Le voci dei bambini regalano poesie a Cazzago, tra cortili e negozi

Nel pomeriggio gli studenti della primaria Pascoli hanno imbucato versi e recitato poesie nei cortili e nei negozi per augurare buon anno ai concittadini

I bambini portano in strada la poesia

A dicembre i bambini della Pascoli avevano celebrato la loro festa di Natale nel cortile della scuola, davanti al Presepe, ma una volta rientrati in classe dopo le vacanze, hanno sentito l’esigenza di condividere speranza e buoni auspici per il 2021 con tutto il paese. Da qui l’idea per la manifestazione di ieri pomeriggio Postini di poesie“, in cui tutti i bambini della scuola primaria di Cazzago Brabbia e Inarzo hanno girato, per le vie del paese decantando poesie nei cortili e nei negozi e imbucando versi in rima nelle cassette delle lettere dei loro concittadini.

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I bambini portano in strada la poesia 4 di 19

“Visto che quest’anno non possiamo invitare ospiti a scuola, è la scuola che esce in strada per mantenere vivo il contatto con il territorio”, spiega la referente di plesso Marzia Giorgetti sottolineando come la realtà di Cazzago, paese raccolto e protetto si presti particolarmente bene alla didattica sul territorio.
L’abitato è stato diviso in quattro zone e in quattro gruppi sono stati divisi anche i bambini, ciascuno con un proprio percorso lungo il quale hanno imbucato lettere con variopinte piume (simbolo dei poeti), e recitato poesie, nelle corti e nei negozi.

Tutte le poesie recitate dai bambini ai concittadini sono tutte nate per augurare buon anno e sono state scritte da autori importanti come Pablo Neruda, Gianni Rodari o Madre Teresa di Calcutta. “I versi imbucati nelle cassette delle lettere sono invece stati scelti in autonomia dai bambini tra quelli che hanno incontrato lungo il percorso scolastico e che più li hanno emozionati” afferma la maestra. I bambini della Pascoli nel loro percorso scolastico hanno modo di confrontarsi con la bellezza e la grande arte in varie forme, anche poetiche e così i versi da loro preferiti, scelti, trascritti e donati spaziano dal premio Andersen Giusi Quarenghi al poeta Khalil Gibran, dall’Inferno di Dante a “Buchi nel vento” di  Bernard Friot.

Sul percorso anche le case di Rosella Orsenigo, che cura un progetto a scuola e della narratrice Betty Colombo che collabora con la primaria e ha accolto e ascoltato i bambini e i loro versi prima di donarne loro altre rime, scritte apposta di suo pugno per l’occasione.

“Soprattutto oggi, nell’era degli schermi, la  chiave dell’istruzione sta nella relazione affettiva che è motore dell’apprendimento – spiega la Giorgetti – Ciò che rimane di più sono le esperienze vissute con amore, le scelte emotive ed autonome più che quelle imposte”. E l’emozione certo non è mancata ieri mentre i bambini attraversavano il paese annunciati dal suono dei campanellini,  come accade nelle favole per tutte le creature magiche. L’emozione dei versi recitati con impegno, nei sorrisi di chi li ha ascoltati affacciandosi alla finestra e anche il senso civico di far parte di comunità che cresce insieme ai suoi bambini. 

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Pubblicato il 12 Gennaio 2021
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