Ripresa del volley, la Polisportiva Rovatese “migra” a Castelseprio

L'associazione sportiva, con la squadra Under 17, è iscritta in un campionato che consente la ripresa degli allenamenti, ma non ha trovato spazi a Carnago. La questione è diventata anche un caso politico

Palazzetto sport Carnago

La Polisportiva Rovatese si sposta (provvisoriamente) a Castelseprio e a Carnago la questione diventa anche un caso politico. Con la minoranza di Visione Comune che lamenta la disattenzione del Comune verso i giovani e lo sport, mentre dal municipio si lamenta un approccio errato alla questione.

La società sportiva che prende il nome dalla frazione Rovate fino ad oggi si allenava negli spazi del palazzetto dello sport di via Leopardi (nella foto), che aveva anche in gestione. Con le parziali aperture concesse dal governo per i campionati di rilevanza nazionale la società ha fatto richiesta di poter tornare ad allenarsi al palasport, ma ha trovato – per ora – le porte chiuse.

«La nostra squadra di volley femminile Under 17 rientra nei termini previsti e dunque può tornare ad allenarsi» dice Daniele Mazzalovo, presidente del sodalizio sportivo. «Abbiamo fatto domanda in Comune per poter riprendere gli allenamenti, per poi ricominciare il campionato, ma ci è stato negato l’utilizzo di tre diverse palestre comunali». Nel caso del palazzetto sono stati citati anche i lavori di manutenzione nel frattempo avviati nell’impianto, ma in ogni caso non sono stati trovati altri spazi.

La società si è mossa per trovare una soluzione alternativa: «Non condivido la scelta, certo, ma prendo atto che il sindaco di Carnago (Barbara Carabelli, ndr) antepone le preoccupazioni per salute. Ho sentito il sindaco di Castelseprio Silvano Martelozzo chiedendo se avevano spazi e mi ha detto che non c’era problema, salvo la convivenza da organizzare con un’altra associazione sportiva» continua Mazzalovo. La Rovatese è dunque pronta a riprendere in quel di Castelseprio, Comune confinante con Carnago (e molto vicina a Rovate, anche se gli atleti della Rovatese non sono certo solo della frazione).

Il problema non è comunque risolto completamente: «Dovremmo riprendere con una partita all’ultima domenica di febbraio» continua Mazzalovo. «Ma tra le società sportive che hanno in uso gli spazi a Castelseprio c’è altra società di ballo che ha un accordo annuale: quando potranno riprendere le attività non potremmo più usare gli spazi e a quel punto rischieremmo di perdere il campionato. Ma fatico a pensare che in quel caso ci negherebbero gli spazi a Carnago», conclude diplomatico.

Il sindaco Carabelli: “Avrebbero potuto chiedere confronto”

Il sindaco Barbara Carabelli ricostruisce così la vicenda: «Il Dpcm dice che le attività sono sospese, salvo che per i campionati nazionali, solo a gennaio è stata confermata da Coni e Fipav la ripresa dei campionati di rilevanza nazionale. Nel frattempo a Carnago si registrava nei mesi scorsi un numero non secondario di positivi al Coronavirus, per questo ho emanato una ordinanza di chiusura degli impianti sportivi. Alla richiesta arrivata a gennaio di riprendere gli allenamenti, abbiamo risposto che nel frattempo avevamo avviato lavori al palazzetto».

Questo metteva fuori gioco l’impianto di via Leopardi. E le soluzioni alternative? Il nodo, secondo il sindaco, sarebbe la mancata comunicazione della ripresa del campionato: «La Polisportiva non ha mai risposto alla richiesta di chiarimento, io ho saputo del campionato riattivato solo su mia richiesta a Fipav». Il sindaco dice anche di aver scritto una seconda volta (il 10 febbraio) sollecitando il calendario, dopo «ulteriori richieste pervenute da parte di alcuni genitori». Le difficoltà a trovare spazi dunque, secondo l’amministrazione derivano da questo: «La Polisportiva prima di confermare la partecipazione al campionato avrebbe potuto confrontarsi con il Comune».

Rovatese a Castelseprio, Visione Comune critica all’amministrazione di Carnago

Chi invece vede nella vicenda una grave perdita per Carnago è l’opposizione di Visione Comune: «Perché dire di no ad un’associazione sportiva locale che vuole ripartire?» si chiede Elena Castiglioni, della lista civica di minoranza. Che inserisce la vicenda della Rovatese all’interno di una critica più ampia all’approccio dell’amministrazione Carabelli: «Quello degli spazi pubblici e di aggregazione è un tema che ci sta a cuore e che avevamo già sollevato rispetto ai parchetti rimasti chiusi, caso credo unico in zona. I ragazzi hanno diritti e bisogni come tutti gli altri: dopo anni in cui abbiamo raccontato loro dell’importanza dello sport, li priviamo senza ragione della possibilità di praticarlo».

Per Castiglioni l’intera vicenda dimostra «la scarsa attenzione alle necessità della fascia giovanile della popolazione»: «Dopo la doverosa tutela della salute, la priorità deve essere la tutela dei giovani, anche a partire dai luoghi dell’educazione e dello sport».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 15 Febbraio 2021
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