Palaghiaccio di Varese: “Fate qualcosa in fretta, per non perdere le associazioni sportive”

E' l'appello dei rappresentanti delle associazioni e dei consiglieri comunali impegnati nella commissione congiunta

Come sarà il nuovo palaghiaccio - i rendering del progetto definitivo

Le Commissioni Lavori Pubblici e Sport si sono unite mercoledì 24 marzo, alle 18.30 per tornare a parlare di Palaghiaccio.

In videoconferenza, insieme ai membri delle due commissioni, ai due assessori competenti e al sindaco di Varese, anche i rappresentanti delle associazioni sportive che si allenavano al palaghiaccio di Varese, che hanno portato al consiglio i problemi della loro attività, durante la chiusura della struttura.

La prima a parlare, a nome di tutti i rappresentanti delle associazioni, è Giuditta Negrello, che si presenta come “tecnico della Varese Ghiaccio e parente di atleta”: è infatti la sorella di Ginevra Negrello, star varesina del pattinaggio. A lei il compito di riassumere le richieste di tutte le associazioni sportive collegate che, come ha ricordato: «Coinvolgono circa 700 atleti. E per questo non possiamo permetterci il lusso di aspettare ulteriormente: non abbiamo intento politico, ma abbiamo bisogno di soluzione immediata».

Tre le richieste proposte dalla Negrello la prima è se sarà possibile per le associazioni riprendere le attività entro settembre,  la seconda è se c’è la possibilità di ricevere il sostegno economico che era stato garantito lo scorso autunno, mentre la terza è una richiesta di confronto con la ditta appaltatrice dei lavori di riqualificazione del Palalbani, come principali utilizzatori dell’impianto.

L’audizione ha visto però l’intervento anche dell’associazione Pattinatori, dell’Aesport Varese, dell’Hockey club, dalla Polha e molti altri, oltre al gestore del Madera pub, il bar all’interno del Palaghiaccio.

GLI INTERVENTI DEI COMMISSARI

La lunga discussione, a tratti anche accesa, è stata però, a detta di tutti, particolarmente costruttiva, con domande per l’amministrazione provenienti da tutte le posizioni politiche rappresentate: «Questa amministrazione sta lavorando per dare alla città un palaghiaccio migliore di quello attuale, un “gioiello” utile a tutta la città – ha spiegato Luca Conte, PD – Vorrei inoltre capire meglio come mai il palaghiaccio è stato chiuso tutti questi mesi, se è prevista una consegna parziale dell’opera per iniziare qualche attività prima del completamento dei lavori e inoltre si parla di inchieste giudiziarie che hanno ad oggetto il palaghiaccio, vorrei capire qualcosa di più di questa vicenda».

«Questo vuole essere un momento propedeutico in vista del consiglio comunale – ha detto Fabio Binelli, Lega – Credo che di fatto le associazioni vogliano porre le domande all’assemblea comunale perché poi gliele risolva. A me sembra evidente che il mondo del ghiaccio sia un patrimonio della città di Varese che non possiamo perderci. Ora bisogna salvaguardarlo: le associazioni ci dicono che due anni fermi significa perdere quel patrimonio e quindi credo che bisogna darsi da fare. Abbiamo fatto un bando per una pista provvisoria che è andato male, ma riproviamoci. So che i tempi sono strettissimi per fare una gara che prevede una aggiudicazione, ma mi chiedo se il consiglio comunale non possa mettere a bilancio quest’opera rinunciando a qualche altra. La pongo come soluzione operativa. Se c’è condivisione da parte di tutte le forze politiche si può fare».

Una proposta che ha fatto sua anche Elena Baratelli, intervenuta come rappresentante di Varese 2.0: «Sono d’accordo con Binelli, bisogna fare di tutto per aiutare le associazioni e gli atleti. Le loro attività hanno risvolti economici ma anche sociali».

