2020
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