A inizio 2021 Malpensa perde l’87% del traffico. La ripresa? Verrà dalle low cost

L’ad di Sea Armando Brunini ha presentato i numeri in un incontro a Gallarate. Nei prossimi anni prevista una riduzione occupazionale e degli investimenti (e il Recovery Fund in questo non aiuta)

Malpensa lockdown novembre 2020

La crisi Covid è strutturale e anche Malpensa deve farci i conti: già dal 2021 si sentirà l’impatto occupazionale (ancora “temperato” dalla cassa integrazione) e una drastica revisione degli investimenti.

«Nel 2021 siamo partiti peggio di quanto ci aspettassimo» ammette l’ad di Sea Brunini, mostrando il dato di -87% nelle prime sette settimane. Il presente è una grave crisi dei voli passeggeri, solo in parte compensata dalla crescita del cargo, «in vorticoso sviluppo». Uno sviluppo – quello dell’area merci – che riflette condizioni di mercato (crescita dell’e-commerce e delle forniture sanitarie), ma anche nuovi investimenti: «Abbiamo attratto nuovi operatori, DHL ma non solo, Amazon ha attivato nuovi voli». Sul fronte del cargo già nel 2021 si potrebbe tornare ai numeri pre-Covid (foto: i piazzali in autunno, durante la “seconda ondata”).

gallarate generico

Quanto ai passeggeri, in questo quadro «è impossibile fare previsioni» premette Brunini. Ma una visione serve e Sea valuta di poter tornare ai numeri del 2019 tra tre anni, nel 2024. «Eurocontrol prevede un ritorno tra 2024 e 2026: per ora noi sposiamo il 2024, siamo ottimisti», continua l’ad di Sea, in audizione nella Commissione Malpensa del Comune di Gallarate.
Una ripresa che sarebbe sostenuta soprattutto dalle low cost: se nel 2019 Easyjet, Ryanair, WizzAir e le altre valevano il 40% dei passeggeri, tra tre anni arriveranno al 51% del totale. Le previsioni sono infatti di «un rimbalzo dei voli per turismo, mentre i viaggi per affari avrebbero una flessione strutturale». Un problema, perché la flessione delle compagnie tradizionale significa meno margini di fatturato, anche a livello locale.

Cosa cambierà nel futuro a Malpensa?

Cambia già oggi l’impegno delle risorse di Sea. L’impatto Covid ha provocato una perdita d’esercizio di 100 milioni di euro, mentre a livello di cassa sono stati “bruciati” quasi 200 milioni.

A livello occupazionale Sea ha appena chiuso l’accordo con le sigle sindacali: «Un accordo di uscita di centinaia di colleghi, ammortizzatori sociali per tutto il 2021, pensionamenti accelerati (giugno-dicembre 2022) con grandi esodi incentivati e volontari, assunzione di giovani per abbassare l’età media». La previsione è di 550 lavoratori in uscita, compensati solo in parte da 100 assunzioni.
«A fine percorso l’azienda sarà più piccola» dice chiaro e tondo Brunini. «Dobbiamo prepararci a qualche anno di flessione».

Sul fronte degli investimenti le prospettive sono cambiate drasticamente: se il Business Plan 2020-2024 prevedeva 603 milioni di risorse messe in campo, con gli investimenti che rappresentavano il 44% , oggi si passa a 329milioni, con una contrazione degli investimenti al 23% (soprattutto su safety e security).

Brunini ha toccato poi un tema molto problematico per l’aviazione, già emerso: la sfida ambientale, il “flightshame” e la scelta europea di non investire sugli scali. «Da un lato ci chiedono trasformazione verso la sostenibilità ambientale, ma il Recovery Plan non ha un capitolo aeroporti e quindi ci negano le risorse». E se anche Sea ha progetti pronti su decarbonizzazione e digitalizzazione, ovvio che in mancanza di finanziamenti specifici gli investimenti devono fare i conti con la generale crisi. «Come assoaroporti stiamo predisponendo un documento con progetti, da presentare al governo».

In audizione a Gallarate Brunini ha anche citato il tema dei collegamenti di accesso a Malpensa: tema “caldo” per il progetto della ferrovia Gallarate-Malpensa.  «Il 60% dell’inquinamento viene dal traffico veicolare, 30% da aerei, 10% da attività aeroportuali. Per questo occorre lavorare su accessibilità ferroviaria». E se il percorso della nuova ferrovia è stato accidentato (per usare un eufemismo), Brunini si augura meno «intoppi». Il percorso «speriamo e immaginiamo si risolva, ma serve uno sguardo alto», ha continuao l’ad di Sea, critico con «l’approccio è “non nel mio cortile”», imputato evidentemente a Comitati, il Parco del Ticino, alcuni enti locali (l’ultimo stop deriva dalla presa di posizione di Casorate Sempione). Il sindaco di Gallarate Andrea Cassani, chiudendo l’incontro, gli ha ricordato che Gallarate non ha fatto barricate contro il nuovo collegamento.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 25 Febbraio 2021
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