LE RISPOSTE DI SINDACO E ASSESSORI

Il primo a rispondere alle domande di associazioni e consiglieri è il sindaco Davide Galimberti: «Avevamo ipotizzato una stagione sportiva drammatica e forse siamo stati più ottimisti rispetto a come sono andate le cose – ha risposto il sindaco – Gli appelli e le considerazioni che voi del mondo del ghiaccio avete fatto, sono considerazioni analoghe a quelle di tanti sport. Penso alla Varesina di Ginnastica Artistica, il basket…è evidente che il Covid ha impedito di fare attività ordinarie. Oggi il palaghiaccio è chiuso anche perché c’è il Covid e siamo in zona rossa. Ricordo, inoltre, che durante un incontro con le associazioni con il mondo del ghiaccio, la prima domanda da parte loro è stata: rifateci il palaghiaccio perché cade a pezzi. Da lì ci siamo attivati tutti fino all’avvio dei lavori. Senza tralasciare un altro aspetto: attorno al palaghiaccio si è sviluppata una inchiesta della magistratura che ha portato la Procura a valutare una serie di fatti. Il Comune di Varese si costituirà come parte lesa».

Ora però bisogna pensare al futuro: «Abbiamo iniziato i lavori in anticipo rispetto alle previsioni iniziali. In funzione della progressione dei lavori, vedremo se ci saranno le condizioni per aprire almeno una parte in maniera provvisoria per la nuova pista del palaghiaccio. Ma questa situazione si potrà vedere tra qualche mese. Se questa situazione non è praticabile, l’obiettivo è quello di installare una pista temporanea  che costa però un milione di euro, che andranno a sommarsi all’investimento di altri 10 milioni di euro. Ne vale la pena? La seconda ipotesi è installare all’anti-stadio una pista temporanea 40×20, con zero costi per l’amministrazione ma per iniziativa di un privato, o comunque una pista provvisoria per il mese di settembre». Infine, vorremmo supportare economica le famiglie degli atleti che vivono a Varese per le trasferte che saranno chiamati a fare fuori città. Una “borsa di studio” per coloro che dovranno andare a fare attività ed esercizi in altri luoghi per il periodo di esecuzione dei lavori».

Quest’ultima proposta è stata ripresa e rilanciata dall’assessore allo sport Dino de Simone: «In questi mesi abbiamo cercato risorse per dare ristori alle famiglie che hanno avuto problemi, ma anche i ristori per gli enti locali non sono arrivati in modo completo. Questa idea di borsa di studio è buona, voglio portarla a casa».

Per ultimo ha parlato l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Civati: «La struttura del palaghiaccio da anni ha fatto il suo tempo. Chi la viveva sapeva quale era la difficoltà. Oggi la struttura è chiusa perché sono iniziati i lavori, ma prima era chiusa per le normative Covid e a causa dei controlli che sono derivati da quel video che rappresenta un idrante di sicurezza utilizzato per riempire una delle vasche del palaghiaccio. Iniziativa non corretta che abbiamo avuto l’obbligo e la volontà di segnalare alla polizia giudiziaria, dalla quale è poi iniziati i controlli. Il progetto è stato poi rallentato da situazioni emergenziali. La ciliegina sulla torta è stato l’esito negativo del bando che abbiamo fatto per la pista provvisoria, ma che non è andato a buon fine. Molti soggetti spaventati dalla zona rossa non hanno inteso confermare l’interesse che avevamo manifestato. Stiamo perciò ragionando sulle tre soluzioni proposte dal sindaco: dalla consegna parziale, fino all’ipotesi più fattibile dalla pista provvisoria di 40 x20. Sappiamo che non è la soluzione ottimale per i professionisti, ma può salvaguardare il movimento e i più giovani».

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Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

Il web è meraviglioso finchè menti appassionate lo aggiornano di contenuti interessanti, piacevoli, utili. Io, con i miei colleghi di VareseNews, ci provo ogni giorno. Ci sosterrai? 

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Pubblicato il 24 Marzo 2021
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