Michele Morelli, il nuovo questore di Varese: “Esserci sempre, al fianco dei cittadini”

La presentazione alla città: incontri con le istituzioni e la stampa. Sull’emergenza Covid: “Rispetto delle regole, ma non facciamo gli sceriffi”

Generica 2020

La scrivania sgombra, i giornali freschi di stampa e i flash delle macchine fotografiche a cui Michele Morelli, 59 anni, è abituato da quando ricopriva incarichi di capo di Gabinetto della questura di Venezia, ruolo che avvicina l’istituzione alla stampa oggi presente in forze al suo insediamento avvenuto appunto con l’inizio del mese di febbraio a questore di Varese.

Riunioni su riunioni in streaming, già questa mattina con le parti sindacali. Poi l’incontro col sindaco di Varese Davide Galimberti e ancora, a Villa Recalcati, dall’altra parte della piazza col prefetto di Varese Dario Caputo e via via con tutti i suoi uomini.

L’unico rammarico, da «uomo del Sud che ha lavorato lungo tutto l’arco alpino» sebbene sulla carta d’identità risulti nato a Milano, è di non poter stringere mani su mani, e di dover tenere la mascherina, anche se alle richieste dei fotografi cede a un piccolo gesto di cordialità: «Mi aspettavate diverso?». Tornando agli incontri con l’anima del territorio la sua idea «da servitore dello Stato è che la migliore strada per raggiungere gli obiettivi sia quella di fare squadra. Con tutte le forze dell’ordine. Ma soprattutto coi cittadini, un concetto col quale mi sono confrontato stamane proprio col sindaco del capoluogo».

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Il nuovo questore di Varese arriva da Alessandria, suo ultimo incarico risalente al 2017; cinquantanove anni, Dirigente Superiore della Polizia di Stato è laureato in giurisprudenza all’Università di Napoli ed è coniugato e padre di un figlio.

Entrato in Amministrazione nel 1987, è stato assegnato alla questura di Venezia nell’agosto 1988, dove ha ricoperto l’incarico di vice capo di Gabinetto fino al 1997. Ha prestato servizio presso la Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e da lì, distaccato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha ricoperto incarichi operativi nel Servizi di Sicurezza in varie zone d’Italia e, in ultimo, quale responsabile del territorio Marche-Abruzzo-Molise. In seguito alla promozione a Primo dirigente della polizia di Stato con decorrenza 1 gennaio 2003, è stato aggregato alla questura di Torino in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006, per dirigere quotidiani servizi di ordine pubblico. Al termine, per esigenze di servizio, è stato trasferito presso la questura di Bolzano quale dirigente la Divisione polizia Anticrimine. Dal settembre del 2007 al 25 maggio 2010 ha ricoperto l’incarico di capo di Gabinetto/Dirigente Ufficio di Gabinetto della questura di Venezia. Il 26 maggio successivo, è stato nominato vicario del questore di Venezia con provvedimento del Capo della polizia. Poi nel 2014 la direzione del Compartimento polizia stradale Friuli Venezia Giulia, funzione ricoperta sino al 25 gennaio 2015. Dal 26 gennaio 2015 ha ricoperto la funzione di questore della provincia di Belluno.

Prima di rivolgere un saluto caloroso al suo predecessore Giovanni Pepè, da oggi in pensione, un pensiero viene rivolto al presente, a quella cappa che da un anno tutto rende più grigio e pesante: «Dobbiamo rispettare la legge e farla rispettare. Se i Dpcm dispongono prescrizioni, sta a noi farle rispettare, ma sappiamo benissimo che è un anno che siamo in questa situazione. Conosciamo l’esasperazione dei cittadini. Cerchiamo con tatto e buonsenso di far rispettare la legge, concentrandoci su luoghi e orari critici. Ma non siamo e non faremo gli sceriffi. Dobbiamo essere vicini alla gente, come recitava il precedente motto sostituito da “esserci sempre”. Ecco, questo è il nostro compito esserci sempre vicini alla gente».

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 01 Febbraio 2021
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