Andrea De Nicolao: “Openjobmetis solida e caparbia: tifo perché si salvi”

Il play ha appena affrontato i biancorossi da ex. "Mio fratello Giovanni sta crescendo bene. Resto molto legato a Varese, apprezzo il lavoro della società". Su Polonara: "Non lo vedo così sereno dai tempi della Cimberio"

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Tra i tifosi della Openjobmetis che fremono per le sorti biancorosse, in un finale di campionato thrilling in zona salvezza, ce n’è anche uno che è stato costretto a battere Varese nell’ultimo confronto di campionato, svolgendo al meglio il suo compito di giocatore dell’Umana Venezia. Finita la partita e tornato in Laguna per preparare il match con la Fortitudo però, Andrea De Nicolao, “rilegge” per VareseNews la gara di Masnago e confessa il suo supporto alla causa biancorossa.

«Spero davvero che Varese ottenga la salvezza. L’Openjobmetis attuale è squadra solida e molto più organizzata rispetto a quella affrontata nel girone di andata» spiega De Nicolao, 29 anni, due dei quali trascorsi in biancorosso tra il 2012 e il 2014. «Lo si è visto anche mercoledì: noi abbiamo provato più volte a “forzare” un break ma abbiamo dovuto sempre fare i conti con la caparbietà di Varese. Alla fine abbiamo vinto, ma la partita sarebbe potuta tranquillamente finire nella maniera opposta. Ora sotto: ci sono tre finali da giocare tra Treviso, Trieste e Brindisi per centrare la salvezza».

A cosa è dovuto secondo lei questo profondo cambiamento rispetto all’Openjobmetis del girone di andata?

«Credo che questa solidità si sia creata con il passare del tempo e del lavoro in palestra. Ora ho l’impressione che si sia stabilita la giusta gerarchia e che ogni giocatore abbia inquadrato qual è il proprio ruolo per portare un aiuto, un contributo alla squadra».

Lei ha uno sguardo privilegiato all’interno della Openjobmetis, quello di suo fratello Giovanni che, sul campo, l’altra sera, ha avuto cifre molti simili alle sue. 

«È vero: ha disputato una bella partita e in generale sta giocando bene in questo periodo. Giovanni lavora tanto in palestra, a testa bassa e i risultati si vedono: sta maturando molto. Il primo anno in Serie A non è mai facile e questa stagione è ancora più complicata per tutti, ma credo sia un bel punto di partenza per la sua carriera. Noi, intanto, continuiamo a sentirci ogni giorno e ci confrontiamo costantemente anche sul basket, sulle nostre prestazioni, sulle nostre squadre, sugli aspetti del gioco. Sono telefonate che aiutano entrambi ad approfondire certe dinamiche che poi troviamo in campo». 

Openjobmetis Varese - Umana Venezia 75-77
Giovanni e Andrea De Nicolao in campo a Masnago

Prima di venire a Masnago da avversario, lei fu spettatore della partita vinta con Pesaro. La sua vicinanza a Varese continua ed è sempre molto stretta.

«Sì, per tante ragioni. Quelle personali, perché Giovanni gioca lì, perché mia moglie è varesina e noi abbiamo casa in città, quindi appena sono libero da impegni di basket torno con tutta la famiglia. E poi ho rapporti ottimi con il mondo della Pallacanestro Varese: per me è un piacere e un onore coltivare i contatti con persone come Toto Bulgheroni, Alberto Castelli, Umberto Argieri. In un anno difficile la società ha comunque composto una squadra competitiva, l’ha sistemata dopo le scelte fatte l’estate scorsa e l’ha rimessa in lizza per la salvezza. Guardate che è un campionato strano: si può passare dalla lotta per non retrocedere alla tranquillità nel giro di una partita: non sottovalutate il cammino della Openjobmetis. La società ha avuto meriti nel raddrizzare la rotta, e quello dei biancorossi è il primo risultato che guardo dopo aver concluso la mia partita».

Varese-Venezia è stato una specie di “festival del playmaker italiano”, tra Ruzzier, voi due De Nicolao, Bulleri e De Raffaele sulle panchine. Una cosa che non capita spesso. 

«Una situazione bella ma piuttosto rara, quasi unica. Solo Sassari con Spissu e Pozzecco può essere simile a noi. Io credo che quanto più il coach riesce a trasmettere le proprie idee di gioco, i propri sistemi al playmaker, più la squadra riesce a giocare meglio. Walter mi allena da anni e ormai tra di noi basta uno sguardo per intenderci su cosa fare. Credo che Bulleri, con Giovanni e Ruzzier, siano su quella strada: è normale all’inizio fare fatica e lo si è visto. Ma adesso iniziano a vedersi anche i risultati».

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Polonara e De Nicolao in maglia Cimberio

Nell’indimenticabile 2012-13, con lei c’era un altro giovane italiano che oggi è protagonista assoluto in Eurolega, Achille Polonara. Vi sentite ancora con frequenza?

«Sì, abbiamo contatti piuttosto frequenti e tra l’altro siamo diventati papà di recente nel giro di poco tempo, anche se io per la seconda volta e lui per la prima. Achille ha disputato un’Eurolega strepitosa e credo ci sia una spiegazione: al Baskonia ha trovato una situazione ideale, nella quale è libero di esprimere il suo gioco. Non lo vedevo giocare così sereno dal primo anno con la Cimberio e questo influisce sul rendimento in campo».

Le ultime due domande. Con la Reyer l’obiettivo è arrivare in semifinale e poi si vedrà fin dove ci si potrà spingere?

«In questo momento è quello di mantenere il quarto posto: dobbiamo vincere 3 partite su 3 e sperare che Sassari non riesca a vincere tutte le cinque che deve ancora disputare. Vogliamo arrivare quarti e avere il vantaggio del campo nel primo turno playoff. Purtroppo il covid che ha colpito il gruppo tra novembre e dicembre non ci ha permesso di fare parte del gruppo di testa e tra l’altro è stato decisivo nel farci uscire dalla coppa. Ora però ci prepariamo per i playoff e poi vedremo».

Infine c’è la Nazionale. Lei ha dimostrato una buona continuità sia all’interno della stagione sia a livello di carriera, in questi ultimi anni. Spera in una chiamata per il Preolimpico?

«Sì, anche perché reputo di avere fatto passi avanti importanti nel mio gioco in questi anni a Venezia. Sento di avere una consapevolezza nei miei mezzi che prima mi mancava. Alla maglia dell’Italia ci punto e ci spero anche se so che, quando si compone una Nazionale, sono tanti gli incastri che devono andare a posto. Al di là delle “star”, tutti gli altri devono essere funzionali al gioco e alle idee dell’allenatore. Io spero di poter rientrare nelle scelte».

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 16 Aprile 2021
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