“Appuntamento” per la rissa a Gallarate, dispersi dalla Polizia Locale

Sono arrivati all'improvviso: oltre un centinaio di ragazzini, che si sarebbero ritrovati grazie a social e messaggi per una "resa dei conti" tra due gruppi di città vicine

«Sono comparsi all’improvviso, ci siamo chiusi dentro»: così un commerciante di Corso Italia racconta l’impressione suscitata dall’improvviso, rumoroso assembramento di ragazzi giovanissimi nel centro di Gallarate.

È successo intorno alle 16.30 e sul posto, chiamati dai commercianti, sono intervenuti per primi gli agenti della Polizia Locale, con tre automezzi.

Molti commercianti e passanti hanno avuto l’impressione che i ragazzi arrivassero, a gruppi, dalle vie circostanti, quasi avessero un appuntamento fissato. Si tratterebbe di una “chiamata” per una rissa tra gruppi provenienti dalle località dei dintorni.

All’arrivo della Polizia Locale e della Polizia di Stato i ragazzini si sono poi dispersi nei dintorni, in piazza e per le vie, alcuni correndo, altri a piedi per non dare nell’occhio.
Alcune persone hanno parlato subito anche di qualche ragazzo che si è presentato con catene e copricapi per celare il volto. «C’erano ragazzi armati di bottiglie, catene e bastoni: si inseguivano tra loro, si insultavano» ci racconta una persona che stava transitando in zona. «Ho visto un ragazzino colpito da una bottigliata in testa. Noi ci siamo barricati in un negozio, abbiamo tenuto la porta bloccata».

rissa gallarate

Risulta un intervento del 118 nella vicina via Mercanti, per un ragazzino di 14 anni (ferito non in modo grave). Le testimonianze dicono che i ragazzi erano giovanissimi, tra gli anni delle medie e i 18 anni.

La Polizia Locale ha anche ritrovato e sequestrato anche alcune mazze e catene, rinvenute nelle vie vicine, probabilmente abbandonate da alcuni ragazzi in fuga. Vista anche la presenza di un ferito è stata effettuata comunicazione al Pm di turno.

(articolo aggiornato alle ore 18.25 di venerdì 7 gennaio 2020)

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Pubblicato il 08 Gennaio 2021
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Il fallimento di una intera classe genitoriale che non solo si dimostra più feccia di questa già pregevole accozzaglia di rifiuti umani ma anche che ha abdicato al ruolo educativo lasciando ai social network.

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