Pista del ghiaccio: passa “l’emendamento Cipolat” per procedere a un nuovo bando per la struttura provvisoria

In lizza il suo e quello proposto dai quattro capigruppo delle minoranze, che proponevano di pagarlo con soldi comunali togliendo altre voci all’amministrazione cittadina

Come sarà il nuovo palaghiaccio - i rendering del progetto definitivo

La questione della pista del ghiaccio provvisoria all’Antistadio – tema di cui si parla da mesi per via della chiusura e del rifacimento del PalAlbani – è stata una dei primi protagonisti del consiglio comunale di Varese del 29 marzo.

Al secondo punto all’ordine del giorno c’era infatti la modifica al dup che riguardava diverse opere sportive, ma la questione si è subito accesa con la presentazione di due emendamenti di segno diverso, uno dalla maggioranza e uno dalla minoranza.

L’EMENDAMENTO CIPOLAT: “NUOVO BANDO, C’E’ MANIFESTAZIONE DI INTERESSE”

In particolare, per la maggioranza, è stato il Presidente della Commissione Sport e Ambiente, Paolo Cipolat, PD, a presentare un emendamento in merito alla pista provvisoria da installare nell’area dell’antistadio.

«La proposta arriva dopo l’ultima Commissione congiunta “Sport e Lavori pubblici” dove si è parlato della volontà della Giunta di installare una pista provvisoria all’antistadio – spiega il consigliere Cipolat – nel mio emendamento propongo che “Per l’antistadio possano essere valutate proposte di iniziativa privata per l’affidamento in concessione pluriennale, in funzione dell’ammortamento dei relativi investimenti, per l’installazione di strutture sportive polivalenti di carattere anche non definitivo o rimovibili (pista ghiaccio, piattaforma polivalente, campi gioco paddle, ecc.) e relative infrastrutture di servizio».

Una proposta, che viene reiterata, dopo due bandi andati a vuoto, per un  motivo preciso, e cioè:  «In seguito alla manifestazione d’interesse presentata da un soggetto privato che ha comunicato la volontà di realizzare la pista, in linea con il precedente avviso del Comune – spiega Cipolat – Questa strada dunque sembra preferibile a qualsiasi altra alternativa. Con tale soluzione infatti la città avrà una pista temporanea per tutto il periodo in cui si svolgeranno i cantieri del nuovo Palaghiaccio per consentire agli atleti di allenarsi. Un’operazione che non peserebbe sui soldi pubblici, in particolare in questo momento in cui ci sono tante priorità legate alla pandemia. Già il costo per la riqualificazione del palaghiaccio infatti costa 10 milioni di euro».

L’emendamento non fissa però la dimensione della pista, fatto contestato da diversi consiglieri presenti alla commissione che hanno ricordato come «Le associazioni hanno espressamente specificato come uno stadio 20 per 40 non sia assolutamente adeguato alle loro esigenze».

LA PROPOSTA DELLE MINORANZE: “TROVIAMO I SOLDI, RIMANDANDO ALTRI LAVORI”

Un emendamento di tenore totalmente diverso è stato invece presentato dai capigruppo dei partiti di minoranza, e presentato in consiglio da Fabio Binelli, capogruppo della Lega. Tale emendamento prevedeva di stanziare 955mila euro per la realizzazione di una struttura polifunzionale togliendo una serie di lavori già a bilancio per compensare le maggiori uscite. Tra le opere da togliere dal piano triennale sono elencate l’allargamento di via Montello con la realizzazione di un marciapiede, un nuovo parcheggio a Bizzozero, il nuovo arredo urbano di via Carrobbio, interventi di manutenzione delle strade nel lotto di viabilità principale e secondaria e l’arredo urbano del borgo di santa Maria del monte. Un emendamento subito bocciato dalla giunta, per nome dell’assessore all’Urbanistica Andrea Civati che ha motivato il suo no soprattutto perchè «Propongono di cancellare opere su cui tutti quanti si sono spesi a lungo. Penso al tema delle asfaltature della manutenzione stradale, il miglioramento della via Carrobbio, la manutenzione di Santa maria del Monte. Essendoci altra soluzione la rinuncia a queste opere non è sostenibile».

