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Dai casinò ai ristoranti: nuove misure in Ticino per abbattere i contagi

L'epidemia rallenta troppo lentamente, per questo motivo da oggi scatteranno nuovi provvedimenti

Foto Ticino con bandiera svizzera

La diminuzione dei contagi, in Canton Ticino, è ancora lenta. Per questo il Consiglio di stato ha deciso un nuovo giro di vite. Da oggi (mercoledì 9), scatta la chiusura anticipata alle 19 per i bar, alle 22 per ristoranti, kebab e tutte le attività che vendono specialità da asporto. Chiusura anticipata alle 22 anche per casinò, case da gioco, sale biliardo, tombola e sale da gioco in generale. Vietata la prostituzione, a domicilio e nelle camere d’albergo, dalle 22 alle 6 del mattino.

Le restrizioni arrivano dopo il monito del Consiglio federale ai Cantoni nei quali la discesa dei contagi sta andando a rilento, tra i quali il Ticino, e l’invito ai governi locali di adottare nuove misure di contenimento. E fra qualche giorno potrebbe andare peggio, visto che da Berna annunciano nuove misure da concordare entro venerdì 11 con i governi cantonali in vigore da sabato 12.

I provvedimenti in vigore da oggi hanno suscitato critiche, per motivi opposti, da Gastroticino, l’associazione dei ristoratori, e da Mps (Movimento per il socialismo). Per Massimo Suter, presidente di Gastroticino e vicepresidente e vicepresidente di Gastrosuisse le nuove restrizioni colpiscono un settore già provato.

Mps aveva criticato le misure annunciate lunedì come troppo blande e plaude al giro di vite annunciato a Berna: “Il Consiglio federale ci ha dato ragione”.

Il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri, invece, in un’interpellanza presentata in parlamento a Berna chiede come mai non siano previste restrizioni alle frontiere: “Nessuna restrizione viene applicata all’accesso di frontalieri e padroncini. Questa totale mancanza di limitazioni agli ingressi dall’Italia ha ovvie conseguenze anche sull’occupazione dei mezzi pubblici, sugli assembramenti, eccetera”. Quadri chiede anche se le nuove misure del consiglio federale, limitate al solo territorio svizzero, non siano state “dettate da pressioni internazionali”.

Sulla mobilità transfrontaliere è mobilitato da giorni il gruppo Facebook delle famiglie separate dal confine che lamentano l’impossibilità di raggiungere i congiunti in Italia. Nei giorni scorsi è partita una lettera al premier italiano Conte per sapere se, il confine con le regioni gialle, può essere varcato e anche una moratoria per il 25 e il 26 dicembre.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Dicembre 2020
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