La tazzina di caffè è amica del cuore, lo rivela una ricerca dell’IRCCS Neuromed

Da uno studio condotto da IRCCS Neuromed su 20487 partecipanti al progetto Moli-sani, è emersa l'azione benefica sul cuore di un'assunzione moderata di caffeina

macchinetta caffè

Da una ricerca condotta dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli in provincia di Isernia e pubblicata sulla rivista scientifica internazionale The Journal of Nutrition, è emerso che il caffè riduce il rischio di morte in seguito a patologie cardiovascolari.

Nel nostro organismo è presente l’NT-proBNP, un frammento proteico prodotto dalle cellule cardiache. Secondo la dottoressa Maria Laura Bonaccio, ricercatrice senior del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed, un alto livello di NT-proBNP nel sangue comporta un maggior rischio di morte in seguito a patologie cardiovascolari. È necessario, quindi, abbassare il livello di questo frammento proteico e ciò che lo rende possibile è il caffè.

Per arrivare a questa conclusione l’equipe del centro, riferimento italiano e internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie del sistema nervoso, ha raccolto dati dallo studio condotto su 20487 partecipanti al progetto Moli-sani, che segue le abitudini alimentari e le condizioni di salute degli abitanti del Molise dal 2005.

Emilia Ruggiero, nutrizionista e prima autrice dello studio, afferma che la ricerca conferma che la moderata e regolata consumazione di caffè, 3 o 4 tazzine al giorno, porta una riduzione di rischio di mortalità, dovuta soprattutto alle patologie cardiovascolari.

Per la dottoressa Licia Iacoviello, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione di Neuromed e professore d’Igiene e Sanità Pubblica all’Università dell’Insubria di Varese, il caffè deve essere inserito nella Dieta Mediterranea in quanto possiede effetti benefici sulla popolazione mediterranea.

«Quasi tutti gli studi eseguiti negli anni passati – commenta Licia Iacoviello,  – sono stati effettuati su popolazioni che consumano il caffè ‘filtrato’, molto differente da quello espresso italiano preparato con la moka o con la macchina del bar. Quella appena pubblicata, invece, è la prima ricerca in cui gli effetti benefici del caffè sono stati valutati su una popolazione mediterranea, come quella del Molise, che prepara questa bevanda secondo la tradizione italiana. Probabilmente è venuto il momento di inserire il caffè all’italiana, con piena dignità, nell’ambito della Dieta Mediterranea».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 14 Gennaio 2021
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