Varese e Canton Ticino: investimenti e relazioni economiche superano le frontiere

La Camera di Commercio ha ospitato l'evento conclusivo del progetto Interreg Stich, nato per sviluppare un sistema statistico interattivo tra Lombardia e Canton Ticino per il monitoraggio dei flussi che intercorrono tra le due aree

Generica 2020

Il mercato transfrontaliero e i flussi imprenditoriali tra Varese e Canton Ticino sono stati al centro di un webinar organizzato nel pomeriggio di oggi dalla Camera di Commercio di Varese.

L’incontro online è stato l’evento conclusivo del progetto Interreg Stich, nato per sviluppare un sistema statistico interattivo tra Lombardia e Canton Ticino per il monitoraggio dei flussi che intercorrono tra le due aree, progetto che vede la Camera di Commercio di Varese tra i partner.

Le zone di frontiera come il Varesotto e il Canton Ticino sono teatro di intensi flussi di scambio, relazioni e comunicazioni, nonostante le differenze a livello legislativo, tecnico e culturale, e l’obiettivo del progetto è proprio la conoscenza e la misurazione di queste relazioni per comprenderle meglio disponendo di dati statistici precisi e dedicati.

Da questo punto di vista l’area tra Lombardia e Ticino risulta oggi particolarmente scoperta e il progetto Stich si pone proprio l’obiettivo di colmare questo vuoto conoscitivo attraverso una moderna piattaforma di monitoraggio, in grado di fornire informazioni utili e analizzare dati strategici, superando la difficoltà di interazione tra i sistemi statistici lombardo e ticinese.

Tanti i temi oggetto dell’indagine, ma il webinar di oggi si è concentrato sugli investimenti da parte degli imprenditori nelle due aree.

«Varese e il suo sistema economico si confermano una realtà attrattiva per gli investimenti degli operatori internazionali – ha detto il presidente della Canera di commercio Fabio Lunghi – I risultati dell’ultima indagine sugli investimenti diretti esteri ci dicono che sono 382 le aziende con partecipazione straniera presenti sul nostro territorio, in crescita del 35,5% dal 2007. Il loro giro d’affari aggregato supera gli 11 miliardi di euro e occupano complessivamente 29.425 dipendenti».

Di queste 382 aziende 60 sono imprese elvetiche che hanno scelto di investire in provincia di Varese, in gran parte nella zona che corre lungo la frontiera, con un fatturato che si attesta a a quota 2 miliardi e 800 milioni, con 4.760 dipendenti. Per contro 44 aziende italiane hanno attraversato il confine, andando ad insediarsi in Svizzera, prevalentemente in Canton Ticino.

Al seminario online hanno partecipato oltre al presidente Lunghi, i rappresentanti dei due capofila del progetto: Federico Rappelli, project leader di PoliS Lombardia, e Pau Origoni, responsabile Ufficio di statistica del Cantone Ticino.

Un’analisi dei risultati dell’indagine sugli Investimenti Diretti Esteri, con un focus su “Varese multinazionale e gli investimenti bilaterali con il Canton Ticino”, è stata fatta dall’economista dell’Università di Brescia Marco Mutinelli.

Enrico Argentiero, responsabile del Servizio Marketing Territoriale e Turismo di Camera di Commercio, ha presentato il progetto “Invest in Varese” prima della tavola rotonda con Marco Mutinelli, Marco Fedato, responsabile Area Attrazione Investimenti di Promos Italia, Fabrizio Macrì, segretario generale della Camera di Commercio italiana per la Svizzera, e Stefano Nigro, direttore del Coordinamento Attrazione Investimenti esteri di ICE.

Manifatturiero, commercio e logistica gli ambiti più attrattivi

Dai risultati dell’indagine sugli Investimenti Diretti Esteri, la provincia di Varese risulta attrattiva in 27 settori, con una prevalenza nel manifatturiero (34%) e nel commerciale (32%). Degno di nota è l’interesse con il quale dall’estero si guarda alle prospettive legate alla logistica del Varesotto: sono 22 le aziende generate da investimenti di imprese straniere.

Per quanto riguarda il settore manifatturiero, l’attenzione degli investitori stranieri si rivolge soprattutto al settore delle macchine e impianti meccanici (32 investimenti diretti esteri). A seguire, materie plastiche e gomma (19), prodotti chimici (13) e prodotti in metallo (11).

Delle 382 multinazionali operative a Varese, oltre la metà sono partecipate da soggetti UE (circa 200). Il resto vede soprattutto la presenza di capitali svizzeri (60) e statunitensi (56). In forte crescita l’interesse dei paesi dell’Asia orientale: da 26 nel 2014 a 40 imprese partecipate nel 2019. In quest’ultimo caso, è forte l’incremento degli investimenti provenienti da Cina, Giappone e Indonesia.

Ancora in crescita il flusso proveniente dai paesi storicamente legati al sistema Varese, come Germania, Spagna, Stati Uniti, Paesi Bassi, Francia e naturalmente Svizzera.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Febbraio 2021
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