“Rt sbagliato”, la Lombardia può uscire dalla zona rossa? Scambio di accuse tra Stato e Regione

L'indice Rt della Lombardia finisce sotto la soglia dell'1 e potrebbero arrivare decisioni sulla riclassificazione della regione

palazzo regione lombardia

Cosa è successo al calcolo dell’indice Rt della Regione Lombardia, passato da 1.4 comunicato lo scorso venerdì (che insieme ad altri parametri è stato decisivo nella classificazione della regione in area rossa) a 0.8 di oggi?

Si tratta di una questione decisiva perché nel mezzo si è sviluppata una fortissima polemica tra Regione e Stato con i commercianti lombardi sul piede di guerra per la chiusura delle attività.

Dopo le nuove comunicazioni dei dati, che registrano il crollo dell’indice Rt, dal Ministero della Salute è sembrato trapelare che alla base del dato della scorsa settimana ci fosse un errore nella trasmissione dei dati da parte di regione Lombardia. Un errore che ha determinato, dunque, un calcolo errato dell’Rt. Lo dice un articolo del Corriere della Sera che spiega come, ammesso l’errore, la Lombardia potrebbe tornare in zona arancione già da domenica.

Non si è fatta attendere la risposta del Presidente lombardo Fontana: “Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze”, a cui fa eco un altro esponente della sua Giunta l’assessore Guidesi: “Il Governo prenda atto degli errori commessi fino ad oggi e faccia tornare subito i Lombardi a lavorare. Roma la deve smettere con questo attacco e questo astio nei confronti del sistema produttivo Lombardo e in generale di tutti i Lombardi”.

C’è però una nota della stessa Regione Lombardia che risale a giovedì sera nella quale da Palazzo Lombardia si comunicava un’attività di trasmissione di dati supplementare:

“I tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità e della Direzione Generale del Welfare – diceva la nota stampa – hanno in corso una interlocuzione e, nelle prossime ore, valuteranno una serie di dati aggiuntivi da parte della direzione Welfare lombarda per ampliare e rafforzare i dati standard già trasmessi nella settimana precedente, ai fini di una rivalutazione in vista della Cabina di regia di venerdì 22 gennaio”.

A questo si aggiunge un lancio dell’agenzia Ansa che dice che “La Lombardia sarebbe finita in zona rossa sulla base dei dati che la Regione ha inviato alla Cabina di Regia la settimana scorsa e che nelle ultime ore avrebbe rettificato”. L’agenzia parla di una notizia appresa da due diverse fonti qualificate secondo le quali i dati della scorsa settimana, una volta analizzati dall’Iss sono stati validati dalla stessa Regione.

Non si fanno attendere nel frattempo i commenti della altre forze politiche: “Siamo stati chiusi per un errore di Regione Lombardia? – attacca il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Massimo De Rosa -. Così fosse, Regione Lombardia risponda di questo imperdonabile errore e paghi i danni a tutte quelle imprese, a tutti quei lavoratori, a tutti quegli studenti che stanno subendo sulla propria pelle gli effetti dell’incapacità di questa Giunta”.

Lo stesso chiede il consigliere regionale Pd Samuele Astuti: “Se, dopo giorni di polemiche e di ricorsi, la responsabilità della serrata fosse della Regione, Fontana dovrebbe perlomeno chiedere scusa pubblicamente e con lui tutti gli esponenti del centrodestra regionale che hanno accusato il Governo di aver voluto affossare la Lombardia e la sua economia”.

Tomaso Bassani
tomaso.bassani@varesenews.it

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Pubblicato il 22 Gennaio 2021
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Commenti

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  1. Mariuccio Bianchi
    Scritto da Mariuccio Bianchi

    Basta. Non ne posso più. Il governo sarà anche un’armata Brancaleone, ma a Fontana non posso che dire:” Usque tandem, abuteris patientia nostra?” La zona rossa sarebbe uno sgarbo, l’ennesimo, commesso dal governo contro la virtuosa Lombardia. Peccato che il governo ha deciso e rideciso sulla base dei dati forniti dalla stessa regione. Fontana poi non si rende neppure conto, nella sua assoluta mediocrità, della contraddizione in cui cade: da un lato si scaglia contro la zona rossa voluta dai cattivoni del governo, zona rossa che causa danni irreversibili all’economia; dall’altro ha deciso lui stesso che i ragazzi delle scuole medie superiori stessero in DAD (didattica a distanza) contro il parere del governo. Come a significare: che importa della scuola e della formazione vera a questi governanti, forse con qualche anno di istruzione alle spalle, ma non certo dotati di cultura e di sensibilità educativa e pedagogica? Mio padre, che aveva frequentato la terza elementare avrebbe risposto: zero virgola zero!

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