Dante in otto “mosse”: la GraphiCommedia dei ragazzi del Falcone di Gallarate

Le terzine si svelano in libretti di otto pagine, realizzati con linguaggi molto diversi e rielaborate poi anche in video: un bel lavoro che si inserisce in una storia secolare e ricchissima

La GraphiCommedia del Falcone di Gallarate

La Divina Commedia trasformata in una animazione, con le terzine che si svelano in libretti di otto pagine. È l’idea su cui hanno lavorato – con tanti spunti e linguaggi diversi – i ragazzi e le ragazze dell’istituto Falcone di Gallarate.

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“La GraphiCommedia” è finita citata tra i migliori progetti scolastici in Italia in occasione del Dantedì, segnalata dal Ministero dell’Istruzione.

Alcune terzine celebri – soprattutto dell’Inferno – sono state convertite nel “formato fanzine”, articolato su otto facciate. «Cè chi ha lavorato manualmente e chi con programmi di grafica, chi ha usato la tecnica del collage, interpretando in modo diverso la traslazione dalla parola all’immagine» spiega la professoressa Annitta Di Mineo, che con i colleghi Andrea Pirro e Lara Radaelli ha coordinato il lavoro dei ragazzi della 3°B del grafico.

Il progetto è stato completato poi con la realizzazione di alcuni video in cui ragazzi e ragazze «declamano i versi loro affidati, su una base musicale», sfogliando il libretto che hanno creato.
Nel video qui sotto un paio di esempi:

Nelle scelte delle terzine tornano alcuni dei passaggi più celebri, dall’incipit della Commedia al Canto III, alle terzine con il ritorno alle «stelle» che chiudono le tre parti dell’opera, alla storia di Paolo e Francesca, ma anche una più ricercata Semiramide. E molto diverse sono le interpretazioni, che passano dai disegni a grafiche che ammiccano alla contemporaneità, ad altre che rielaborano raffigurazioni artistiche storiche.
In questo, il bel lavoro di ragazzi e ragazze del Falcone si inserisce in una storia secolare e ricchissima, da Giotto a William Blake, da Dalì a Guttuso e Aligi Sassu.

 

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 25 Marzo 2021
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