«Qui bisogna risolvere un problema politico, con questo emendamento noi cerchiamo di farlo concretamente – ha sottolineato però Binelli – Abbiamo chiesto audizione delle associazioni al Consiglio comunale, ora noi proviamo a dare una risposta con questo emendamento. Noi crediamo sia l’ultima opportunità del consiglio per cercare di dare una risposta a questa problematica».

«Capisco che qualche voce tra quelle che eliminiamo e rimandiamo possa mettere in crisi – ha commentato Valerio Vigoni, capogruppo della Lista Orrigoni – Ma sono stupito: mi aspettavo un emendamento dell’ emendamento da parte della maggioranza, la proposta di spostare qualche voce e trovare risorse in altri capitoli. E invece è stato solo un no secco. Penso che la maggioranza abbia perso un’occasione per suggerire soluzioni alternative».

Un altro commento arriva dalla consigliera di maggioranza Elena Baratelli nel corso della sua dichiarazione di voto: «Esprimerò voto contrario a questo emendamento perchè non si possono togliere voci come quelle che propongono di togliere ma, pur non attraverso questa via, noi auspichiamo che una soluzione venga trovata».

IL VOTO: “VINCE L’EMENDAMENTO CIPOLAT, PASSA LA VARIAZIONE AL DUP

Alla fine, la votazione dell’emendamento Cipolat ha visto diciannove voti favorevoli, tutta la maggioranza, e 9 astenuti, tutta la minoranza. Colpisce l’unico che ha votato esplicitamente contro il rappresentante del gruppo misto Agostino De Troia.

Sorte opposta per l’emendamento Binelli – Longhini – Vigoni Clerici: 19 sono risultati i contrari, tutta la maggioranza, e 8 favorevoli, quasi tutta la minoranza. Il “quasi” è dato dai due consiglieri che si sono astenuti: non solo il rappresentante del gruppo misto Agostino De Troia, ma anche il rappresentante della Lista Orrigoni Rinaldo Ballerio.

La votazione finale ha visto infine 19 favorevoli, la maggioranza, e 10 contrari, tutta la minoranza più il consigliere del gruppo misto De Troia, che proviene dall’area di maggioranza (era rappresentante della Lista Galimberti) ma sempre più frequentemente vota come la minoranza in consiglio.

IL PD CITTADINO PLAUDE ALLA SOLUZIONE

Sulla vicenda è subito intervenuto anche il Pd cittadino: «Anche sulla questione palaghiaccio e pista provvisoria – ha commentato Luca Carignola, segretario cittadino del Partito democratico – la differenza tra una buona amministrazione, propaganda, demagogia e assenza di visione tra la lega che ha amministrato Varese per 23 anni consecutivi e la giunta Galimberti che amministra da meno 5 anni è ben evidente. Mentre per 23 anni la Lega non ha eseguito nemmeno un intervento per evitare che la struttura del Palaghiaccio deperisse e diventasse inutilizzabile, tanto che quando nevicava la struttura doveva essere chiusa per pericolo di crollo, la Giunta Galimberti ha avviato i lavori del nuovo palazzo del ghiaccio. Opera di cui si parla da oltre 20 anni ma finalmente, grazie alla concretezza del PD e della Giunta Galimberti, sono iniziati i lavori e la città e la Provincia avranno presto una delle più interessanti strutture sportive del territorio, ad impatto quasi 0 sull’ambiente, sicura e pronta per le Olimpiadi del 2026. In attesa di concludere i lavori ed aprire il nuovo palazzetto del ghiaccio tra 14 mesi – afferma Luca Conte, consigliere comunale del Pd – vediamo contrapporsi in queste ore due idee che denotano la differenza di capacità amministrativa, concretezza e visione su una città che sta affrontando il peggior momento storico dal dopoguerra in tutti i settori, economico e sociale, e allo stesso tempo deve pensare alla ripartenza post covid e dunque alla priorità per dare risposte alla persone in difficoltà».

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 29 Marzo 2021
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  1. Scritto da carlo196

    Ma Binelli invece di proporre un emendamento per trovare 955mila euro per la pista provvisoria perché non prova a chiedere a qualcuno dei vertici del suo partito di stornare detta cifra dai 49 milioni sottratti ai contribuenti italiani e utilizzarla per questo scopo?

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