Legambiente raccoglie seicento firme contro la costruzione sulla Collina del San Michele

Continua l'impegno del Circolo Legambiente Valcuvia e Valli del Luinese per fermare il consumo di suolo. Ecco il loro comunicato

Generica 2020

Continua l’impegno del Circolo Legambiente Valcuvia e Valli del Luinese per la Collina del San Michele. Circa seicento le firme raccolte per fermare la costruzione di alcune abitazioni. Oggi, giovedì 1 aprile, si riunirà il TarEcco il loro comunicato.

Nel mese di febbraio e all’inizio di marzo il Circolo Legambiente Valcuvia e Valli del Luinese ha promosso una raccolta firme a difesa della collina San Michele di Laveno Mombello, per evitare l’ennesima azione di consumo di suolo, la costruzione di palazzine ad opera di una società immobiliare, ed ha chiesto alla cittadinanza di sostenerla. Centinaia le adesioni. Circa 600 firme che sono veramente tante considerato il periodo di chiusura a causa delle restrizioni per zona rossa, che non hanno permesso la predisposizione di “banchetti” nelle piazze ed hanno limitato l’accesso ai pochi punti di raccolta.

Il Circolo ha ritenuto necessario tenere desta l’attenzione sulla vicenda non ancora conclusa – è in atto ormai da due anni una procedura di ricorso presso il Tar regionale – e spronare l’Amministrazione comunale a modificare il Piano di Governo del Territorio (PGT), che, anche nella vicina area panoramica di circa mq 24.987 a sud est della località Parco Castello (attualmente sede dell’istituto scolastico Galilei) prevede circa 23.000 mc di cemento…

La continua cementificazione mina le qualità ambientali del nostro territorio che tutti apprezzano e influisce sulla capacità del suolo di assorbire acqua, favorendo un dissesto idrogeologico estremamente pericoloso nello scenario di cambiamenti climatici attuale.

Al di là delle vicende complesse che si sono susseguite nel tempo e di cui è stato dato conto più volte, il circolo Legambiente si oppone all’intenzione per tre motivi fondamentali:

1. perché pienamente d’accordo con il decreto ministeriale del 1961 che cita “…la zona predetta ha notevole interesse pubblico perché oltre a formare dei quadri naturali di non comune bellezza panoramica, offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si può godere la magnifica visuale del Lago Maggiore, delle Isole Borromeo, e della costa piemontese a cui fa sfondo il Monte Rosa, il
Mottarone e lo Zeda”;

2. perché contrario ad un ulteriore consumo di suolo quando da anni la popolazione non cresce ed esistono aree dismesse abbandonate ed edifici fatiscenti che potrebbero trovare nuova vita;

3. perchè la fattibilità idro-geologica della realizzazione degli edifici andrebbe verificata più approfonditamente.

Il Circolo Valcuvia e Valli del Luinese non può condividere un progetto di territorio avido ed individualista: la difesa della collina fa parte di una visione più ampia di salvaguardia del suolo, azzerandone il consumo. Questo fa bene all’ambiente.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Aprile 2021
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