Dopo l’alluvione a Maccagno gli impianti della Forcora rimessi a nuovo

Gli skilift tornano a funzionare, nell’attesa della neve e del miglioramento delle condizioni sanitarie. “Investiamo sul ritorno alla normalità”

forcora, gli impianti messi a nuovo dopo l'alluvione

Sei pronto con gli impianti per assicurare discese spensierate a un passo da casa, e non nevica.

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Hai l’impianto fuori uso per via del maltempo, e sicuramente nevicherà.

Al netto del covid e di quanto ne consegue per le misure legate al confinamento che al principio di dicembre potrebbero venir attenuate, era la «legge di Murphy» a incombere sui mille e cento e passa metri della Forcora ora però pronta per essere battuta dagli sci.

È vero: il covid monopolizza quasi tutte le attenzioni dell’informazione e  pure gli sforzi delle amministrazioni che stanno facendo i conti con la seconda ondata pandemica ma anche per tenere accesa una luce di speranza capace di illuminare il lento ritorno alla normalità.

Così la scommessa di Maccagno con Pino e Veddasca è stata quella di poter ridare funzionalità agli impianti di risalita – unici della provincia – fra Forcora e monte Cadrigna.

Impianti che ora sono  tornati ad essere funzionanti.

Ma facciamo un passo indietro.

Bisogna tornare alla fine di agosto per vedere le mani nei capelli dei gestori dell’impianto dopo i tragici eventi alluvionali (tragici poiché poco più a valle si è consumata la tragedia della morte di un escursionista travolto da un torrente, al Lago Delio).

In vetta alla montagna la situazione era disastrosa, con gli impianti resi inutilizzabili dal maltempo e l’sos del sindaco che suonava più come una speranza: «Qualcuno ci aiuti».

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Richiesta vana, «nessuno ha mosso un dito, e allora ci siamo arrangiati come potevamo, del resto i preventivi per gli interventi parlavano di spese importanti, circa 125 mila euro», spiega Passera.

Passano i giorni e i lavori vengono realizzati con fondi propri del comune, fino a qualche giorno fa quando gli scavatori hanno terminato l’opera di sistemazione, restituendo agli impianti la piena operatività.

«Non volevamo farci trovare impreparati di fronte alla possibilità di una possibile apertura che forse oggi potrebbe suonare strana, nel momento in cui viene chiesto a tutti lo sforzo di stare a casa ed evitare la propagazione del virus ma che, per ipotesi, fra un paio di mesi e con la neve rappresenterebbe un’occasione d’oro per tornare a vivere un po’ di normalità nelle nostre valli»

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Pubblicato il 18 Novembre 2020
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