Le “fiabe al citofono” scaldano il cuore dei piccoli in quarantena a Busto Arsizio

Decine i bimbi svegliati domenica mattina da una voce narrante che li ha fatti sognare. Le fiabe? “Aiutano a orientarsi in momenti come questi perché sono cornici di senso"

«Pronto? Sono qui per raccontarti una fiaba».

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Le \"fiabe al citofono\" lette ai bimbi di Busto in quarantena 4 di 4

Da una parte c’è un bimbo incredulo che magari ancora in pigiama si stropiccia gli occhi mentre ascolta con la cornetta del citofono in mano.

Dall’altra un signore che legge, con le parole che danno forza, in un momento difficile per tutti, specialmente per i più piccoli.

Il bel sole d’autunno l’ha fatta diventare, in alcuni casi, una baby serenata dedicata ai bimbi costretti in casa non solo dal lockdown, ma anche dalla quarantena.

Per chi non ha la fortuna di un balcone che s’affaccia direttamente sulla strada, invece, è stato il pretesto per sperimentare con grande successo le “fiabe al citofono“ che sono state lette a decine di bambini di Busto Arsizio dagli educatori della cooperativa “Villaggio in città“.

L’iniziativa era stata lanciata nei giorni scorsi e le prenotazioni non son tardate ad arrivare e dunque già dalla mattina di domenica la fiaba a domicilio è arrivata a diversi bambini di Busto Arsizio.

Ma diverse sono state anche le prenotazioni via whatzapp che hanno consentito di far girare una fiaba animata e raccontata da una voce narrante (vedi il video).

Ma perché una fiaba? «Perché nel momento che siamo vivendo c’è bisogno di certezze per tutti, soprattutto per i più piccoli», spiega Enza Schillaci, 48 anni, presidentessa di “Villaggio in città“.

Le \"fiabe al citofono\" lette ai bimbi di Busto in quarantena

Si, ma cosa dire ai bambini? «Quello di cui hanno più bisogno, dare un senso. Le fiabe sono delle cornici di senso, la fiaba ti cura in un momento di malessere ed è un modo di comunicare attraverso il pensiero narrativo».

Così questa mattina l’attore Elis Ferracini (voce al citofono) ha letto “Alice cascherina“, “Gli odori dei mestieri“, “Una scuola grande come il mondo“, “Il giovane gambero“, “La strada che non andava in nessun posto“, fiabe tratte da “Favole al telefono“ di Gianni Rodari nell’anno che ricorda il centenario della sua nascita (e il quarantesimo della scomparsa, il 14 aprile del 1980): «Ci riconosciamo molto nel suo modo di raccontare», dicono dalla cooperativa.

La versione on line, con l’animazione video curata da Francesca Lavonesi è invece tratta dalla fiaba di “Giacomino di Cristallo“.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 22 Novembre 2020
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