Laveno Mombello celebra il “Giorno del Ricordo”

L'amministrazione comunale ha celebrato il 10 febbraio con Giorgio Matticchio, nato a Pola, e testimone del dramma di quell’esperienza

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L’amministrazione comunale ha celebrato il 10 febbraio, insieme a Giorgio Matticchio, nato a Pola, e testimone del dramma di quell’esperienza.

Nel celebrare il “Giorno del Ricordo”, istituito con la legge 30 marzo 2004 n. 92 ad oltre 60 anni dagli avvenimenti che procurarono morte e sofferenza a migliaia di italiani, dobbiamo doverosamente e responsabilmente tutti guardare a quel periodo storico senza ostracismo, faziosità o voglia di vendetta e riscatto, ma esclusivamente con la responsabilità e il dovere morale di onorare anzitutto coloro che hanno perso la vita e, in secondo luogo, tutti coloro che hanno lasciato con sofferenza le proprie radici perché costretti ad abbandonare quanto di più caro – affetti e beni materiali – per avere salva la vita o essere semplicemente liberi dalle oppressioni che causarono torture, massacri e spargimento di sangue innocente.

La memoria, al pari della vita, è il bene più prezioso che ci è stato donato perché non vi è memoria senza vita e non vi è vita senza la memoria e a tanti italiani istriani, dalmati e fiumani fu interdetto addirittura il diritto del ricordo ma, come nessuno ha il diritto di toglierci la vita, così nessuno deve poterci togliere la memoria che nessun silenzio, complice e fazioso, può o deve obliare.

La giornata del 10 febbraio ricorda l’anniversario del Trattato di pace di Parigi con il quale nel 1947 l’Italia dovette cedere alla Jugoslavia le Province di Pola, Fiume, Zara e parte di quelle di Trieste e Gorizia. Nel periodo tra il 1943 e il 1947 migliaia furono gli italiani fatti sparire senza pietà nelle cavità carsiche dell’Istria o nelle profonde acque del mare di Dalmazia e 350 mila furono i nostri connazionali che scelsero l’Esodo per ragioni di fede, di libertà, d’amore ì verso l’Italia e di rifiuto verso la dittatura.

Alcuni di loro sono nostri concittadini con figli nati e cresciuti a Laveno Mombello e a loro, così come a tutte le persone giuliano-dalmate costrette all’esodo, dobbiamo chiedere di raccontarci quei tragici eventi perché restino nella nostra memoria e in quella delle future generazioni, affinché non vi siano più gli eccidi, le persecuzioni, le stragi e i fili spinati deiì campi della morte.

A questo tetro teatro degli orrori si è opposto e preferito fortunatamente un orizzonte luminoso basato sul dialogo, sulla pace, sulla tutela dei diritti e della libertà e noi abbiamo il dovere di perseverare in questa direzione contro ogni barbarie e totalitarismo che voglia privare l’uomo della sua dignità, nel rispetto di ogni etnia, lingua, nazione e identità.

Per onorare questa memoria, abbiamo chiesto ad un nostro concittadino, il Sig. Giorgio Matticchio, nato a Pola, di testimoniare il dramma di quell’esperienza e come Sindaco chiederò al Consiglio Comunale di onorare il “Giorno del Ricordo”, al pari di tante altre commemorazioni, con la realizzazione di un monumento che possa testimoniare questa tragedia frutto della crudeltà umana.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Febbraio 2021
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