Una “buona battaglia” per preservare le opere di Pier Luigi Nervi a Thinking Varese

E’ stata una serata corale quella su Pier Luigi Nervi nell’ambito della Rassegna Thinking Varese dell’ordine degli architetti di Varese

Thinking Varese e l'opera di Nervi

E’ stata una serata corale quella di ieri, 17 marzo 2021, su Pier Luigi Nervi nell’ambito della Rassegna Thinking Varese dell’ordine degli architetti di Varese.

Non è stata infatti la solita conversazione a due, ma un confronto a più voci: protagonisti  Elisabetta Margiotta Nervi, Segretario Generale della Pier Luigi Nervi Project Belgio e rappresentante della seconda generazione della famiglia, Cristiana Chiorinio, Consulente Scientifico della Pier Luigi Nervi Project Italia e Massimiliano Milan, Amministratore Delegato della Milan Ingegneria, cui è stato affidato il progetto di riqualificazione dell’ex manifattura tabacchi di Bologna.  

Thinking Varese e l'opera di Nervi
I relatori

Prima ancora di questi esperti, però, ha preso la parola il presidente dell’ordine degli architetti di Varese: «L’opera di Pier Luigi Nervi è stata recentemente oggetto di grande attenzione grazie alla mobilitazione di architetti, ingegneri e opinion leader di provenienza nazionale e internazionale per la salvaguardia degli Stadi Artemio Franchi di Firenze e Flaminio di Roma, entrambi da lui progettati e realizzati – Ha spiegato Elena Brusa Pasquè – La mobilitazione è sempre più ampia con numerose petizioni in tutta Italia per la salvaguardia delle opere di Nervi. Tra quelle lanciate negli ultimi mesi mi piace ricordare  quella promossa da Tomaso Montanari, storico dell’arte e opinion leader, che è stato nostro ospite del ciclo di conferenze Thinking Varese a settembre 2020. A febbraio sono stata a visitare lo stadio Franchi insieme all’architetto Pier Matteo Fagnoni, presidente dell’ordine di Firenze, con una laureanda e  il suo relatore, il professor Riccardo Aceti: è stata emozione pura, ed è importante continuare la battaglia per preservare quest’opera».

L’obiettivo della serata è stato innanzitutto preservare il ricordo e mettere in luce la genialità progettuale di Pier Luigi Nervi, grazie anche alla mission educativa dell’Associazione Pier Luigi Nervi Project nel mondo. Ma anche, e innanzitutto, preservare fisicamente le opere del grande progettista del novecento: che essendo spesso in cemento armato e di tipo produttivo, troppo spesso vengono semplicemente “buttate giù”, invece che restaurate o riusate in altro modo, mentre gli edifici industriali «Hanno un legame tra funzione ed estetica in cui Nervi si rispecchiava fortemente, e dove poteva più facilmente sperimentare il suo approccio, che univa funzione a bellezza» A parlare è Cristiana Chiorinio, consulente scientifico dellaPier Luigi Nervi Project Italia: «Quando stavamo preparando la mostra di Torino del 2011 “Pier Luigi Nervi, l’architettura come sfida” alcune opere erano già state demolite, come ad esempio l’Emiciclo in ferrocemento di Fiera Milano  – ha continuato  – Mentre nel frattempo si stavano realizzando progetti di riuso, non tutti rispettosi dell’opera di Nervi: in più di un caso venivano infatti ricoperti con pannelli alcuni dei suoi straordinari solai a nervature isostatiche. in quegli anni uno dei progetti piu corretti si è rivelato quello della manifatura tabacchi di Bologna».

Thinking Varese e l'opera di Nervi
L’emiciclo della Fiera di Milano progettato da Nervi e poi abbattuto

«Per noi è stato un onore e un piacere poter affrontare la riqualificazione di uno dei capolavori di Nervi, per noi un modello assoluto, precursore di decenni e con mezzi tecnologici molto inferiori a quelli che abbiamo ora, di una modellazione strutturale che oltre che estremamente funzionale è anche bella esteticamente – ha spiegato  Massimiliano Milan, Amministratore Delegato della Milan Ingegneria, responsabile del progetto di riqualificazione dell’ex manifattura tabacchi di Bologna – L’unica cosa che potevamo fare era adeguare sismicamente l’opera, portandola alle normative attuali, ma rispettando il più possibile l’idea originale che rispecchia pienamente il genio di Nervi».

Thinking Varese e l'opera di Nervi
Il cantiere dell’ex manifattura Tabacchi di Bologna

I rischi delle opere di Nervi non sono infatti solo la loro demolizione, ma anche il loro totale stravolgimento in un ottica di “riuso”. «Il rischio che si corre è spesso di un “accanimento strutturale” per adeguare i palazzi novecenteschi in cemento armato alle norme attuali – ha sottolineato Elisabetta Margiotta Nervi –  Troppo spesso la necessità di adeguamento sismico è una scusa per distruggere, mentre è importante trovare soluzioni compatibili con la difesa dell’edificio, che sono molto spesso possibili».

Elisabetta Margiotta Nervi ha ricordato inoltre la donazione che il Pier Luigi Nervi Project ha fatto al Politecnico di Milano di tutti i materiali della mostra su Nervi per la creazione di un  “Laboratorio Nervi” nel campus della sua sede di Lecco, che vuole essere un punto di partenza per un centro di studi e analisi per  la valorizzazione e la conservazione dell’architettura del ventesimo secolo: «Materiali della mostra che racconta la storia del genio di Nervi che comprendono dalle foto dei cantieri ai modelli in scala delle sue strutture – spiega –  Mentre il PLN Project ha anche rieditato uno dei suoi più importanti libri, fuori catalogo da tempo e ormai introvabile:  Aestethics and technology in building”».

 

 

 

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 18 Marzo 2021
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