Il vaccino consegnato all’ospedale Niguarda: verrà suddiviso in fiale e spedito in tutte le province

Consegnate al personale dell'ospedale milanese le 324 fiale da cui verranno ricavate le 1620 dosi destinate a tutti i presidi delle città capoluogo lombarde

Sono arrivate questa mattina, domenica 27 dicembre,poco prima delle 8 all’ospedale milanese di Niguarda le prime 324 fiale di vaccino anti-covid destinate alla Lombardia. Sono state trasportate dalla caserma dell’esercito di Solbiate dove sono state custodite la notte scorso, da un mezzo militare scortato dai Carabinieri.

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Ad attenderle in un simbolico passaggio di consegne il direttore generale dell’ospedale, Marco Bosio, e i vertici delle Forze dell’Ordine e Militari. Le fiale, dalle quali saranno ricavate le 1.620 dosi destinate agli ospedali lombardi, sono poi state trasferite alla farmacia dell’ospedale e prese in consegna dall’equipe del dottor Alberto Medaglia per essere poi suddivise e caricate sulle macchine di Areu che le trasporteranno negli altri 13 punti della Lombardia dove, nel pomeriggio, cominceranno le vaccinazioni.

Anche all’ospedale di Circolo di Varese, dopo una breve cerimonia alle 15 con le autorità istituzionali lombarde e cittadine ma anche alla presenza di un rappresentante dell’Unione Europea, inizierà la vaccinazione a 50 persone scelte tra i sanitari e chi opera in prima linea. A inaugurare la giornata vaccinale sarà il professor Paolo Grossi primario delle malattie infettive.

A Niguarda, invece, in mattinata, vengono somministrate le prime dosi a persone ‘simbolo’ e sempre in prima linea durante la pandemia. Fra queste Adele Gelfo, la OSS che ha sempre lavorato in terapia intensiva; Grazie Fresta, in rappresentanza degli addetti ai servizi e numerosi medici, infermieri, personale sanitario e soccorritori.

I militari dell’Esercito appartenenti al Comando NATO di Milano avevano prelevato ieri sera dall’aeroporto di Linate, i primi 1620 vaccini portandoli successivamente nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona dove sono stati sorvegliati dai militari del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della Nato in Italia. Un momento significativo molto atteso dalla cittadinanza che segna, dopo un anno di dolore e impegno, i primi passi di un nuovo percorso nel contrasto alla pandemia.

Operazione Eos
Il piano predisposto dal Comando di Vertice Interforze della Difesa, su richiesta del Commissario Straordinario Arcuri e in stretta cooperazione con la sua struttura, prevede una prima fase in cui i militari hanno distribuito nell’intero Paese, anche con l’utilizzo di velivoli militari decollati da Pratica di Mare, le prime 9.750 dosi del vaccino inizialmente stoccate presso l’ospedale Spallanzani di Roma. Impiegati complessivamente 5 aerei, 60 autoveicoli e circa 250 militari. Le successive dosi di Pfizer, così come previsto dal Piano Vaccini, saranno consegnate direttamente dalla casa farmaceutica ai 300 siti di somministrazione individuati dalla Struttura commissariale in accordo con le Regioni.

Nel corso del Vaccine Day al Niguarda sono stati vaccinati anche due medici dell’Esercito, un uomo e una donna, effettivi rispettivamente al Centro Ospedaliero Militare di Milano ed al Corpo d’Armata della Nato, impegnati nel contrasto alla pandemia a Codogno, a Lodi e presso i Drive Through della Difesa. 

Nella seconda fase dell’Operazione Eos, non appena disponibili i vaccini delle altre case farmaceutiche (AstraZeneca, Moderna, etc), le Forze Armate in base alle indicazioni fornite dal Commissario Straordinario saranno impegnate nel trasporto logistico su tutto il territorio nazionale. L’hub principale, per lo stoccaggio delle dosi, sarà presso l’Aeroporto di Pratica di Mare da dove partiranno per raggiungere i 21 “Sub Hub”, strutture militari dislocate in tutte le Regioni che garantiscono le necessarie misure di sicurezza. La base operativa di Solbiate Olona del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della Nato in Italia sarà il Sub Hub di riferimento per la regione Lombardia, da qui partiranno le dosi per raggiungere le farmacie degli ospedali in tutte le province.

Il NATO Rapid Deployable Corps Italy, in questi mesi di grande difficoltà per il Paese, ha reso disponibili personale, strutture e materiali per supportare l’enorme sforzo sostenuto della sanità lombarda in concorso alla protezione civile ed alle autorità locali. Numerosi, infatti, sono stati i concorsi forniti dalle donne e dagli uomini del Comando NATO lombardo, tra cui meritano menzione: i molti trasporti di materiale sanitario dall’aeroporto di Malpensa verso i siti della Protezione Civile in tutta l’Italia settentrionale per soddisfare i bisogni delle strutture ospedaliere, il trasferimento di salme dalla città di Bergamo, le sanificazioni di diversi ospedali della regione, la collaborazione con l’AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) nella realizzazione dei Check Point Clinici Avanzati che ha permesso l’alleggerimento del flusso di ambulanze e pazienti dei Pronto Soccorso e, infine, l’allestimento e la gestione di due Drive Through tamponi (Milano Parco Trenno e Solbiate Olona). Si tratta di un impegno trasversale che rientra nel più ampio contesto delle azioni intraprese fin da subito dalle Forze Armate italiane per contrastare la diffusione del virus e che continuano a tutt’oggi.

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Pubblicato il 27 Dicembre 2020
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