Somma Lombardo vota la mozione per la cittadinanza italiana a Patrick Zaki

Durante il consiglio comunale di venerdì 19 marzo si è discusso della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, promossa dalla maggioranza. La lega ha votato contro

Patrick Zaki

Un ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza di Somma Lombardo (Partito democratico, Sinistra per Somma, Somma civica e Somma al centro) nel corso del consiglio comunale di venerdì 19 marzo, per conferire a Patrick Zaki la cittadinanza italiana. La proposta si inserisce in un circuito più ampio, di livello nazionale: oltre alla petizione su Change.org, in Senato il Partito Democratico ha presentato una mozione per la cittadinanza italiana cui hanno aderito anche Italia Viva, Lega e Movimento 5 Stelle. Inoltre, molte città della penisola, come Bologna, stanno conferendo all’attivista la cittadinanza onoraria.

Il punto è stato presentati da Claudio Brovelli (Sinistra per Somma), motivato «dalla volontà di stendere una risposta unitaria»; una mozione «che va a difesa di un ragazzo incarcerato dal proprio governo, che ha torturato a morte impunemente il nostro connazionale Giulio Regeni. Spero che questa mozione diventi un’occasione per tutti noi affinché ci si abiliti in difesa dei diritti umani», ha continuato il consigliere Manolo Casagrande (Pd).

«Ci inorgoglisce pensare che l’Italia sui temi delle ingiustizie e dei diritti umani sia sempre in prima linea. La cittadinanza italiana è la scelta che dobbiamo fare per un ragazzo che ha scelto l’Italia per studiare, lo stesso paese che ha perso un ragazzo nello stesso paese e un circostanze molto simili, Giulio Regeni», ha commentato Giacomo Pedrinazzi (Pd). Per Somma civica ha preso la parola Stefania Garbuzzi: «Siamo profondamente a favore di questa mozione perché siamo dell’idea che vadano utilizzati tutti gli strumenti in difesa della libertà umana».

Il voto a favore, ha sostenuto il sindaco Stefano Bellaria, è una occasione per dare un «segnale di civiltà».

Scetticismo e criticità del gruppo Lega

«Dall’incarcerazione di Patrick Zaki è passato più di un anno; noi italiani abbiamo già dovuto subire schiaffi morali per il caso Regeni, che ancora oggi lascia l’amaro in bocca per il torto subito», è intervenuta Martina Barcaro per esprimere il punto di vista del gruppo Lega: secondo loro non è dall’iter della cittadinanza italiana («che deve affrontare parecchi iter burocratici che non sappiamo se raggiungeranno gli obiettivi prefissati») che si otterrà giustizia. «Gli italiani incarcerati in un paese straniero chi li difende? Ha poi citato Chico Forti e i due Marò, per due anni abbandonati alla giustizia indiana, non hanno goduto di nessuna cittadinanza italiana. La giustizia italiana non può essere invocata a corrente alterna», ha continuato.

«Secondo noi questa proposta nasconde e giustifica la nostra debolezza di agire sul piano internazionale: occorrono azioni più incisive a livello bilaterale con l’Egitto. Il nostro voto sarà contrario», ha rincarato Alberto Barcaro.

Al momento della votazione i quattro gruppi di maggioranza hanno votato a favore, la Lega contro. Fratelli d’Italia non ha potuto partecipare al voto per problemi di connessione.

Nicole Erbetti
nicole.erbetti@gmail.com

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Pubblicato il 20 Marzo 2021
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