“Canestri di storia” su Instagram: Venezia – Varese

Sono 97 i precedenti disputati tra la Reyer e l'attuale Openjobmetis: prima del 98° confronto - domenica 20, ore 18 - proponiamo tre fotografie del passato. Ci sono Rico Garbosi, Giancarlo Gualco e Andrea De Nicolao

Basket canestri di storia

Il prossimo turno del campionato di Serie A di basket vede la Pallacanestro Varese impegnata (domenica 20, ore 18) con l’ultima squadra capace di vincere lo scudetto, la Reyer Venezia, campione d’Italia 2019. Un duello molto sentito da parte dei due sponsor, Openjobmetis e Umana, concorrenti nel campo del lavoro somministrato (ma Rosario Rasizza e Luigi Brugnaro sono in buoni rapporti personali, tanto da scherzare sull’esito delle partite) ma anche una partita storica per il basket italiano.

Pur con diverse interruzioni, il cammino tra Varese e Venezia ha attraversato diverse epoche tanto da arrivare a 97 precedenti già disputati, con i biancorossi in netto vantaggio (61-34) anche grazie a un paio di inattese vittorie esterne avvenute di recente. Sulla bilancia però ci sono anche due sfide maledette, quelle dei primi anni Novanta quando la Reyer prima condannò la Ranger alla A2 e poi le impedì il rapido ritorno nella massima categoria.

Per il nostro percorso “Canestri di Storia”le foto a cui facciamo riferimento sono disponibili sul profilo Instagram di VareseNews – cominciamo però con un personaggio nato in Laguna ma poi divenuto fondamentale nella storia di Varese: Enrico Garbosi. Classe 1916, nato proprio a Venezia, Garbosi conquistò da giocatore due scudetti in maglia Reyer, quelli “di guerra” del ’42 e del ’43; appese le scarpe al chiodo divenne prima c.t. della nazionale femminile e tecnico della Comense “rosa”, poi allenò proprio la Reyer e infine giunse a Varese. Nel 1961 la sua Ignis portò sotto al Sacro Monte il primo, storico, titolo tricolore. Sempre a Varese – dove vive tutt’ora la sua famiglia, compresa la signora Miriam, sua moglie – guidò anche la Robur in Serie A. Scomparso troppo presto, nel 1973, sopravvive non solo nel ricordo di chi lo ha conosciuto ma anche nel grande torneo giovanile di Pasqua organizzato dall’amico Paolo Vittori. Uno dei suoi figli, Fabrizio, ha a sua volta intrapreso una bella carriera da tecnico.

Seconda immagine, restiamo nell’ambito del bianco e nero per trovare uno dei personaggi fondamentali della storia della Pallacanestro Varese: Giancarlo Gualco. Non però nelle vesti di direttore sportivo vinci-tutto con la Ignis, ma di giocatore: nell’occasione ha il numero 6 sulla schiena ed è sul campo della palestra di via XXV Aprile in un match contro Venezia del torneo 1950-51: Varese era una società giovanissima e da poco nella massima divisione, la Reyer invece aveva già in bacheca i due scudetti dei tempi di Garbosi. Gualco, nato nel 1931 in Francia, nel 1967 divenne general manager della Ignis. Si è spento nel 2014 e a lui è dedicata la sala conferenze del palasport di Masnago.

GUARDA LE FOTO sul profilo Instagram di VareseNews

Chiudiamo con una foto dai molti “destini incrociati” scattata nel corso dei playoff 2013, quelli degli “Indimenticabili” guidati da Frank Vitucci. Il protagonista è Andrea De Nicolao, allora play di riserva della Cimberio alle spalle di Mike Green che nei quarti di finale affrontò e batté per 4-1 l’Umana. Oggi Andrea è proprio uno dei registi della formazione orogranata con la quale ha vinto uno scudetto, una Coppa Italia e una Fiba Europe Cup: in biancorosso al giorno d’oggi c’è un altro De Nicolao, Giovanni, il fratello minore (ha cinque anni in meno) che spera di ripercorrere la stessa strada. E magari di vincere il derby familiare che si disputerà al Taliercio.

CANESTRI DI STORIA – La rubrica in collaborazione con Pallacanestro Varese

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 18 Dicembre 2020
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